E se il futuro della Honda dipendesse dalla Mercedes?

Come si è visto in Bahrain, la Honda ha iniziato ad ingaggiare consulenti esterni per tentare di dare un pò di competitività ad una power unit definita da Alonso “La power unit meno potente mai guidata” o, peggio ancora, “Una power unit da GP2”.

E questi commenti sono stati fatti le poche volte che la power unit Honda era in grado di compiere più di qualche giro.

La Honda, viste le palesi difficoltà incontrate in questi anni di Formula 1, ha deciso di iniziare ad ingaggiare consulenti esterni, ed i primi si sono visti in Bahrain durante i test, quando Stoffel Vandoorne è stato in grado di compiere ben 82 tornate tra lo stupore di Eric Boullier e la disperazione dei tecnici giapponesi che hanno avuto bisogno di un aiuto esterno per riuscire a far girare la monoposto equipaggiata con la loro power unit.

Tuttavia, questo primo passo potrebbe non bastare alla Honda, che potrebbe essere costretta ad ingaggiare altri consulenti per migliorare le performance della propria power unit.

Questo obbligo nascerebbe da un vincolo regolamentare presente appunto nel regolamento 2017 secondo cui le varie power unit con specifiche 2017 non possono avere un divario di potenza superiore al 3% nei tracciati di riferimento. Questo 3% si commuterebbe in ben 3 decimi di ritardo al giro rispetto alle power unit di riferimento.

Tra i tracciati di riferimento (tutti specificati nel regolamento) figurano anche Barcellona e Al Sakhir e, su entrambi i tracciati, la potenza espressa dalla power unit Honda è stata di gran lunga minore del 3% rispetto alle altre power unit 2017.

La FIA avrebbe già acquisito tutti i dati relativi ai primi tre GP della stagione e li starebbe analizzando per capire se è necessario intervenire per livellare i valori in pista.

Sembra che ad aiutare la Honda a migliorare la power unit, per raggiungere la tanto agognata convergenza prestazionale, potrebbero essere dei tecnici Mercedes, che avranno il compito di portare il loro know-how alla scuderia di Woking per fare in modo che la parte elettrica della power unit, quella che si è dimostrata più fragile fin ora, possa diventare più affidabile e fornire la sua massima potenza da combinare con quella fornita dal motore termico.

A quanto pare, Mansour Ojjeh, storico azionista della McLaren, si è impegnato in prima persona per tentare di convincere la FIA e lo Strategy Group a far aiutare la Honda da tecnici già in forza in un altro team.

Tuttavia, nello Strategy Group di ieri, la Red Bull si sarebbe opposta a questa possibilità in quanto per i team è molto importante difendere la proprietà intellettuale e, proprio in ottica di questa difesa, alla Red Bull non è consentito vendere i telai agli altri team. L’intento della Red Bull è quello di bloccare il passaggio di conoscenze da un team ad un altro anche in ambito di motori e non solo di componenti strutturali e/o aerodinamici.

Boullier ha dichiarato: “Si tratta di qualcosa che dobbiamo fare. Oggi ci troviamo sicuramente in una posizione in cui nessuno vuole essere ed è logico che siamo determinati ad aumentare le prestazioni della power unit. Tuttavia credo che sarebbe più equo per la Formula 1 avere un livello di performance uniforme. Non sto dicendo che bisognerebbe aiutare qualcuno a battere il miglior motore, ma ad essere all’interno di un intervallo di tre decimi. Penso che sarebbe un cosa positiva per la nostra categoria. Sarebbe utile anche per attrarre nuovi costruttori e per i tifosi che avranno così la possibilità di vedere più lotta in pista

Comunque, le possibilità che la Red Bull metta i bastoni tra le ruote al passaggio di questi tecnici da un team all’altro sembra davvero bassa, visto che proprio dall’annullamento di questo gap dipende la permanenza in Formula 1 di un motorista come la Honda, unico costruttore arrivato in Formula 1 grazie all’ingresso della tecnologia ibrida.

Inoltre, dal circus potrebbe uscire anche la McLaren, che ha superato le proprie difficoltà economiche anche grazie all’aiuto della Honda che, oltre a fornire le power unit in modo totalmente gratuito, paga lo stipendio di Alonso e versa annualmente nelle casse del team di Woking ben 70 milioni di sterline (poco più di 82 milioni di euro).

Credit Image: Photo 4 S.r.l.