Il libro del Motomondiale 2017. Circuiti da scoprire. Capitolo 4: Jerez de la Frontera, Spagna

Eccoci tornati alla rubrica sui circuiti del Motomondiale 2017. Finalmente si torna in Europa e il primo circuito in cui si imbatte il paddock del Motomondiale è Jerez de la Frontera, in Spagna!!

Il tracciato andaluso, situato nei pressi di Cadice, è considerato dagli spagnoli il “Tempio” del motociclismo. E’ lungo 4423 metri e conta di 13 curve.

Il circuito fu inaugurato nel 1985 e ospitò sia il Motomondiale sia la F1, lasciata con l’ultimo GP nel 1997. Attualmente ospita Motomondiale e Superbike.

Ora andiamo a conoscere le caratteristiche tecniche di questo tracciato.

La partenza è spostata leggermente indietro rispetto al traguardo, cosa che comunque non permette grandissimi sorpassi allo start.

Infatti la curva 1 a destra (la Expo ’92) è vicina al traguardo. Questa curva è difficile perché è in salita ed è facile sbagliare il punto di staccata. Una brevissima accelerazione porta alla Curva Michelin (la 2) che è una specie di tornantino che torna indietro.

Subito dopo c’è da effettuare un cambio di direzione a sinistra (curva 3) per poi andare sul cordolo esterno in uscita e impostare un’altra curva a sinistra, la 4, molto veloce e insidiosa rispetto alla prima.

All’uscita della 4 termina il T1, il più lento della pista, ed inizia il secondo settore. Il T2 è velocissimo e conta di una sola curva, la Sito Pons, una curva a destra veloce che immette nel rettilineo più lungo di Jerez, in fondo al quale c’è la staccata più insidiosa della pista e la fine del secondo settore.

La prima curva del T3 è la Dry Sac, la più complicata del circuito anche perché è in discesa. Se sbagli il punto di staccata finisci sempre largo e molte volte la gara è compromessa.

Le curve seguenti sono due curve molto veloci a sinistra, ovvero la 7 e la 8 (curva Aspar); all’uscita di quest’ultima c’è un cambio di direzione da effettuare per fare la curva 9, una curva ad angolo retto intitolata ad Angel Nieto.

Il T3 finisce qui e si entra nell’ultima parte della pista.

Il T4 comincia all’uscita della 9 e conta di 4 curve. La 10 (curva Peluqui) è uguale alla 9 come angolo e immette in un breve rettilineo che porta a due curve molto veloci e insidiose, entrambe a destra. La prima, più rapida e più larga, è intitolata ad Alex Criville mentre la seconda è più stretta e si chiama curva Ferrari.

All’uscita di questa c’è un breve allungo che porta alla curva più famosa del tracciato, ovvero la Curva Lorenzo, la 13 a sinistra.

Qui sono successi tanti episodi, soprattutto in MotoGP, che la hanno resa celebre (i contatti Rossi-Gibernau nel 2005 e Marquez-Lorenzo nel 2013). La curva 13 però è importante poichè è l’ultima chance che si ha per superare chi ti sta davanti e molto spesso all’ultimo giro è risultata decisiva.

In uscita si spalanca il gas e si transita sul rettilineo del traguardo, che non è lunghissimo. Infatti solitamente, nonostante l’arrivo sia lontano dall’uscita della 13, chi esce davanti all’ultima curva vince il GP.

Questo vale per la MotoGP e per la Moto2, in Moto3 è più facile vedere arrivi in volata.

Volata o non volata, le emozioni sicuramente non mancheranno in questo primo Gp europeo della stagione. Siamo sicuri che ancora una volta il Motomondiale ci riserverà grande divertimento in tutte e tre le classi!!!