Accadde oggi: Damon Hill come papà Graham

Damon Hill conquista il Gran Premio di Giappone e si laurea campione del mondo

Esattamente 22 anni fa, il 13 ottobre 1996, il pilota britannico Damon Hill vinse l’ultima gara del mondiale di Formula 1, laureandosi campione del mondo.

Hill, allora 36enne, aveva una delle ultime chance della carriera per poter vincere il tanto agognato titolo. La vittoria gli sarebbe scappata solo se fosse finito fuori dalla zona punti e il compagno di squadra alla Williams, Jacques Villeneuve, avesse vinto.

La gara fu tranquilla per Hill, in quanto Villeneuve, partito in pole, fu sopravanzato da molti piloti a inizio gara. Hill prese il comando e lo mantenne fino alla fine.

Villeneuve era lontano dalla vetta, ragion per cui le possibilità che Hill potesse perdere il titolo erano pressoché nulle, ma intanto il britannico fu a un passo dal doversi ritirare quando Gernhard Berger fu troppo irruento alla chicane al terzo giro. La collisione non avvenne per un nonnulla. Alla fine fu Berger a dover rientrare ai box per sostituire il muso danneggiato a causa del contatto con il cordolo.

L’ufficialità del titolo fu sancita dall’uscita di Villeneuve al giro numero 37 nel momento in cui il canadese perse la ruota posteriore destra.

Hill proferì queste parole a un anno di distanza dal titolo: «L’anno scorso è stato il momento di una vita, tutta una carriera in una stagione. Siamo passati da essere feccia a essere campioni.»

In basso la telecronaca di Murray Walker, che celebra la vittoria della gara e del titolo da parte di Hill. “Mi devo fermare perché ho un nodo alla gola”, le celebri parole del telecronista britannico.

Hill fu toccato da queste parole di Walker: “Era commosso, sapeva della storia di mio padre ed allo stesso modo conosceva per filo e per segno la mia carriera, è stato un momento veramente speciale”.

Quel titolo giunse quindi 28 anni dopo quello ottenuto da papà Graham, una morte che ancora oggi lo intristisce e fu una delle cause della depressione di Damon:  “Divenni profondamente consapevole di quanto paura avessi di morire da un momento all’altro”.