Ferrari che scoppia. E non solo le gomme!

di Ciccio Mariello

Che l’appuntamento di Silverstone potesse essere ostico per la Rossa lo si sapeva, che si sarebbe trasformato in una Caporetto era già più difficile da pronosticare.

Eppure, il weekend inglese ha riservato grandi sofferenze per il Cavallino, culminate nel finale con un duplice scoppio che hanno annullato quasi del tutto il vantaggio nella classifica iridata.

E pensare che la notte del venerdì sembrava far presagire tutt’altro, con l’ennesimo cambio di cambio (scusate il gioco di parole) sulla Mercedes, stavolta di Bottas, con conseguente penalità di 5 posizioni sulla griglia.

Al sabato, però, Hamilton è sembrato fin da subito di un altro pianeta ma le Ferrari hanno saputo fare l’unica cosa giusta da fare, tener dietro Bottas, obbligandolo così a partire dalla quinta fila. Eppure c’era qualcosa che non andava, a cominciare dal fatto che fosse Raikkonen il più veloce in qualifica, cosa che non accadeva da Monte-Carlo.

In gara, già lo start non ha dato dei buoni segnali, con la monoposto di Vettel che fumava abbondantemente prima del via e che si è subito fatto infilare dal solito Verstappen. Mentre Kimi cerca in qualche maniera di tenere l’indiavolato ritmo del padrone di casa Lewis Hamilton, Seb non riesce a superare la Red Bull, malgrado un tentativo disperato alla Stowe, ed alla fine opta per il pit stop anticipato al 18° giro. La mossa sulle prime sembra funzionare perché Verstappen viene fatto fermare un giro più tardi e quindi l’undercut riesce, però, a fine gara si presenta il conto, salatissimo.

Il primo a doverlo pagare è Raikkonen, che aveva pittato 6 giri più tardi, al 24°, ma evidentemente sulle Ferrari la gomma soft non andava e così al 49° giro l’anteriore sinistra si sfilaccia, facendo perdere un 2° posto che ormai pareva in ghiaccio al finlandese. La tragedia si verifica però un giro dopo, quando l’anteriore sinistra di Vettel si affloscia alla Brookslands, con ancora 2/3 di giro da compiere ed un 4° posto che diventa 7° solo perché tutti gli altri sono distantissimi. Dunque il problema adesso è: diamo per scontato che in Ferrari non prevedessero di aver problemi di durata, soprattutto con le soft, ma perché quando la strategia iniziale era di due soste, anticipare così tanto la prima se poi alla fine si è andati tutti su una sosta?

Eccezion fatta per Verstappen (che infatti si fermerà anche lui per sicurezza perdendo il podio, ndr) tutti gli altri si sono fermati più tardi, Hamilton al 25° (pit in sicurezza, volendo poteva fare un altro paio di giri, ndr) e Ricciardo addirittura al 32°, molto, ma molto dopo Vettel. E se consideriamo che l’australiano partiva 19° ed è arrivato davanti a Seb, beh qualcosa nella strategia Ferrari va assolutamente rivista. Adesso il vantaggio in campionato è di un misero punticino ma, soprattutto, nell’unica occasione in cui Raikkonen è sembrato finalmente in palla, questa batosta ne ha minato seriamente l’umore, col rischio che non riesca a cavalcare l’onda per riproporsi a questi livelli.