Ottima Force India in Canada, ma serve disciplina!

A Montreal abbiamo visto una Force India in grande spolvero.

Questo è stato merito non solo del talento dei due piloti, che ancora una volta è risultato essere cristallino, ma è stato anche merito di un tracciato da basso carico dove un pò tutte le monoposto possono andare davvero forte.

Sul piazzamento in quinta e sesta posizione delle due “pantere rosa”, c’è da fare un’analisi sui dati concreti ed un’analisi con dei “se” e dei “ma”, viste le scintille viste tra i due piloti ed i rispettivi muretti dopo un secco ordine di scuderia a favore di Ocon non rispettato da Perez.

L’analisi sui dati concreti dice chiaramente che in questa gara Ocon ne aveva di più. Il giovane francese è partito dalla nona casella dello schieramento e, prima che iniziasse il valzer dei pit stop si era già arrampicato fino alla sesta posizione, prima di trovare un Kimi Raikkonen che sembrava ne avesse di più. In un breve lasso di tempo (8 giri, per la precisione) tutti i piloti davanti a lui tranne Hamilton rientrano ai box e Ocon si ritrova ad avere pista libera per tentare di avvicinarsi ad Hamilton. In fondo, sotto il casco tutti possono sognare!
Il francese spinge al massimo la sua Force India ma non riesce ad avvicinarsi ad un Hamilton che giganteggia in pista a suon di giri veloci ed intertempi record.

Per vedere la sosta di Ocon dovremo aspettare il giro 32, quando il francese verrà richiamato ai box per montare pneumatici SuperSoft che lo porteranno alla fine della gara chiusa in sesta posizione. Ad Ocon va dato merito di aver provato a tenere dietro prima Raikkonen e poi Vettel. Se con Raikkonen è stato relativamente facile a causa dei problemi ai freni del finlandese, con Vettel la situazione è stata più difficile, visto che il tedesco ha sfruttato il DRS in rettilineo per sopravanzare il francese e poi ha inventato una staccatona che ha indotto Ocon all’errore. C’è sicuramente da dire che Vettel aveva gomme più performanti ed una vettura sicuramente migliore, ma i meriti del tedesco non vanno assolutamente sminuiti.

La gara di Perez, invece, è stata leggermente meno brillante di quella del compagno di squadra nonostante un piazzamento finale migliore. Il messicano partiva dalla casella numero 8 della griglia di partenza e, come il compagno, ha sfruttato alcuni pit stop per recuperare qualche posizione, terminando il diciottesimo giro in terza posizione prima di venire richiamato ai box per un cambio gomme. Tornato in pista su coperture SuperSoft in sesta posizione, ha dovuto attendere il pit stop di Fernando Alonso per recuperare una posizione e lanciarsi all’inseguimento di Ricciardo. Al giro 32, Perez recupera anche la posizione sul compagno di squadra per via della sosta di Ocon e continua ad inseguire Ricciardo, a cui il duo Force India si avvicinerà solo verso fine gara. Anche per Sergio Perez, il trattamento di Vettel è lo stesso riservato ad Ocon: il tedesco sfrutta la maggiore velocità data dall’ala posteriore mobile, tira una staccata furibonda e scavalca la Force India numero 11. Una volta messo a segno il sorpasso su Perez, Vettel si allontana a grandi passi nel tentativo di andare a prendere anche Ricciardo, ma questo inseguimento terminerà in un nulla di fatto, visto che Ricciardo aveva sfruttato la bagarre tra i piloti Force India per prendere un pò di vantaggio ed assicurarsi il podio.

L’analisi con i “se” e con i “ma” ci racconta una gara tutt’altro che soddisfacente per la Force India, con un potenziale podio sfumato in seguito al rifiuto di Perez a lasciare la posizione al più giovane e più veloce compagno di squadra Esteban Ocon.

Tra il giro 60 ed il giro 65, infatti, a Perez è stato chiesto più volte di lasciare strada ad Esteban Ocon perchè, secondo i calcoli del muretto, sarebbe stato in grado di prendere Ricciardo e portare alla Force India un importantissimo podio, che sarebbe stato utile per consolidare ulteriormente la quarta posizione nel campionato costruttori. C’è da dire che Ocon, oltre ad avere tempi sul giro migliori di quelli di Perez, riusciva anche senza DRS ad essere più veloce del compagno di squadra
Perez si è rifiutato, entrando addirittura in bagarre con il compagno di squadra e rischiando l’eliminazione di entrambe le vetture.

Questo ha fatto accendere le prime scintille nel box Force India, con i due piloti che si sono battibeccati a distanza durante le interviste post gara.
Ocon ha chiuso la sua dichiarazione con un secco: “Se mi danno un team order io lo eseguo. Lui evidentemente no!”

Perez, invece, è stato più diplomatico, tentando di giustificarsi: “Dovremo discutere di quanto successo oggi. Era la prima volta che ci trovavamo in una situazione simile ed è stata una cosa nuova sia per me che per la squadra. Anche queste cose fanno crescere una squadra , quindi dovremo ideare una procedura diversa per gestire queste cose. Io darò le mie impressioni dalla pista, poi rispetterò quello che il team mi dirà di fare”.

Anche se poteva essere la volta buona per andare a prendere il primo podio della stagione ma non è successo, i freddi numeri dicono che nel round canadese la Force India ha fatto gli stessi punti della Ferrari grazie a due piloti davvero affamati e grazie ad una monoposto che sta diventando sempre più competitiva in tutte le condizioni e che, come ogni monoposto, ha situazioni più favorevoli di altre.