Il libro del Motomondiale 2017. Circuiti da scoprire. Capitolo 2: Termas De Rio Hondo, Argentina

Eccoci finalmente tornati alla rubrica sui circuiti del Motomondiale 2017.

Il tracciato che andiamo a scoprire oggi è senz’altro quello più moderno. Sto parlando del circuito di Termas De Rio Hondo, situato in Argentina.

La pista è stata costruita nel 2007 ma è poi stata in un secondo momento ricostruita in modo tale da poter ospitare il Gran Premio d’Argentina nel Motomondiale. Così avvenne il 27 aprile 2014, anno in cui fu disputato il GP che per le tre classi vide vincitori Fenati in Moto3, Rabat in Moto2 e Marquez in MotoGp.

Ma ora parliamo delle caratteristiche di questo circuito. Il tracciato argentino è lungo 4806 metri e presenta 14 curve, unendo tratti molto veloci a curve molto lente. Ma vediamolo nel dettaglio.

Cosa subito da notare è che la partenza e il traguardo non sono gli stessi. Infatti nello stesso rettilineo abbiamo il traguardo che è subito dopo l’uscita della 14, mentre la partenza è spostata molto più avanti.

Il primo settore è fatto solo di tre curve. La curva 1 è una sorta di tornante a destra che permette di fare più traiettorie, anche se quella più consona è stare largo in ingresso per spigolare e tenersi più stretti in uscita. Difatti la curva seguente, la 2, è una curva a sinistra che è conveniente fare tutta all’interno poiché c’è subito un cambio di direzione a destra che ti immette nel rettilineo più lungo del circuito.

Dopo la prima parte del rettilineo, dove è presente una semi-curva (la 4), inizia il T2 che è il più breve del circuito in termini cronometrici. Infatti comprende una sola curva, la curva 5. Questa è particolare perché si arriva molto veloci dal rettilineo (sui 330 km/h) e se sbagli la staccata di pochi metri finisci lungo. La curva permette inoltre più traiettorie; infatti c’è chi la prende leggermente larga per uscire più stretto e c’è chi preferisce stare attaccato al cordolo per uscire poi più largo.

Il tratto seguente dove inizia il terzo settore è il più guidato della pista. Infatti c’è una lunga curva, la 6 a sinistra, che i piloti di tutte le classi fanno in pieno prima di arrivare alla staccata della curva 7. Questa è forse la più insidiosa del tracciato. Se sbagli il punto di staccata finisci sempre largo e non è facile azzeccarlo sempre proprio perché arrivi molto forte dalla 6. La curva seguente, la 8 a destra, è molto veloce e bisogna stare interni perché c’è subito una curva a sinistra in leggera salita(la 9).

In uscita si prende il cordolo pieno della semi-curva 10 dove finisce il T3 ed inizia il T4. Subito dopo si affronta veloci e vicini al cordolo la curva 11 a sinistra per lanciarsi verso l’ultima staccata importante dove si può tentare un sorpasso.

In realtà queste sono 2 curve (la 12 e la 13), entrambe a destra. La più importante è la 13 ma impostare bene la 12 è fondamentale. Non si deve stare troppo stretti altrimenti finisci lungo alla 13; la traiettoria ideale è prendere leggermente larga la 12 per stare interni alla curva successiva. Qui si sono visti negli anni diversi tentativi di sorpasso; alcuni sono riusciti (Fenati nel 2014), altri no (Iannone e Dovizioso per terra lo scorso anno).

L’ultima curva è la 14 a sinistra, dove si passa sul cordolo per poi subito tagliare il traguardo.In questa curva non si sono visti sorpassi in nessuna delle tre classi, ma mai dire mai. Vedremo se quest’anno qualcuno ci proverà.

Una cosa però è certa: anche in questo weekend ci sarà da divertirsi con lo spettacolo inimitabile del Motomondiale.