Ecco le irregolarità viste sulle monoposto a Barcellona

Al termine della prima sessione di test prestagionali, abbiamo già un’idea più o meno chiara sulla validità e sulla regolarità delle soluzioni impiegate dai vari team.

La “mannaia” della Federazione ha colpito ufficialmente solo la Renault, ma potrebbero arrivare dei provvedimenti ufficiali anche per Red Bull e Mercedes. Sembrano perfettamente rispondenti al regolamento la Ferrari ed i team minori, anche se ancora tutto può accadere.

Vediamo quindi con ordine quali sono le irregolarità riscontrate dalla Federazione.

Il mono-pilone della Renault

Il primo componente ad essere caduto sotto la lente d’ingrandimento dei delegati FIA è il mono-pilone che collega il DRS al resto della scocca e, quindi, al cofano motore.

Per fare in modo che questo componente diventi regolare, i tecnici Renault dovrebbero attaccare questo elemento portante al profilo principale dell’ala e non all’elemento mobile (il DRS).

La Federazione ha invitato la Renault a modificare questo componente in relazione a quanto stabilito dall’articolo 3.9.6 del Regolamento Tecnico della Formula 1, dove è chiaramente stabilito che il supporto dell’ala deve incontrare il mainplane dell’ala posteriore.

Il flap DRS della Renault

Dopo aver incriminato il sopracitato mono-pilone, la FIA ed i suoi delegati hanno contestato anche la parte superiore (la parte mobile) dell’ala posteriore della Renault.

Questo flap, presentato a Barcellona negli ultimi due giorni di test, presenta un profilo molto alto dotato di un vistoso nolder utile per simulare condizioni di più alto carico aerodinamico.

L’irregolarità riscontrata sarebbe proprio nella forma dell’ala e delle dimensioni del flap mobile, visto che l’elemento fatto vedere nei giorni finali della prima sessione di test prestagionali superava di molto l’altezza delle paratie laterali.
Inoltre, nella parte alta del flap mobile, è presente una vistosa V al centro della quale passa tutto il flusso aerodinamico raccolto dalla pinna. Proprio questa V servirebbe a diminuire la resistenza all’avanzamento, ma purtroppo andrà rivista tutta la soluzione utilizzata.

Sembra quindi che Renault debba riprogettare totalmente l’ala posteriore e, quindi, anche la pinna che sporge dal cofano motore.

Il delegato principale Marcin Budkowski ha dato al marchio francese il tempo di mettersi perfettamente in regola quindi, entro l’inizio delle qualifiche ufficiali di Melbourne, l’ala posteriore della Renault dovrà essere perfettamente regolamentare.

Le sospensioni Red Bull e Mercedes

Questo elemento non è ancora stato bandito ufficialmente dalla Federazione, ma una decisione ufficiale in merito dovrebbe arrivare presto. Infatti la Ferrari ha chiesto chiarimenti sia sulle sospensioni della Mercedes che sulle sospensioni utilizzate dalla scuderia anglo-austriaca.

La Ferrari infatti, sostiene che le sospensioni utilizzate dai due team influiscano sul comportamento della vettura.

Alla Red Bull è già stato chiesto di modificare il layout delle proprie sospensioni, mentre alla Mercedes non è ancora stato chiesto di intervenire, anche se gli elementi saranno analizzati dai delegati FIA nel corso dei prossimi test.

Proprio in questa ottica, la Federazione ha diramato un documento in cui ha chiarito in cinque punti l’utilizzo degli elementi idraulici più o meno attivi ed intelligenti.

Il documento recita testualmente: “Non sono ammessi: qualsiasi sistema che varia il comportamento del corpo vettura in risposta alle accelerazioni in tutte le direzioni (comprese quelle verticali e  laterali), accoppiamenti indiretti tra sistemi che regolano l’altezza da terra della vettura, la frenata o la sterzata, accoppiamenti diretti tra sistemi di controllo di rollio e di altezza, accumulo di energia con rilascio ritardato o qualsiasi sistema che causi una risposta asimmetrica non casuale al cambiamento di carico applicato alle ruote, accoppiamenti indiretti tra sistemi che regolano l’altezza da terra della vettura, la frenata o la sterzata”.

Resta adesso da capire come si adegueranno le squadre in virtù di questo chiarimento della FIA.

La T-Wing Mercedes

I nuovi profili alari a forma di “T” visti sulle monoposto 2017 hanno una doppia funzione: convogliano il flusso d’aria che le colpisce dal lato inferiore verso l’ala posteriore e sfruttano il flusso d’aria che le colpisce dalla parte superiore per creare deportanza, e quindi aderenza aerodinamica, al posteriore della vettura.

Tutte le T-Wings viste, tranne quella Mercedes, sono ancorate alla parte finale della pinna ma, in casa Mercedes, questa soluzione è totalmente diversa.

La monoposto sviluppata da Aldo Costa infatti presenta un pilone centrale indipendente su cui è fissato questo profilo alare.

Anche se sembra che questa soluzione sia destinata ad essere provvisoria, potrebbe essere riconosciuta come irregolare dalla Federazione, da cui si aspettano ancora chiarimenti in materia. Per essere considerata regolare infatti, la Mercedes dovrebbe dimostrare che il pilone è aerodinamicamente neutrale e che è fissato al telaio o al motore, cosa che sembra abbastanza improbabile.

Tuttavia, la Mercedes sta sviluppando una pinna del tutto diversa da quella vista sulle altre monoposto e con una funzione di dissipazione dell’aria calda. Proprio sulla pinna la Mercedes potrebbe fissare un profilo che altrimenti sarebbe irregolare, ma si aspettano chiarimenti dalla Federazione.