MotoGP, il mestiere del collaudatore

Fra dati, sensazioni e modifiche: viaggio attraverso il mondo dei Test Rider

In MotoGP, fino ad ora, nessun team ha ancora corso un campionato con tre piloti ufficiali nel proprio box, optando per la scelta dei due riders o addirittura di uno, come accade da due stagioni a questa parte nell’LCR Honda Team, dove la punta di diamante è l’inglese Cal Crutchlow.

Ogni team, però, dispone di un terzo pilota, il cosiddetto Test Rider, avente il compito di sviluppare e perfezionare la moto a lui affidata. La squadra, durante la stagione, organizza dei test privati in circuiti appositi, dove i collaudatori devono testare i progressi della moto e riportare i propri pareri e le proprie sensazioni agli ingegneri e ai meccanici.

Tutto questo lavoro servirà poi a fornire ai piloti ufficiali un migliore assetto in vista della competizione iridata annuale.

Può capitare, però, in due casi, che i Test Rider prendano parte ad uno o più Gran Premi durante il corso della stagione: o in caso di assenza di uno dei due piloti ufficiali o in caso il team voglia schierare tre piloti per ottenere un pacchetto dati più ampio da una gara in particolare.

Ducati in buone mani, Mika male la KTM!

Quest’anno, il team più efficiente in questo campo è il Ducati Corse Team, che ha a propria disposizione ben due piloti collaudatori: l’attuale leader del CIV, il pugliese Michele Pirro e l’australiano due volte campione del mondo Casey Stoner, che nel 2007 vinse il suo primo titolo MotoGP proprio con la Rossa di Borgo Panigale.

L’ultimo team, in ordine cronologico, della MotoGP è sicuramente il Red Bull KTM Factory Racing. Il team austriaco, al suo primo anno nella classe regina, ha affidato lo sviluppo e il potenziamento della RC16 al tedesco Alex Hofmann e al finlandese Mika Kallio, vicecampione del mondo di Moto 2 nel 2014, che con la gara odierna al Sachsenring, raggiunge quota due gare, entrambe da wildcard, corse con la casa austriaca nella classe regina.

La Suzuki Tsuda e fa fatica, Aoyama sulla cresta dell’Honda. L’Aprilia punta su Laverty, Yamaha si affida ai piloti dei team satelliti

La Suzuki è già in un momento difficile, per di più come unico collaudatore c’è il giapponese Takuya Tsuda, wildcard nel GP Jerez, dove si è classificato diciassettesimo. La Honda si affida all’esperto giapponese Hiroshi Aoyama, mentre l’Aprilia fa affidamento sul proprio pilota SBK, Eugene Laverty.

La Yamaha, dal suo canto, ha riscontrato difficoltà (come dichiarato dal Team Manager Lin Jarvis) nel trovare piloti giovani disposti a lavorare come collaudatori e ad accontentarsi di qualche wildcard durante la stagione. Per ora il team di Iwata ha la disponibilità di Katsuyuki Nakasuga, pilota giapponese autore di un podio da wildcard a Valencia, nel 2012.