Lo stop di Alonso a Melbourne causato dai consumi

Lo stop della McLaren-Honda di Fernando Alonso avvenuto verso la fine del GP di Melbourne non è stato causato da un problema di affidabilità della power unit, ma da un problema di consumi.

Ufficialmente però, lo stop è stato causato da un problema di carrozzeria evidenziato sulla monoposto dello spagnolo e, forse, causato da un contatto.

O almeno questo è stato riportato dal comunicato stampa McLaren però nel paddock di Shanghai le voci sono state differenti.

Il muretto McLaren aveva due diverse possibilità di impostare la gara dei due piloti: correre a ritmo ridotto, o spingere al massimo sperando in una safety-car che facesse rientrare l’allarme del consumo esagerato.

Alonso ha scelto la seconda opzione, ma a pochi giri dal termine lo spagnolo si è ritrovato a secco ed è tornato lentamente ai box. Un gran peccato per il pilota spagnolo, che ha rischiato di raccogliere i primi punti stagionali per la McLaren.

A differenza dello spagnolo, Stoffel Vandoorne ha cercato di portare la McLaren-Honda al traguardo della gara, facendo però segnare tempi nettamente più alti di quelli di Alonso. Il belga infatti, è giunto al traguardo in tredicesima posizione, con ben due giri di ritardo da Sebastian Vettel.

Proprio Alonso, senza citare direttamente il fatto di essere rimasto a secco, ha però parlato della difficoltà della power unit Honda di gestire i 105 kg di benzina: “Questo sarà un aspetto difficile per una certa fase della stagione almeno fino a quando il motore non migliorerà. Non dobbiamo lottare solo con problemi di potenza, ma anche con altre complicazioni, come l’affidabilità, o il risparmio di carburante, aspetto quest’ultimo che ha forti implicazioni sulla guida. Non possiamo guidare normalmente perché abbiamo bisogno di salvaguardare degli aspetti che riguardano la power unit. Al momento è una situazione abbastanza difficile, ma stiamo facendo del nostro meglio”.