Formula 1: cosa cambia con Liberty Media?

L’acquisizione da parte del gruppo americano della Formula 1 potrebbe portare tante novità nel circus, novità che non possono essere ricondotte solo e soltanto all’ingresso di nuovi GP americani nel calendario.

Sembra infatti che Liberty Media stia puntando soprattutto su un potenziale aumento dei costruttori e dei team per dare maggiore risalto al campionato e per attirare un maggior numero di sponsor, che dovrebbero tradursi in un maggior introito per la FOM e, di conseguenza, per i team più o meno grandi che partecipano al campionato.

Questa volontà di Liberty Media si sta palesando in tre punti fondamentali: la riduzione dei costi mediante l’introduzione del budget cap, la “stabilità” regolamentare e la volontà di riportare spettacolo in pista.

Riduzione dei costi

Sembra chiaro che Liberty Media non si accontenta di avere solo 20 o 22 monoposto in pista, quindi cerca di limitare i costi con l’introduzione di un tetto di spesa che sembra avere l’appoggio del “trio che comanda” e, soprattutto, sembra essere fortemente voluto da Brawn, uno che di Formula 1 se ne intende. E’ stato lo stesso Ross Brawn, qualche giorno fa, a dichiarare che si sta lavorando per l’introduzione del budget cap in Formula 1.

Infatti sono proprio i costi a far spaventare i costruttori o i motoristi: spendere centinaia di milioni di euro per mettere in pista una monoposto che potrebbe non essere vincente o competitiva, non invoglia i costruttori ad avvicinarsi a questo mondo.

A testimonianza del fatto che questa sia una scelta importante e forse necessaria, ci sono le dichiarazioni rilasciate qualche giorno fa da Stefano Domenicali, CEO di Lamborghini, in cui il manager afferma che con un serio impegno della FOM sul fronte dei costi la Lamborghini potrebbe rientrare in Formula 1.

Ma non è solo una questione di attirare nuovi costruttori o nuovi team: c’è anche il problema dei team che falliscono o che decidono di abbandonare la Formula 1 proprio per via di questi costi che, con il passare del tempo risultano essere insostenibili per i piccoli team che alle spalle non hanno solide realtà come costruttori/motoristi interessati ad agevolarli per farli rimanere nel circus o grandi miliardari che sono disposti ad investire con continuità nel tempo finché non arrivano i primi risultati.

Per non parlare dell’aerodinamica: per sviluppare una monoposto completa servono ore ed ore di studi, ore ed ore di galleria del vento, migliaia di metri quadrati di fibra di carbonio e dei supercomputer per eseguire i calcoli necessari per dare una certa rigidità strutturale alla monoposto.

Stabilità regolamentare

Per capire come questo punto possa incidere sulla scelta di un costruttore di entrare nel mondo della Formula 1, basti pensare all’ultimo importante cambiamento avuto nel 2014, quando si è passato dai tradizionali motori alle sofisticate power unit. Per progettare e costruire una di queste unità motrici, sono necessarie ore ed ore di progettazione e qualche centinaia di milioni di euro.

Ovviamente, una spesa del genere, ha fatto in modo che i motoristi si allontanassero da questo mondo, lasciando a competere solo chi se lo può realmente permettere economicamente.

Ma tenere lo stesso regolamento tecnico per più di 3 o 4 anni potrebbe portare tutti i motoristi a pensare di avvicinarsi nuovamente a questo mondo, avendo comunque la possibilità di migliorare le proprie prestazioni nel corso degli anni ed ammortizzare i costi di progettazione.

Proprio questa perplessità era stata espressa da Wolfgang Durheimer, CEO di Bentley e Bugatti, qualche giorno fa quando gli è stato chiesto se uno dei suoi due marchi fosse interessato alla Formula 1 (QUI l’articolo di FormulaPassion).

Riportare lo spettacolo in pista

Da questo punto di vista, la prima grande trovata di Liberty Media è stata quella di modificare praticamente subito l’articolo del regolamento sportivo relativo ai contatti tra piloti.

Adesso potremmo vedere duelli più duri in pista, ma non finisce qui: Liberty Media punta ad un pubblico giovane, ad un pubblico che, forse, le vere battaglie in pista non le ha mai viste.

Proprio per questo motivo, passato l’anno 2017 (che dovrebbe essere un semplice anno di transizione) nel 2018 ci sarà un nuovo regolamento sportivo che Liberty Media sta ultimando per sottoporre all’attenzione dei piloti e dei team il prima possibile. Dagli addetti ai lavori è stato definito un regolamento da “ritorno al futuro” e noi, che per quei film andiamo matti, non possiamo che rimanere in trepidante attesa di questo nuovo regolamento.