Caos McLaren-Honda: l’Alfa Romeo del nuovo millennio?

È il caso di cui tutto il circus parla. Un susseguirsi di voci continuo che coinvolscono piloti e team e che portano ad un puzzle intricato che nessuno riesce a risolverlo. Io preferisco chiamarlo il “Triangolo della F1”: Alonso-Honda-McLaren. Un trio che sta vivendo un grave periodo di crisi(anche per cause non proprie) e che rischia di essere etichettata come il fallimento del secolo.

McLaren e Honda, 2 nomi per 2 potenze dell’automobilismo: riuniti nel 2015 dopo aver dominato tra la fine degli anni 80 e l’inizio degli anni 90, tutti si aspettavano grandi risultati o quantomeno progressi da questo storico binomio. I risultati all’inizio furono disastrosi. Poco perfomante e poco affidabile, la PU Honda lasciava molto a desiderare e nonostante il grande lavoro di entrambe le parti nella metà stagione non furono capaci di portare il team oltre il nono e penultimo posto nel costruttori. Per riassumere quella stagione  Nel 2016 le cose andarono meglio: seppur non ancora in grado di competere con i top team riusci ad essere quasi sempre in lotta per i punti e a regalarsi qualche perfomance di livello come la prima fila di Button in Austria e il 5° posto di Alonso in Austin. Tutti guardavano al 2017 come un traguardo per la McLaren-Honda. Ossia la possibilità concreta di tornare al top e di lottare per il podio…

E così siamo giunti ad oggi… Testimoni di quello che potrebbe essere un altro anno dal fondo della griglia. Test pieni di problemi con la macchina che ha percorso di meno e primo GP stagionale fuori dai punti con Vandoorne 13° e ultimo al traguardo e Alonso ritirato a pochi giri dalla fine. Vero, è solo la prima gara, ma la MCL32 si è dimostrata lenta in una pista dove il motore può essere coperto da un grande pacchetto aerodinamico, prova che la nuova monoposto di Woking non può neanche contare sul proprio telaio. Anche Hasegawa(responsabile Honda) è rimasto deluso dal primissime prestazioni. E la situazione non sembra poter migliorare nelle prossime gare…

Per quanto mi riguarda la situazione è analoga a quella dell’Alfa Romeo. Si, proprio la casa che oggi vorrebbe rientrare in F1. Il Biscione vinse e dominò la scena nel 1950 e nel 1951, i primissimi anni della F1. Ritirata nel 1952, l’Alfa ritornò nel 1979 senza ottenere però i risultati sperati, tanto che nel 1985 si ritirerà di nuovo, continuando però come prima a fornire motori alle scuderie(anche qui non riscossero successo). Questa McLaren-Honda mi rievoca molto ad esempio la Brabham-Alfa Romeo, potenzialmente molto forte ma anche pesante(non è questo il caso) e non affidabile.

Ora anche la McLaren rischia di mandare all’aria tutto il progetto con queste voci che la vorrebbero cambiare power unit con la Mercedes già da questa stagione. Infatti il fatto che Mika Hakkinen sia diventato ambasciatore della casa inglese non è un caso, ma il punto primario e che a farne le spese potrebbe essere proprio Fernando Alonso. Il pilota spagnolo non è più sicuro di continuare in F1 dopo il 2017 e sono tante le voci che lo vorrebbero al WEC o alla Formula E. Solo una cosa è certa: il prossimo inverno per lui sarà parecchio movimentato.

Ricapitolando: siamo solo all’inizio di stagione, ma la McLaren-Honda potrebbe arrivare presto al capolinea. E le conseguenze potrebbero coinvolgere tutta la F1 e non solo. Il rischio di vedere concretizzarsi l’idea dell’Alfa Romeo del nuovo secolo è più alta che mai. Quindi la domanda è: quanto sono veramente disposti i giapponesi a continuare il loro programma con la Formula 1?