Ferrari a due facce in Canada: Seb risale, Kimi riscende

di Ciccio Mariello

E’ stato un weekend difficilissimo per la casa di Maranello a Montreal. Contrariamente alle attese e contrariamente a quanto si era visto nelle prove libere, la Rossa ha scoperto di non essere la vettura da battere al Gilles Villeneuve ed anzi ha terminato questo 7° appuntamento iridato con un bottino particolarmente magro e solo grazie ad errori altrui è riuscita a limitare parzialmente i danni. Forse il giudizio è troppo severo, ma va anche contestualizzato in virtù delle lodi che sono state tessute al Cavallino dopo la doppietta di Monte-Carlo, per certi versi eccessive, malgrado la doppietta che mancava da tempo immemore. Stavolta la doppietta tocca alla Mercedes che ci aveva abituati all’uno-due nell’ultimo triennio ma che quest’anno ancora non era riuscita nell’impresa però è inutile girarci intorno, qui era più forte. Soprattutto era più forte Lewis Hamilton che alla fine è riuscito ad ottenere il Grand Chelem, ovvero pole, vittoria sempre in testa e infine giro veloce, stampato nel finale, anche se non ne aveva affatto bisogno, ma l’ha fatto giusto per dimostrare a Vettel ed a tutti gli altri, che ha amministrato ma, volendo, poteva girare 1”-2” più forte.

Ma torniamo in casa Ferrari: rispetto a quanto visto nelle prove libere fa scalpore non aver fatto la pole, ma va riconosciuto il merito di Hamilton, che in Canada ha pochi eguali. Rimane comunque buona la prestazione di Vettel, molto meno quella di Raikkonen che perde la sfida anche con Bottas. Ma il vero disastro è la gara; il tedesco sbaglia la partenza, anzi, ad onor del vero è Verstappen che azzecca una manovra che non vedevo dai tempi di Alesi a Monza nel ’96. Senza quel proiettile a formo di toro, la Ferrari avrebbe girato al 2° posto alla prima curva, ma così non è stato e c’è stato il contatto che ha rovinato la gara del quattro volte iridato. Onestamente non me la sento di colpevolizzare nessuno, la pista in quel punto è stretta, ogni anno ci sono dei contatti, Verstappen era davanti e doveva curvare, ne aveva il diritto, e più largo non poteva stare, altrimenti sarebbe finito fuori. Al tempo stesso Vettel doveva curvare, all’interno aveva Bottas, non poteva andare da nessun’altra parte; il contatto, per quanto lieve c’è stato e il profilo alare destro della Ferrari n. 5 si è sbriciolato. Qui sta, a mio parere, l’errore di Vettel; esce la SC per la carambola Sainz-Massa ma il tedesco crede di poter continuare e quindi decide di restare fuori per non compromettere la gara con una sosta subito al 1° giro. Il ragionamento ci può anche stare, intendiamoci, però dal muretto qualcuno avrebbe dovuto (sfruttando anche le immagini TV, ndr) far capire al pilota che quell’ala andava cambiata. Tutti invece concordano nel tentare l’azzardo e, appena la SC rientra e i piloti schiacciano a fondo sul gas, l’ala danneggiata si squaglia come neve al sole, obbligando senza possibilità di appello la Ferrari ai box, perdendo il doppio rispetto a quanto avrebbero perso in regime di SC. Da qui in poi la gara del tedesco è furente, inanella sorpassi a ripetizione e arriva ad una manciata di metri dal podio. In questo è stato aiutato sia dal ritiro di Verstappen che dalla inutile e sciocca bagarre in casa Force India, che ha buttato via un podio per colpa di un Perez troppo orgoglioso per cedere la posizione al giovane compagno di squadra Ocon.

Discorso a parte merita Kimi Raikkonen; onestamente io continuo a non capire tutto questo credito dove lo abbia maturato. E’ costantemente insulso in gara, da inizio stagione e pure dalla stagione scorsa. Mai uno spunto, puntualmente surclassato da Vettel, non fa un sorpasso che sia uno e quando serve sparisce. Ha sbagliato la partenza, è vero, ma non ha avuto alcuna noia meccanica, eppure si è fatto infilare dalla Red Bull di Ricciardo allo start, poi dalla Force India di Perez al restart e infine anche Ocon dopo il pit stop è riuscito a rimanergli davanti. Per tutta la gara ha dimostrato di guidare un mezzo che è nettamente più veloce di chi aveva davanti ma non è mai arrivato nemmeno vicino al tentativo di sorpasso, lui che invece doveva andare perlomeno a battagliare con Bottas per il 2° posto, e magari allungare lo stint per farsi uscire Hamilton alle spalle e rallentarlo come a parti inverse è successo a Barcellona. Invece non solo lo fanno rientrare prima perché è troppo lontano per tentare questa strategia, ma con gomme nuove gira più lento di quelli con gomma usata e, dulcis in fundo, va pure in crisi con i freni e crolla 7°. Io davvero perché in Ferrari si ostinino ad avere un solo pilota in squadra, lo potevo capire ai tempi di Schumacher, lui non voleva nessuno che gli facesse la guerra in casa (anche se ci ricordiamo tutti il contributo di Barrichello nel 2000 ad Hockenheim, ndr), ma adesso che senso ha avere una macchina forte guidata da un pilota senza nerbo?

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