Rookie bersagliato ma volenteroso: Lance Stroll

Non è stato di sicuro un inizio da ricordare per il giovane canadese. 3 gare iniziate, nessuna finita e il titolo poco invidiato di pilota con meno giri in pista. E guardando anche al confronto col suo compagno Felipe Massa, ci si chiede sempre di più come possa uno definito da tifosi come abbia fatto un “figlio di papà” a correre in F1 a discapito di altri piloti più meritevoli.

Ma prima di dar fiato alle bocche bisogna capire cosa ha fatto nelle serie minori e quanto possa essere difficile per lui ambientarsi in una F1 che mai come negli ultimi anni esalta l’abilità e l’esperienza del pilota. Il 18enne di Montréal si fa notare sin dagli anni nei Kart e nel 2014 debutta con le monoposto, diventando campione nella Formula 4 Italiana ed entrando l’anno dopo a far parte della Ferrari Driver Academy. Nel 2015 vince nella Toyota Racing Series(una serie open wheel neozelandese) ed esce dalla FDA entrando a far parte della Williams come collaudatore, diventando pilota ufficiale per questa stagione dopo aver vinto il titolo nella Formula 3 europea. E grazie anche a un aiuto economico importante dal padre Lawrence.

Vero, anche io ero scettico prima dei test precampionato(e con quei 2 incidenti lo ero ancora di più) e finora non ha convinto. Ma vedendo attentamente le prime 3 gare del campionato noto che anche gli altri neofiti come Vandoorne e il nostro Giovinazzi fanno grande fatica a rendere come i loro compagni di squadra(vabbè che l’italiano era stato chiamato a sorpresa e che il belga ha come macchina una McLaren-Honda e come compagno un certo Fernando Alonso). Senza dimenticare che ci sono comunque piloti come Ericsson e Palmer che seppur abbiano corso qualche anno accusano distacchi abbastanza importanti dai loro compagni di squadra. E diciamocelo: Lance è stato anche il più sfortunato di tutti insieme ad Alonso in queste prime 3 gare. Per lui ci sono stati: problemi ai freni a Melbourne(e un incidente nelle prove libere) e 2 contatti in cui il canadese è stato buttato fuori dalla gara, prima da Perez in Cina e poi da Sainz in Bahrain.

Ma nonostante questo, Lance Stroll sembra non perdere nemmeno un pochino di fiducia. Dopo aver dato degli invidiosi ai suoi detrattori, nella Q&A(in inglese) su formula1.com sottolinea come lui si considera sfortunato ma allo stesso tempo sicuro dei propri mezzi e voglioso di girare la sorte dalla sua già dal GP di Sochi. C’è chi lo chiama DisaStroll e chi lo paragona semplicemente a Pastor Maldonado… comunque c’è da dire che il canadese sembra proprio tosto, lasciando che sarà il tempo a parlare e non le bocche di chi lo critica. Magari non è e non sarà mai un fuoriclasse, ma in questi giorni abbiamo scoperto una personalità che non sembra affatto da “figlio di papà”. E allora caro Lance… testa bassa e porta dei punti a casa!