Ferrari: una F1 vincente o una LMP1?

Ufficialmente terminata quella che potrebbe essere definita “Epoca Ecclestone”, in Formula 1 si inizia concretamente a pensare al futuro, e le parole del boss di Liberty Media, Greg Maffei, iniziano a pesare come un macigno sulle valutazioni dei team.

Maffei, infatti, non più di un paio di giorni fa ha dichiarato: “Se sei Ferrari, hai dei ricavi derivanti dalle sponsorizzazioni che sono davvero notevoli e vanno direttamente a rimpinguare le tue casse. I ricavi, se i risultati in pista migliorano, aumentano di molto. Per questo motivo stiamo pensando di equilibrare i pagamenti per creare equità e tentare di bilanciare le prestazioni. Sicuramente, per la Ferrari non sarà un problema, perchè avere delle prestazioni bilanciate, dove molti team possono correre per vincere, attira più sponsor e più squadre. Così i guadagni di tutti aumentano.”

La Ferrari, infatti, beneficia da anni del bonus che viene annualmente dato ai “long standing team” e proprio la Casa di Maranello, presente nel campionato di Formula 1 dalla prima edizione, essendo il team più “storico” di tutti, percepisce il bonus più alto, di ben 105 milioni di dollari: 35 per i titoli costruttori vinti e 70 per la presenza nel campionato. Dal 2020 però, una volta che gli attuali accordi scadranno, i team non avranno più diritto a questi bonus, che saranno rimodulati secondo le scelte prese dalla FOM.

Anche altri team come McLaren, Mercedes e Red Bull percepiscono un bonus per i titoli costruttori in bacheca mentre, per la prima volta, la Williams ha percepito nel 2016 il bonus di “long standing team”, commisurato in circa 10 milioni di dollari.

A questo punto, per salvare questo sostanzioso introito o per evitare di investire inutilmente nella Formula 1, le filosofie da sposare sono due: fare un progetto F1 rischioso e forse vincente o abbandonare il circus.

E se proprio ‘grazie’ a questa decisione del numero uno di Liberty Media la Ferrari decidesse di andare a cercare fortuna altrove?

Non è assurdo pensare che un colosso come Ferrari abbia sempre in cantiere un progetto LMP1, come non è assurdo pensare che la casa di Maranello possa metterlo a punto in poco tempo riadattando soluzioni derivanti sia da progetti stradali che dai progetti Formula 1.

E anche se un progetto di questo tipo non fosse pronto, la Ferrari, se solo avesse la volontà di entrare nel WEC, avrebbe comunque tre anni per metterlo a punto, in modo da averlo pronto per il 2020, anno in cui tutto questo fiume di soldi cesserà di arrivare a rimpinguare le casse della Rossa.

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In fondo, le attività di motorsport della Rossa sono legate solo a due tipi di vetture: le monoposto da Formula 1 e le vetture GT.

Ma per Ferrari non sarebbe la prima volta che tutto il team si impegna nella produzione di un prototipo.

Basti pensare alla meravigliosa 333 SP, prodotta in ben 44 esemplari, vittoriosa in quasi tutte le competizioni a cui ha preso parte. Non fu mai messa direttamente in pista dalla Casa di Maranello, ma fu prodotta e venduta ai clienti.

Nella sua lunga carriera la barchetta Ferrari fu capace di ottenere 69 pole position e 56 vittorie assolute, oltre a 8 vittorie di classe, tra cui una in categoria LMP1 alla 24 Ore di Le Mans del 1998. L’ultimo successo risale alla stagione 2001 del campionato Sport FISA, nella gara corsa il 13 maggio sul circuito di Spa-Francorchamps. Nel palmares anche quattro titoli Fia Sportscar Championship consecutivi (1998, 1999, 2000, 2001).

E ancora prima ci fu la 312 PB, che sfiorò la vittoria nella 24 Ore di Le Mans del 1973 con Arturo Merzario, e solo una perdita di benzina si interpose tra la Ferrari e la conquista della vittoria nella gara di durata più prestigiosa del mondo.

Adesso non ci resta che capire come si comporterà la Ferrari, visto anche che la vetrina della Formula 1 è importante per rafforzare il valore del marchio nel mondo.

Sicuramente, questa promessa di Maffei potrebbe anche essere una nuova alba per il motorsport italiano, che potrebbe iniziare a dominare anche in categorie parallele alla Formula 1 ma molto molto competitive.

Credit featured image: Daniele Gioè