Mai dare la Mercedes per morta troppo in fretta

di Ciccio Mariello

Siamo sinceri, il fatto di non vedere più le frecce d’argento fare il bello ed il cattivo tempo come negli ultimi tre anni, ci ha fatto esagerare, soprattutto nelle critiche. Quest’anno, molto semplicemente, la Mercedes continua ad essere una gran vettura, ma non è da sola, non ha più 1” pulito sugli altri e dunque capita che talvolta perda o non faccia una bella figura. Il problema è che noi tutti, appassionati ed addetti ai lavori, eravamo abituati troppo bene, per cui vedere un podio senza monoposto tedesche ci ha fatto scatenare con commenti negativi e, francamente, ingenerosi. Dopo Montecarlo poi, apriti cielo, un misero 4° e 7° posto con le Ferrari che fanno doppietta e giù a celebrare il funerale della casa di Stoccarda.

Solo che poi arriva Montreal, gli imprevisti del Principato cambiano box e si spostano in quello rosso et voilà, doppietta Mercedes, Ferrari al 4° e 7° posto, campionato costruttori che vede di nuovo Toto Wolff e soci in testa e allora le opzioni sono due: o è stato un episodio, oppure la W08 non è poi così male.

Se volessimo sostenere la tesi dell’episodio, occorre però ricordare che, a prescindere dalla doppietta di domenica in Canada, la Mercedes ha vinto 4 gran premi su 7 e ha visto sul gradino più alto del podio entrambi i piloti. Quindi mi sa che forse a Montreal non si è trattato di un episodio.

Ma andiamo con ordine; Hamilton è sbarcato in Canada con 25 punti da recuperare in campionato, un 7° posto racimolato a Monaco e la seconda gara (su sei) finita giù dal podio. Un bottino misero per il tre volte campione del Mondo.

Eppure, dopo un venerdì apparentemente difficile, da sabato pomeriggio in poi non c’è stata storia per nessuno. Li ha messi tutti in fila; nuovo record del circuito in qualifica, eguagliate le 65 pole position di Senna con tanto di casco verdeoro regalatogli dalla famiglia, gara tutta al comando vinta e addirittura giro veloce nel finale, strappato a Vettel giusto per dimostrare che ne aveva di più e che non ha spinto perché non ce n’era alcun bisogno.

Insomma, i moribondi me li immagino diversi. Ma qui mi si potrebbe obiettare “Sì ok, Hamilton è forte, ma guarda Bottas, è lì che si vede come quest’anno la Mercedes non è che sia poi sta gran macchina”. Ok, guardiamolo Bottas, e mettiamolo a confronto con la seconda guida Ferrari, Kimi Raikkonen; 1 GP vinto a 0; 93 punti a 73 in classifica piloti, una sola gara davvero da buttare, quella in Cina dove si è girato durante la SC, il ritiro in Spagna per noie meccaniche ed a Monaco ha pagato l’errore di strategia del box, altrimenti sarebbe finito comodamente 3°. Quindi abbiamo 4 podi su 7 gare contro i 2 racimolati da Raikkonen.

E’ una battaglia impari ed impietosa. Detto questo, sicuramente quest’anno a Stoccarda hanno capito che non possono guidare con il gomito fuori come facevano fino all’anno scorso, però, signori miei, Ferrari a parte, le altre 16 sulla griglia beccano da 1” a 3” al giro. Fino alla fine della stagione, è ancora la freccia d’argento la vettura da battere.