Freccie tricolori a bassa quota nelle prime 2 gare: corsa al titolo già compromessa?

Avevamo detto all’inizio del 2017 che per la Moto3 questo doveva essere l’anno della consacrazione per le nostre freccie tricolori: tutti aspettavamo nel vedere i nostri piloti italiani battagliarsi ogni gara per il podio e per l’obiettivo finale: il titolo iridato. Però in queste prime 2 gare, i nostri riders hanno dato tutta un’altra impressione. In Qatar abbiamo avuto sì 4 italiani nelle prime 8 posizioni a battagliare per il podio, ma tra una sportellata e l’altra i nostri Fenati, Migno, Antonelli e Di Giannantonio(che tra l’altro aveva subito una brutta botta ai test invernali), sono finiti dalla quinta alla ottava posizione. Poi il disastro in Argentina: le nostre freccie tricolori non hanno mai veramente attaccato il podio e sono sempre rimasti a metà classifica e tra l’altro ad autoeliminarsi(con Fenati che butta fuori Antonelli e Bulega che butta fuori Di Giannantonio). E il tutto mentre Mir, McPhee e Martin sono sempre saliti sul podio, grazie al loro passo gara e alla capacità di essere al posto giusto nel momento giusto. Aggiungendo il fatto che lo spagnolo della Leopard quando è in giornata riesce ad essere formidabile e difficile da battere.

Si, è vero che le prime 2 gare sono state costellate da condizioni meteo inusuali(con pioggie a Doha e Termas De Rio Hondo), ma vi chiedo una cosa: Quando abbiamo visto una partenza così lenta dal parte movimento tricolore? La risposta sta nel 2013, quando tutti ci aspettavamo Romano Fenati esplodere dopo un primo anno emozionante mentre nella realtà il pilota ascolano è rimasto nell’ombra. E la situazione rispetto a 4 anni fa sembra migliorata in rispetto di quantità ma non in qualità… Gli unici che ci tengono in piedi sono proprio Migno e Fenati, che stanno in quinta e sesta posizione nel campionato. Mentre quelli che ci hanno maggiormente deluso fino a questo punto sono Bulega e Bastianini, mai veramente competitivi come i loro rispettivi compagni di squadra.

Ci sono 3 motivi che porterebbero quantomeno a pensare a questa crisi di risultati:

  1. Condizioni meteo: Inutile dire che ovviamente le particolari condizioni meteo di Doha e Termas De Rio Hondo hanno messo non poco in difficoltà i nostri italiani, ma intanto gli avversari come Joan Mir sono riusciti a trovare sempre un assetto ideale.
  2. La nuova Honda: 2 podi con moto tutte Honda e nessuna KTM a podio. La nuova moto giapponese ha inevitabilmente spostato gli equilibri nella lotta tra costruttori e piloti: infatti Di Giannantonio e Bastianini fanno fatica e rendere come i compagni di squadra Canet e Martin, giusto per fare un esempio.
  3. Mentalità italiana: Lo chiamo così perché ogni volta che i nostri centauri sono in lotta per le posizioni che contano o si danno fastidio o si autoeliminano. Va bene la rivalità, ma a volte non sarebbe meglio frenare e collaborare?


Alla fine di tutto questo però la domanda che tutti ci facciamo è: la corsa al titolo della Moto3 è compromessa? La mia risposta? Ni. Perché se è vero che Bulega e Bastianini hanno avuto una partenza molto difficile ci sono altri come Fenati e Migno che sono in scia ai leader della classifica e che paiono al momento essere i più forti del nostro movimento. Non dimentichiamoci anche che i team in cui i nostri italiani stanno sono tutti tra i top della classe(KTM Ajo, EG 0,0 Marc VDS, Sky VR46, Rivacold e Gresini).

Io ho ancora fiducia nelle nostre freccie tricolori. Ma se non avessero ancora preso il volo devono farlo subito ad Austin! In una stagione come questa si rischia di vedere ancora più strappo tra i primi e il resto della griglia, e i nostri italiani per ora non sono in una condizione che permette loro sbagli o piazzamenti incolori.