F1, Ecco cosa ha battuto la Mercedes in gara

Melbourne si tinge di rosso in tutto e per tutto: abbiamo visto un Sebastian Vettel abbastanza scaltro da sopravanzare il campione del mondo in carica, il martello, Lewis Hamilton leader indiscusso fino a metà gara durante il regime di Virtual Safety Car.

Tutto comincia quando le due Haas durante le rispettive finestre di pit-stop, hanno dei problemi con il serraggio del dado al mozzo della ruota, penalizzando così Magnussen e Grosjean che sono costretti a fermarsi in pista, data anche l’assenza di vie di fughe ampie in prossimità.

Haas di Romain Grosjean caricata per il trasbordo dalla pista © Daniel Kalisz/Sutton Images

Lewis aveva già fatto la propria sosta prima dell’accaduto insieme a Kimi Raikkonen, mentre Seb è stato mandato in Pit-lane per la propria sosta sfruttando la VSC durante la 19esima tornata. Quest’ultimo è riuscito a stare davanti, a sosta effettuata, grazie a delle manovre nel giro precedente: ha utilizzato delle traiettorie piuttosto strette poichè, a pari velocità per tutti, girando più stretti si ha meno strada “da fare” e si ottiene più vantaggio riducendo il delta.

Dopodichè, in prossimità della linea orizzontale che delimita l’ingresso della pit-lane, ha completamente buttato giù l’acceleratore azzardando delle traiettorie in ingresso abbastanza veloci con il rischio di toccare addiritura i muretti delimitanti l’ingresso tirando poi un’enorme staccata per inserire il limiter di 80km/h, costruendo così il vantaggio che gli è costata la prima posizione e la vittoria finale.

Lewis è rimasto di sale quando ha capito di aver perso la leadership del GP poichè nessuno lo aveva avvertito riguardo al pericolo portato da Vettel. Gli uomini di Brackley pensano che ci sia stato un problema al software di controllo-gara che ha portato alla mancata segnalazione della “minaccia rossa”.

Safety Car© Daniel Kalisz/Sutton Images

Lo stesso Wolff ha affermato: “Pensavamo di avere un margine di tre secondi sulla Ferrari che, invece, non c’era. Stiamo cercando di capire cosa è successo nei nostri computer perché qualcosa non ha funzionato”.

Da lì in poi Seb ha dato il meglio di sè, sfruttando a pieno il potenziale degli pneumatici in grado di salvaguardarli e di spingere al punto giusto, cosa che è riuscito a fare Hamilton in maniera limitata: facendo i conti con le temperature del motore che salgono esponenzialmente e le gomme che si surriscaldano, problema che ha bloccato Hamilton negli ultimi quattro giri dopo una gara tesissima.

La Ferrari torna a vincere il GP inaugurale per due anni in fila dopo 16 anni.