Baku a due facce per la Mercedes

di Ciccio Mariello

Della folle domenica di Baku si è già scritto di tutto e di più, però le attenzioni sull’episodio hanno fatto sì che in pochi notassero che, malgrado tutto, la Mercedes ha allungato nella classifica costruttori. Ebbene sì, perché se è vero che Hamilton alla fine è arrivato dietro Vettel, scendendo a -14, nella classifica dei team, il 2° posto di Bottas, comparato con il ritiro di Raikkonen ha la forma di un macigno importante nella lotta al titolo per scuderie.

Certo, una magra consolazione se si pensa ai tempi delle qualifiche ed alla possibilità nemmeno troppo remota di fare doppietta, però talvolta bisogna sapersi accontentare e 16 punti guadagnati sulla Ferrari male non fanno. Il merito di tutto ciò è di un coriaceo Valtteri Bottas che ha sì sbagliato alla partenza (pur non essendo da sanzionare, la responsabilità del contatto al via con Raikkonen è sua), ma poi ha saputo, sfruttando gli sviluppi della corsa, rimontare fino all’ultimo metro dell’ultimo giro, dove ha passato Stroll aggiudicandosi la piazza d’onore, al termine di una gara dove ad un certo punto era persino doppiato.

Va sicuramente riconosciuto al finlandese il fatto che, pur non avendo lo smisurato talento del compagno di squadra, quando c’è bisogno di lui, risponde presente. In Russia l’inglese era in difficoltà e lui ha vinto, a Monaco altra difficoltà e lui sta lì ad insidiare le Ferrari e solo un errore di strategia del box lo priva di un podio certo, in Canada bisognava sfruttare la debacle rossa e lui completa la doppietta ed anche a Baku, dopo le peripezie capitate ad Hamilton, lui reagisce e alla fine arriva ancora una volta sul podio. Non c’è che dire, se la Mercedes a fine stagione potrà griffarsi del titolo costruttori, il merito sarà tutto suo che sta stravincendo il duello con Kimi Raikkonen.

Il capitolo Hamilton è di più difficile lettura; un altro venerdì orribile con il 10° tempo, un sabato da leone con quel 1:40.593 che fa paura solo a sentirlo nominare ed una domenica dove avrebbe vinto con una mano dietro la schiena se non fosse che la direzione gara lo ha obbligato a rientrare per cambiare la protezione, altrimenti siamo sicuri che avrebbe percorso altri 20 giri tenendola ferma con la mano e vincendo lo stesso la gara.

Qui però arrivano le note dolenti; il suo pit stop è stato più corto rispetto allo stop&go di Vettel (9.2 secondi contro 12) ma alla fine si è ritrovato dietro e non ha avuto lo spunto per attaccare il tedesco così come a Barcellona, tanto per intenderci. Non sappiamo se davvero non ne aveva oppure se volesse evitare altri guai dopo quanto accaduto al 19° giro, però resta il fatto che ha lasciato per strada 2 punti che nella sua condizione di classifica non avrebbe mai e poi mai dovuto lasciare.

Infine una chiosa sul team Mercedes; una tecnologia pazzesca, milioni di investimento, insomma una struttura da far invidia alla NASA e poi ti perdi per un bullone non fissato su un pezzo di gommapiuma?