Vettel-Hamilton: la nostra visione dei fatti

di Ciccio Mariello

I fatti del weekend di Baku non possono essere tralasciati. L’episodio del 19° giro che ormai ha fatto il giro del Mondo, con ogni probabilità cambierà i rapporti all’interno del paddock e non sono da escludere altri momenti di frizione tra i due piloti in piena lotta per il titolo da qui ad Abu Dhabi.

Ma, in fondo, cos’è successo alla curva 15 del 19° giro?

Occorre preliminarmente fare una premessa di tipo regolamentare: l’articolo che norma la procedura di Safety Car è il 39 con i vari commi. Sono soprattutto due i punti che ci interessano:
1) la vettura in testa non può mettere tra sé e la SC più di dieci auto di distanza.
2) Finché la SC è in pista, nessuno può effettuare sorpassi e, nel giro di rientro, i sorpassi sono vietati (incluso quello alla SC) fino al superamento della prima Safety Car Line.

Che cosa sono le SC Line? Intanto sono 2, e sono banalmente due linee poste sul tracciato, una prima e una dopo il traguardo, grosso modo all’altezza dell’ingresso e dell’uscita dai box. Infatti non è vero che per sorpassare alla ripartenza occorre aspettare la linea del traguardo; occorre aspettare la prima SC Line. Perché è fondamentale questo punto e soprattutto perché abbiamo specificato tra parentesi “inclusa la SC”? Perché alla prima ripartenza, Hamilton si è trovato molto vicino a cadere in errore ed ha quasi sorpassato la SC prima di arrivare alla prima SC Line.

Tanto è vero che dal team è arrivata una comunicazione via radio in cui gli si ricordava appunto di rispettare la SC Line. L’altro elemento importante è intrinseco del tracciato di Baku. Dalla curva 16, ovvero l’ultima vera frenata, fino al traguardo, ci sono oltre 2 km e la SC Line è posta a circa 1,7km dalla curva in questione.

Tradotto significa che una monoposto di Formula 1, in piena accelerazione, la SC la sorpassa di slancio, a meno che non si prenda una distanza che deve per forza essere ben superiore alle 10 auto. Siamo insomma di fronte ad un unicum nel calendario, perché in nessun’altra pista troviamo una distanza così ampia tra l’ultima frenata e la SC Line e/o il traguardo, neppure a Monza, dove si trovano poche centinaia di metri dopo l’uscita dalla Parabolica.

Dunque, per essere ligi al regolamento e cioè mantenere la distanza di 10 auto tra sé e la SC ed al tempo stesso non superarla prima della SC Line, Hamilton avrebbe dovuto iniziare il rettilineo ad una velocità costante ma bassa (circa 180-200 km/h) e poi negli ultimi 300 metri accelerare improvvisamente. Cosa che poi ha fatto, più o meno, alla ripartenza dopo la bandiera rossa. Ma si capisce che è una manovra molto pericolosa, il rischio non è solo di essere sorpassati da Vettel, ma anche da un altro paio di vetture se non di più.

Per tutte queste ragioni Hamilton rallenta in maniera eccessiva all’uscita di curva 15. L’intento è distanziarsi il più possibile dalla SC in modo da poter poi andare a tavoletta, senza correre il rischio di raggiungerla e, quindi, senza dover lasciare il gas in pieno rettilineo rischiando di farsi sorpassare da tutti. Certo, probabilmente non gli sarebbe cambiato nulla ad effettuare la manovra dieci metri più avanti, ovvero a curva 15 terminata, ma tant’è.

Qui entra in gioco Vettel. Il tedesco sa benissimo che non può lasciar scappare la Mercedes, non può concedergli neppure tre metri se vuole provare ad attaccarlo alla ripartenza (ed è per questo motivo che gli sta così addosso) ma sbaglia, perché coglie con una frazione di secondo di ritardo il rallentamento e finisce col più classico dei tamponamenti, scene che si vedono a qualsiasi semaforo, di qualsiasi città e a qualsiasi orario. Anche quello che succede dopo è un qualcosa di già visto e rivisto in strada: insulti, gestacci e sportellata.

Ora, come già detto in un post precedente, assolviamo Vettel dall’accusa di tentato omicidio, a 50 km/h non si ammazza nessuno, in particolar modo in Formula 1 dove le monoposto sono testate per garantire l’incolumità dei piloti dopo urti a velocità decisamente superiori. Ma questo non lo salva dalle altre accuse che pendono sul suo capo. Ha rischiato la bandiera nera? Decisamente sì, ed adesso i punti sulla superlicenza sono calati drasticamente, col rischio che alla prossima infrazione venga appiedato come successo a Grosjean nel 2012.

Per concludere, Hamilton, con un atteggiamento ai limiti del regolamento, credo involontariamente (sarebbe una mente diabolica se avesse previsto sia il tamponamento che la sportellata, ndr) ha teso una trappola a Vettel, che ci è cascato con tutte le scarpe e, a conti fatti, gli è ancora andata bene…