Force India: zero punti e record a Monaco

La Force India ha interrotto a Monaco una serie positiva che durava da ben 17 appuntamenti e cioè dalla gara di Silverstone del 2016.
Approfondisci: Force India: il 2017 si prospetta da record!

Andando a guardare il ruolino personale dei piloti, per Perez è la prima volta senza punti dopo 15 gare mentre, per il giovane Esteban Ocon è la prima volta dopo cinque gare.

Sicuramente, in un tracciato tecnico come quello monegasco, a fare la differenza tra i due portacolori della Force India è stata l’esperienza: se Perez è un grande amante di questo tracciato e lo percorre da sette stagioni regalando spettacolo ogni anno, Ocon era alla sua prima volta e, purtroppo per lui, ha dimostrato di patire un pò sui tracciati così tecnici.
Tuttavia non dobbiamo dimenticarci che il giovane francese è alla sua prima stagione da titolare (lo scorso anno subentrò a Rio Haryanto), ha appena vent’anni ed è arrivato a Montecarlo per competere con gente molto più “attrezzata” di lui, almeno per questo appuntamento.

Il giovane francese, infatti, non è mai entrato nella zona punti, partendo dalla quindicesima piazza dopo una discreta qualifica in cui ha sofferto un pò il comportamento della sua monoposto, ricostruita in fretta e furia dopo il botto nelle FP3 di sabato mattina. Esteban ha recuperato qualche posizione in gara, riuscendo a raggiungere la dodicesima posizione finale in una gara che, per lui, è stata tutto sommato piatta.

Diverso, totalmente diverso, è il discorso di Sergio Perez. Il messicano è partito molto bene dalla settima posizione, è riuscito ad avvicinarsi molto a Sainz prima del pit stop che lo ha portato a montare pneumatici Super Soft, risultando il primo pilota a fermarsi per un pit stop “regolare”, visto che sia Ericsson che Button (che partivano uno dalla piazzola numero 19 e l’altro dalla pit lane) si sono fermati al primo giro per montare pneumatici Super Soft e tentare di arrivare a fine gara con quel treno di gomme.
Rientrato in pista in sedicesima posizione, ha effettuato 47 giri su pneumatici a banda rossa, risultando il pilota che ha effettuato lo stint più lungo della gara su pneumatici a mescola Super Soft.

La squadra decide di richiamare Sergio Perez ai box al giro 63 in regime di Safety Car per montare di nuovo pneumatici Ultra Soft. Al momento del pit stop, “Checo” era in undicesima posizione, con tutte le carte in regola per entrare in zona punti e continuare la sua serie positiva. Al rientro in pista mantiene la sua undicesima posizione dietro Stoffel Vandoorne che, alla ripartenza dalla Safety Car va a sbattere alla prima curva, regalando una posizione a Perez, che (a mio modesto parere) si sarebbe potuto accontentare di un buon punticino iridato.

Ma, in fondo, se amiamo Perez è anche perchè è uno che lo spazio per il sorpasso lo trova. E se non lo trova se lo inventa. Chiedere a Button quanto accaduto al GP di Monaco del 2013 per eventuali conferme.
E così, al giro 71 tenta di approfittare di un piccolo spazio lasciato da Daniil Kvyat alla Portier, arrivando al contatto con il russo che tenta di difendersi come meglio può.
Il risultato è che entrambi tornano ai box: Kvyat è costretto al ritiro, Perez cambia gomme e ala anteriore e torna in pista in tredicesima posizione.

Per lui, resta la magra soddisfazione del record sul giro in gara, che durava dai tempi di Michael Schumacher mentre, per Ocon resta la soddisfazione di aver battuto il suo compagno di squadra, cosa che ancora non gli era riuscita nè in gara nè in qualifica, se non con l’eccezione del Bahrain, quando Ocon partì in quattordicesima posizione e Perez partì in diciottesima posizione.