Cosa ci ha fatto capire e cosa ci fa immaginare il GP di Melbourne

E’ emerso dal primo Gran Premio di stagione che la SF-70H è veloce, per la precisione la più veloce sul giro cronometrato in gara con Kimi Raikkonen al volante, che si è preso questa soddisfazione durante il penultimo giro della prima gara di questa stagione.

La prestazione di Vettel, che nei primi 15 giri è stato un “martello” tanto da riuscire a tenere sempre sotto pressione Hamilton, evidenzia un altro dato positivo emerso in Australia: grazie al lungo e proficuo svolto nei test per lo sviluppo degli pneumatici, la Ferrari ha dimostrato di saper gestire le gomme molto meglio degli altri, riuscendo a fare più giri sulle stesse coperture, che si traducono in performance più equilibrate nel corso della gara.

I due piloti Ferrari hanno infatti dimostrato di essere i migliori piloti per quanto riguarda la gestione delle gomme, con Vettel che è riuscito a fare uno stint molto più lungo di quello di Hamilton con coperture UltraSoft di ben 5 giri.

Adesso si correrà in Cina, su un “vero” tracciato, uno di quei tracciati veloci e molto tecnici, che richiedono che le monoposto siano al limite.

Proprio su questi tracciati, ad essere molto importante è il passo: la Mercedes ha un passo più lungo di quello della Ferrari e questa differenza di passo ha influito positivamente a Melbourne ma potrebbe influire negativamente a Shangai.

Se però a Shangai si dovesse correre con una strategia a due soste, allora la Ferrari potrebbe puntare tutto sul “risparmiare” una sosta, visto che riesce ad avere anche 6 giri più degli altri per ogni treni di gomme.

Rimane ancora da capire qual’è il vero livello della Red Bull, che lo scorso anno era risultata anche più competitiva della Ferrari ma che a Melbourne non ha inciso molto. Se quanto fatto vedere da Verstappen dovesse essere confermato, allora la Red Bull potrebbe davvero essere la terza (o seconda) forza del campionato.

Resta ancora il punto interrogativo delle qualifiche, perchè non solo Hamilton ha fatto meglio di Vettel, ma anche Bottas ha fatto meglio di Raikkonen.

Questo può voler dire che, piloti a parte, la Mercedes riesce ancora ad essere molto veloce sul giro secco, anche se sacrifica le gomme un pò di più della Ferrari.

Sul giro secco anche la Red Bull può tirare fuori qualche coniglio dal cilindro, ma solo dalla seconda metà di stagione in poi, quando arriveranno gli aggiornamenti aerodinamici e motoristici.

Infine resta da capire quanto le monoposto sono vicine al limite: in questa stagione 2017, in cui i token sono stati eliminati e gli sviluppi sulla power unit sono liberi, le monoposto possono ancora essere rese più veloci dagli aggiornamenti. Inoltre, anche l’aerodinamica può essere ancora affinata, ma se la SF-70H è già vicina al limite, allora dal GP di Spagna in poi dovremo solo inseguire gli altri.

Se però la monoposto ha ancora diverse caratteristiche da migliorare, allora potremo arrivare fino ad Abu Dhabi con la speranza di riportare un titolo che a Maranello manca da tanto, forse troppo.