Hamilton e la Safety Car: i precedenti dell’inglese

Non era quasi mai accaduto prima d’ora che due piloti in lotta per il titolo causassero un incidente in regime di Safety Car e mai era successo che lo scontro dividesse in modo così pronunciato tifosi ed addetti ai lavori.

Sembrava che l’episodio di Baku fosse stato gestito dalla FIA con le sanzioni “in race” comminate al pilota tedesco e infatti, dopo la convocazione al quartier generale della Federazione Internazionale, non ci saranno ulteriori sanzioni per Vettel.

Tuttavia bisogna dire che Hamilton non è nuovo ad avere comportamenti al limite in regime di Safety Car e, tranne in una occasione, al britannico è sempre andata bene.

Il primo episodio molto dubbio sulla condotta di Hamilton in regime di Safety Car si ha nel Gran Premio del Fuji del 2007, quando Hamilton frenò improvvisamente davanti a Webber. Il secondo, molto più grave dal punto di vista sportivo, si riferisce a Melbourne 2009 e vede coinvolti Hamilton ed il nostro Jarno Trulli. Il terzo, molto più recente, lo conoscono tutti e vede coinvolto, oltre all’attuale pilota della Mercedes, anche Sebastian Vettel.

Fuji 2007

Il Gran Premio del Giappone 2007 è la terzultima prova del Campionato del Mondo di Formula 1 2007. La gara si svolge in condizioni meteo davvero incredibili se si pensa al regolamento odierno: i semafori si spengono sotto una pioggia battente ed un vento che soffia fortissimo.

La gara parte dietro la Safety Car, che resterà in pista fino al diciannovesimo giro, per poi rientrare all’inizio del giro 42. Al quarantunesimo giro, infatti, Alonso sbatte contro le protezioni e la vettura finisce in mezzo alla pista.

Hamilton è il leader della gara, seguito da Webber e da Vettel, che ha avuto sempre una certa ‘simpatia’ verso queste condizioni. Al quarantaseiesimo giro Hamilton rallenta improvvisamente nella parte finale del tracciato. Webber se ne accorge ma Vettel si accorge in ritardo di quanto sta accadendo, e tampona il pilota australiano, causando il ritiro di entrambi. Giorni dopo su YouTube circolerà un video che semberà incolpare dell’incidente proprio Hamilton, colpevole di non avere seguito la safety car, cambiando traiettoria improvvisamente e costringendo Webber a frenare di colpo.

Sia la Toro Rosso che la Red Bull faranno ricorso alla FIA, ma la Federazione respingerà il ricorso di entrambi i team. Tuttavia, Lewis Hamilton viene messo ‘under investigation’ proprio grazie ad una nuova prova acquisita dalla Federazione: il video che gira su YouTube.

Questo video, rimosso su richiesta della FIA ed acquisito dalla Federazione stessa parla chiaro: in una doppia curva, prima a destra e poi a sinistra Hamilton, che arriva un po’ troppo veloce, allarga molto per non superare la Safety Car. A quel punto, i due piloti che seguono, il tedesco Sebastian Vettel (Toro Rosso) e Mark Webber (Red Bull) sono costretti a loro volta a frenare per evitare di superare Hamilton, cosa proibita in presenza della Safety Car.

La FIA è chiamata a verificare il comportamento di Hamilton per capire se è stato la causa dell’incidente. Anche nel 2007 il regolamento prevedeva che i piloti mantenessero un’andatura regolare dietro la vettura di sicurezza.

Mark Webber, dopo quanto accaduto, dichiarò: “Ha guidato male. Durante la riunone dei piloti abbiamo discusso su come affrontare la situazione e Lewis ha promesso che avrebbe tenuto sempre la medesima velocità per tutta la permanenza in pista della vettura di sicurezza. Ma durante la gara non lo ha fatto. Adesso sappiamo quali sono i suoi comportamenti”.

Melbourne 2009

In questa occasione, le cose vanno malissimo ad Hamilton, che viene addirittura escluso dalla classifica del Gran Premio.

La situazione potrebbe essere definita ridicola, visto il comportamento di Hamilton che, come sempre ha tentato di fare il furbo. Anche se, a dirla tutta, questa volta non è stata tutta colpa sua.

Siamo ad oltre metà gara e Vettel e Kubica sono in lotta. I due si toccano alla prima curva, Kubica va in testacoda ma riesce a riprendere la pista. Entrambi sono senza ala anteriore e cercano di rientrare ai box il più velocemente possibile. L’assenza di peso all’anteriore fa si che entrambi vadano a sbattere contro le barriere, disseminando di detriti la pista.
Viene subito chiamata in causa la Safety Car e succede il fattaccio: Trulli va dritto alla penultima curva e Hamilton lo supera. Il sorpasso, avvenuto in regime di Safety Car e non per volontà di Hamilton, è regolare, ma alla McLaren non ne sono sicuri, e chiedono al campione del mondo 2008 di lasciarsi sfilare da Trulli.

Hamilton rallenta fin quasi a fermarsi e Trulli lo supera. Nonostante tutto, la direzione di gara penalizza Trulli di 25 secondi sul tempo complessivo per via del sorpasso irregolare. A nulla servono le giustificazioni di Jarno, che sostiene di aver passato la McLaren dopo che Hamilton aveva quasi fermato la macchina. I commissari credono ad Hamilton, che rivendica di aver passato Trulli solo perchè era andato lungo, e che non ha ceduto volontariamente la posizione al pilota della Toyota.
La Toyota impugna la penalità e la FIA deve avviare delle indagini. La realtà scoperta dalla Federazione è molto diversa da quella raccontata da Lewis. La McLaren ha ordinato ad Hamilton di cedere il terzo posto a Trulli, fatto tenuto nascosto dal pilota e dalla scuderia nel colloquio coi commissari.

A Trulli viene ridata la terza posizione ed Hamilton viene estromesso dalla classifica del Gran Premio. Nella conferenza stampa del giovedì del Gran Premio della Malesia, un Hamilton quasi in lacrime racconta tutta la verità: “Siamo stati chiamati dai commissari. Prima di parlare con loro sono stato istruito e fuorviato dal mio team manager, che mi ha chiesto di nascondere alcune informazioni, ed è esattamente ciò che ho fatto. Sono un giocatore di squadra, e tutte le volte che mi ha detto di fare qualcosa l’ho fatto, ma stavolta mi sono accorto di aver fatto un enorme sbaglio”.

La McLaren scoprirà dopo il GP della Malesia che il responsabile di tutto è Dave Ryan, direttore sportivo della McLaren. La squadra decide quindi di sospendere Ryan, scusandosi ufficialmente con la FIA. La Federazione decide di squalificare con la condizionale la McLaren per tre Gran Premi.

Baku 2017

Siamo al dodicesimo giro del Gran Premio dell’Azerbaijan e Lewis Hamilton conduce la gara senza particolari problemi. Dietro di lui, un indiavolato Sebastian Vettel cerca di portarsi a distanza utile per poter tentare un attacco e, ancora più indietro, Daniil Kvyat è costretto a fermarsi con la sua Toro Rosso.

La Race Direction quindi, decide di mandare in pista la Safety Car per permettere ai commissari di rimuovere la vettura, rimasta ferma in uscita di curva.
Si forma il classico serpentone di vetture ‘zigzaganti’ e quasi tutti rientrano per sostituire gli pneumatici. Al diciannovesimo giro però, Hamilton rallenta e Vettel, che lo segue a distanza ravvicinata, lo tampona. Vettel perde la calma, lo affianca e lo colpisce con una sonora ‘ruotata’ di cui se ne parlerà ancora tra qualche anno.

La Direzione di gara decide di dare uno stop&go di 10 secondi a Vettel, che scivola fino alla settima posizione prima di rientrare in pista e dare inizio alla sua rimonta. Terminerà la gara quarto e sarà poi convocato dalla FIA a Parigi per discutere di quanto accaduto. Nessuna nuova prova, nessuna sanzione.

Anche in questa occasione, Lewis Hamilton l’ha scampata, ma la FIA dovrebbe iniziare a tener conto dei precedenti e domandarsi perchè, in mezzo a queste situazioni al limite del regolamento, ci finisce sempre lo stesso pilota.