Il libro del Motomondiale 2017. Circuiti da scoprire. Capitolo 3: Austin, USA

Eccoci tornati alla rubrica sui circuiti del Motomondiale 2017.

Oggi facciamo tappa ad Austin, in Texas, per parlare del Circuito delle Americhe nel quale i piloti correranno questo weekend.

Il tracciato è lungo 5513 metri e conta ben 20 curve. E’ stato inaugurato nel 2012 ed ospita sia il Motomondiale sia la F1, che ha esordito proprio nel 2012, mentre la MotoGP e le altre classi ci hanno corso la prima volta nel 2013.

Il dominatore di Austin in MotoGP è Marc Marquez, che ha vinto tutte e quattro le volte sul circuito americano. Andiamo quindi a scoprire le caratteristiche tecniche di questo tracciato.

Come nel circuito argentino, anche in questo la partenza e il traguardo non sono gli stessi. Infatti la linea di partenza è situata a metà del rettilineo dei box mentre il traguardo è subito dopo l’uscita dell’ultima curva.

Il primo settore è molto tecnico e tortuoso. Infatti dopo la partenza si va in salita per impostare la prima curva stretta a sinistra, molto insidiosa perché se si sbaglia il punto di frenata si rischia di andare lunghi. Subito dopo c’è un veloce cambio di direzione che ci porta nel punto più tecnico della pista. Dopo la 2 a destra troviamo una serie di curve da raccordare facendo velocemente sinistra-destra-sinistra (la 3, la 4 e la 5). La 6 a destra è più ampia e ci porta alla fine del T1.

Il T2 comincia con una serie di curve più aperte (la 7 e la 8) per poi continuare con due curve a sinistra, la 9 e la 10, che immettono in un breve rettilineo in discesa che termina con la staccata della curva 11 a sinistra. Qui è molto semplice sbagliare proprio perché la frenata in discesa è insidiosa tanto che negli anni abbiamo visto molte cadute e incidenti proprio in questo punto. All’uscita della curva inizia un lunghissimo rettilineo dove avere un buon motore è fondamentale.

Nella prima metà del rettilineo è posizionata la fine del T2 e l’inizio del T3. Terzo settore che è fatto sia di pura velocità, avendo la seconda parte del rettilineo più lungo della pista, sia di curve lente. Infatti dopo la staccata della curva 12 in fondo al dritto, molto importante se si vuole sorpassare, ci sono una serie di curve lente e strette da raccordare. Sono la 13 e la 14 a destra e la 15 e la 16 a sinistra. All’uscita di quest’ultima finisce il T3 ed inizia il T4.

L’ultimo settore della pista è il più veloce ed è formato solamente da 4 curve. La 17 e la 18 sono due curve a destra che i piloti raccordano come un’unica curva. E’ bene stare stretti per uscire più interni possibile ed avere così una buona direzione per la 19 a sinistra, che è molto particolare e facile da sbagliare. Una breve accelerazione ci porta poi all’ultima curva del tracciato, la 20, dove si possono tentare sorpassi prima del traguardo che come detto all’inizio è subito dopo l’ultima curva.

Non abbiamo ancora visto sorpassi “rilevanti” in questo punto del tracciato, chissà che la MotoGP non ci possa regalare qualcosa di diverso quest’anno. Vedremo soprattutto se l’egemonia di Marquez ad Austin continuerà o se qualcuno riuscirà a fermarlo.

Di certo le emozioni non mancheranno in questa terza tappa del Motomondiale 2017.