Analisi strategie: Mercedes penalizzata dagli pneumatici (e dal motore)

Si è concluso il GP del Canada con il trionfo della Ferrari e di Sebastian Vettel che ritorna adesso leader del mondiale staccato di un solo punto da Lewis Hamilton. Abbiamo visto un mix omogeneo di strategie sulle gomme in gioco a Montreal, con tre diversi team sul podio e due diverse filosofie sulla strategia.

Entrambi i piloti della Ferrari, Sebastian Vettel e Mercedes, Valtteri Bottas hanno iniziato su ultrasoft e poi su supersoft intorno allo stesso tempo (37° giro).
I due piloti Red Bull in terza e quarta sono andati sulla strada opposta, effettuando a il primo stint più corto sull’hypersoft e poi il passaggio alla supersoft per la corsa verso la bandiera a scacchi. Durante le battaglie degli avversari con i diretti rivali, i tempi dei pit stop erano anche una considerazione importante, con molti piloti che tentavano un “undercut” in un duello strategico vicinissimo.

Il pilota Haas Romain Grosjean, che è caduto in fondo alla griglia dopo un problema in qualifica, ha completato un primo stint estremamente lungo su ultrasoft per poi montare supersoft alla 48esima tornata, rimanendo così fuori dalla zona punti.

Il motore che è sempre stato il punto chiave della Mercedes, si è dimostrato il tallone d’Achille della monoposto di Brackley: durante la sua sosta, Lewis Hamilton, ha visto aprirsi le prese d’estrazione del calore della PU poichè il surriscaldamento gli comportava perdita di potenza durante i primi giri di gara. Penalizzato anche dalla scelta degli pneumatici, dato il primo pit stop anticipato per problemi di gomme.

Passiamo ai numeri adesso, valutando il numero di giri effettuati dagli pneumatici:

  • Hypersoft : 28 Laps –  Gasly/Toro Rosso
  • Ultrasoft : 48 Laps –  Grosjean/Haas
  • Supersoft: 67 Laps –  Ericsson/Sauber