GP di Baku: Ricciardo trionfa in una gara pazza!

Che prima o poi tra Vettel e Hamilton sarebbe accaduto qualcosa che avrebbe definitivamente dato fuoco alle polveri, si sapeva. Ma nessuno avrebbe pensato che sarebbe accaduto così.

E purtroppo, la furia di Vettel, combinata alla malizia di Hamilton, hanno fatto quasi scivolare in secondo piano la gara perfetta di Daniel Ricciardo, che finalmente è riuscito a conquistare una vittoria in questa stagione.

L’australiano è stato bravo a restare quasi sempre fuori dai guai, combinando colpi da maestro e calma olimpionica sia in regime di safety car che in bagarre. La ciliegina sulla torta è stata sicuramente il triplo sorpasso sulle Williams e sulla Renault di Hulkneberg alla ripartenza dalla terza safety car.

Si, la terza safety car, avete capito bene. La gara inizia subito con le premesse migliori, con un tentato ingresso a tre alla prima curva. Bottas e Raikkonen si toccano, con il pilota della Mercedes che perde leggermente il controllo della sua vettura e colpisce Raikkonen: Bottas ha la peggio, rompe l’ala e rimedia una foratura. Così, esce temporaneamente dai giochi per via della sosta forzata che prevede cambio gomme e sostituzione dell’appendice danneggiata.

Mentre Bottas tenta di risalire dal fondo, la gara prosegue con Hamilton e Vettel che lottano a distanza di circa due secondi.
Al tredicesimo giro, la Toro Rosso di Kvyat si ferma, costringendo la direzione di gara a mandare in pista la Safety Car per la prima volta in questo GP di Baku. La vettura di sicurezza è rimasta in pista per 4 giri e al restart Perez ha attaccato Vettel che si è difeso a fatica. Raikkonen è stato invece scavalcato da Massa e Ocon, perdendo un pezzo di ala che ha fatto entrare nuovamente la Safety per rimuoverlo.

Proprio durante questa seconda Safety Car succede quello che solo nei nostri pensieri più oscuri pensavamo potesse succedere: Hamilton frena arrivando quasi a fermarsi e Vettel lo tampona. Fin qui niente di strano, se non fosse che Vettel perde la pazienza e fa qualcosa che un ‘comune mortale’ farebbe solo sugli autoscontri o sui kart con gli amici: manda a quel paese Hamilton, lo affianca e sterza violentemente contro la Mercedes del britannico.

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A questo punto, dopo le lamentele via radio di entrambi, la direzione di gara non può far passare liscio il gesto di Vettel, quindi, dopo la ripartenza dalla bandiera rossa, Charlie Whiting fa cadere la sua mannaia sul tedesco, sanzionandolo con 10 secondi di stop and go. Qui la Ferrari sbaglia leggermente con la luce verde, visto che Vettel rimane fermo per oltre 12 secondi. Tornato in pista in settima posizione, Vettel deve lanciarsi in una delle rincorse disperate a cui ormai siamo abituati, chiudendo la sua gara in quarta posizione.

Due giri dopo questo brutto episodio, la direzione di gara decide di esporre la bandiera rossa per ripulire la pista. I meccanici della Mercedes lavorano freneticamente sulla vettura di Hamilton per sistemare il fondo danneggiato dal tamponamento, mentre in casa Ferrari c’è apprensione per capire cosa accadrà a Vettel.

Il karma, però, non perdona Lewis Hamilton, che vede il suo poggiatesta staccarsi più volte. Il britannico quindi, è costretto ad un pit stop di oltre 8 secondi. Al suo rientro in pista sarà dietro Sebastian Vettel, quindi il tedesco è comunque riuscito ad allungare il classifica piloti.

In sordina, offuscati da quanto accade tra Hamilton e Vettel, Stroll e Bottas riescono a risalire fino alla seconda e terza posizione, con Bottas che vincerà la volata con il canadese e riuscirà a relegare Stroll sul gradino più basso del podio. Per Stroll, è il secondo piazzamento a punti dopo la gara del Canada ed il primo podio conquistato in Formula 1.

Detto del quarto e quinto posto di Vettel ed Hamilton, troviamo in sesta posizione un ottimo Esteban Ocon, seguito insettima posizione Kevin Magnussen, che ha anche sfiorato l’illusione del podio prima del calo dei suoi pneumatici. Il danese ha comunque preceduto un ottimo Carlos Sainz, andato in testacoda alla prima curva.

Nona posizione e primi punti iridati del 2017 per Fernando Alonso e la McLaren-Honda. Lo spagnolo si è dato un gran da fare per mantenere il suo piazzamento a punti, tanto da rifiutare di fermarsi per un cambio gomme, rispondendo al suo ingegnere con un sonoro “Dobbiamo rischiare”.

Chiude la top ten Pascal Wehrlein, che porta un altro punticino alla Sauber dopo qualche brivido mentre sorpassava il suo compagno di squadra Marcus Ericsson, undicesimo al traguardo.
Dodicesima posizione per Stoffel Vandoorne, seguito da Romain Grosjean.

Tra i non classificati troviamo Kimi Raikkonen, Sergio Perez, Felipe Massa, Nico Hulkenberg, Max Verstappen, Daniil Kvyat e Jolyon Palmer.

Kimi e Max sono sicuramente i più scontenti di tutti: se per Verstappen è il quarto ritiro in sei gare, per Kimi la situazione è molto diversa, a metà tra il comico ed il deprimente.

Kimi si sarebbe dovuto ritirare dopo aver preso un detrito delle Force India in seguito al contatto fra i due che gli ha forato la posteriore destra e gli ha sfasciato il fondo: ma grazie alla bandiera rossa del ventiduesimo giro ha potuto ripartire dopo la riparazione del fondo e la sostituzione della gomma. Ma l’ingegner Greenwood è intervenuto in fast lane sulla Rossa e ha causato una drive through per Kimi che si è ritirato definitivamente prima della bandiera scacchi.

Perez, anche lui molto vicino al ritiro è stato graziato dallo stop della bandiera rossa così come il suo compagno di squadra: entrambi dovevano ritirarsi dopo essersi toccati, ma la bandiera rossa ha permesso ai meccanici di lavorare sulle loro auto e rimandarli in pista. Perez però ha avuto la stessa penalità di Raikkonen ed ha deciso di ritirarsi.