Grinta da Toro, Rossa di passione

di Ciccio Mariello

Il weekend di Monaco, tra le varie sorprese gradevoli e gradite, ci ha lasciato in dono una prestazione monstre di una Toro Rosso in formato top team. La sorella minore della Red Bull, infatti, fin dalle prove libere del giovedì ha fatto registrare dei tempi velocissimi (a solo 0”1 dal tempo di Kimi Raikkonen, ndr); talmente veloci da far sospettare un diverso carico di carburante durante le prove libere. Insomma, una sorta di bluff.

Ma ai più attenti non sarà sfuggito che l’ex Minardi in realtà al giovedì ha girato solo con le supersoft, ragion per cui risultava alquanto stramba l’ipotesi secondo cui avessero imbarcato meno benzina. Il concetto è: se giro con la gomma più dura, lo faccio per provare il passo gara e la resa sul lungo periodo. Che senso ha imbarcare poca benzina in questa situazione? Ed infatti al sabato sono venuti fuori i risultati; Carlos Sainz ha piazzato un meraviglioso 6° tempo a meno di 0”2 dalla sorella maggiore di Daniel Ricciardo ed anche Kvyat avrebbe centrato la Q3 ma anche il russo, così come Lewis Hamilton, è stato vittima di Stoffel Vandoorne, fermandosi all’11° posto (poi convertito in 10° grazie alla penalità di Button, ma intanto la Q3 l’ha vista dai box).

In gara poi, che dire, Sainz ha mantenuto con qualità e personalità il piazzamento sulla griglia, girando con tempi di poco superiori ai primi e tenendo facilmente dietro la Mercedes di Hamilton nelle battute conclusive. Certo, i 12” rimediati sul traguardo sono “dopati” dalla Safety Car a 18 giri dalla fine che ha azzerato tutto, ma prima di questo evento, il ritardo dello spagnolo si attestava in circa 15” da Verstappen in 5a posizione. Non è andata alla stessa maniera per Kvyat, autore di un’ottima gara da zona punti, almeno finché ha commesso l’errore di lasciare mezza porta aperta alla Rascasse ad un indiavolato Sergio Perez che ci si è buttato dentro, rovinando la gara di entrambi. Resta però un dato, la qualità del telaio Toro Rosso progettato da James Key (che ricorda tantissimo la Prost 2001, quella guidata da Alesi prima e Frentzen poi, ndr) è di assoluto livello, e la resa dei piloti, Sainz in particolare, fanno dire ai più che ormai lo spagnolo figlio d’arte sia pronto per il salto nei team di vertice.

Noi crediamo che lo spagnolo abbia bisogno di un ulteriore passo in avanti, soprattutto a livello di continuità. Quando avrà eliminato alcuni errori evitabili, allora ci sarà un sarà posto anche per lui nella Formula 1 di vertice.