Torna l’undicesimo team in F1?

Dopo aver visto la Manor Racing uscire di scena, la Formula 1 ha deciso di provare a mettere in piedi una nuova divisione dei proventi ai team.

Proprio grazie a questa nuova divisione, che potrebbe portare molti soldi anche ai team che non raggiungono le posizioni di vertice della classifica costruttori.

La Manor, infatti, non era stata causa ‘diretta’ del fallimento, ma è stata trascinata a fondo dalla Just Racing Services, la società inglese che deteneva i diritti di iscrizione della Manor al campionato mondiale di Formula 1 ed al WEC.
La licenza detenuta dalla Just Racing è valida fino al termine del 2018 quindi, se si vuole evitare che vada perduta, una nuova azienda deve acquistarla e fornire le garanzie finanziarie necessarie alla FOM per dimostrare che può essere messo in piedi un team in grado di partecipare ad un campionato di Formula 1.

Stando a quanto riportato da Auto Motor und Sport, sembra che a Montecarlo si siano viste nel paddock alcune facce che da tempo non si vedevano in questi ambienti, facce da team di Formula 1. Sempre stando a quanto riportato dall’autorevole giornale sportivo tedesco, sembra che questo nuovo team sia guidato da un consorzio cinese ma abbia sede in Inghilterra, precisamente ad Oxfordshire.

Il giornale ha continuato, dicendo che gran parte degli ex dipendenti Manor sarebbero già stati messi sotto contratto dal questo nuovo gruppo che sogna la Formula 1.

Sembra inoltre che alcuni membri di questo consorzio fossero presenti nelle giornate tra l’8 ed il 10 maggio alle visite guidate organizzate dalla Gordon Brothers (la casa d’aste che si occupa della liquidazione) nello stabilimento Manor.

Christian Horner, team principal della Red Bull, ha dichiarato: “Ad alcuni nostri uomini è stato chiesto se fossero interessati ad andare a lavorare per un nuovo team. E’ chiaro però che, anche se accettassero, non potrebbero essere utilizzati dal nuovo team in tempo per l’anno prossimo

Ross Brawn, membro dei “tre capi” della Formula 1, ha dichiarato: “Negli ultimi mesi siamo stati contattati da una decina di parti terze interessate a conoscere le condizioni per ottenere una licenza di Formula1. Tutti volevano sapere quali fossero i nostri piani per distribuire le risorse in maniera più equa fra i team. Abbiamo spiegato loro che fino al 2020 siamo vincolati alle regole previste dai contratti attualmente in essere”.