GP Baku: Vettel rosso di rabbia

Di Ciccio Mariello

Che il weekend della Ferrari non sia andato esattamente come se lo aspettavano a Maranello è sotto gli occhi di tutti. Il Cavallino è andato forte per tutto il weekend, il venerdì ha dimostrato di avere un passo gara inavvicinabile per tutti ma poi al sabato sono iniziate le rogne. Dapprima la power unit di Vettel ha iniziato a fare le bizze per un problema di pressione idraulica ed il tedesco ha dovuto saltare tutta la FP3 e dovendo correre il resto del weekend con un motore vecchio già di 3500 km, poi improvvisamente è venuta fuori una Mercedes capace di rifilare oltre 1” alla Rossa.

Insomma in casa Ferrari, come ha dichiarato lo stesso Vettel, si sono presi uno schiaffone sul muso senza nemmeno rendersi conto da dove arrivasse. E tutto questo la domenica poi si vede…

In gara infatti, abbiamo visto un Raikkonen stranamente aggressivo fin dalla prima curva, con tanto di contatto con Bottas che ha rovinato la gara di entrambi, anche se onestamente stavolta non ce la sentiamo di dare la croce addosso al finlandese. Ha tentato l’attacco all’esterno, aveva lasciato lo spazio a Bottas, l’incidente è successo lo stesso, è stata sfortuna. Idem dicasi quando il regolamento di conti in casa Force India ha visto un detrito squarciare di netto la posteriore destra del ferrarista, anche qui sfortuna nera e nulla più.

Discorso diverso per Vettel; ha retto il ritmo di Hamilton rimanendo sempre sotto i 4” di distacco, ha saputo resistere all’arrembaggio di Perez al primo restart, ha combinato la frittata alla seconda SC. Intanto precisiamo una cosa: si è letto di pericolo di vita ed altre cose del genere che non c’entrano niente. A 50 km/h non si muore con le auto di tutti i giorni, figuriamoci con una F1, dunque assolviamo il tedesco dal reato di tentato omicidio. Rimangono invece in piedi tutti gli altri capi d’accusa. Unico attenuante, le F1 non sono dotate di luci posteriori per indicare quando una vettura sta frenando, quindi possiamo anche dare per buono che Vettel non si sia accorto del rallentamento improvviso di Hamilton, al punto da arrivare al tamponamento. Ma è l’unica attenuante, il tamponamento c’è stato ed è grave, ancor di più le sceneggiata in stile semaforo con tanto di affiancamento, gestacci e sportellata. Non oso immaginare cosa sarebbe potuto succedere se avesse avuto un cric a portata di mano…

Su alcuni media abbiamo letto che la pena giusta per il tedesco doveva essere la bandiera nera, ossia la squalifica. Onestamente non so se fosse giusto o meno lo stop&go di 10”, sicuramente è stata sbagliata la tempistica. Con la bandiera rossa, i commissari hanno avuto tutto il tempo per comminare una penalità durante l’interruzione. Ad esempio farlo partire per ultimo, o comunque arretrarlo di un tot di posizioni, impedire che venisse sostituita l’ala. Per paradosso, lo stop&go ed in particolar modo la finestra di 3 giri entro cui scontare la penalità, ha permesso di spingere al massimo e uscire davanti ad Hamilton che nel frattempo è stato “punito” dalla malasorte per quella frenata, con il primo caso di protezione per la testa che si sgancia.