Analisi Tecnica: quanto conta l’efficienza frenante a Shanghai!

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Il tedesco della Ferrari ha colto a Shanghai la seconda pole consecutiva dopo quella della settimana passata in Bahrain. Ha dato il meglio di se nel terzo settore, dove ha costruito il proprio vantaggio nei confronti di Kimi Raikkonen, il quale ha conquistato la seconda posizione in griglia.

Lo Shanghai International Circuit richiede un maggior ricorso ai freni rispetto a Melbourne, impiegati per 18 secondi ogni giro: rispetto al 2017 la decelerazione media è in aumento, dai 3,5 g di un anno fa ai 3,7 g di quest’anno. Questo valore, molto alto in termini assoluti, è però inferiore a quello che fanno registrare buona parte dei tracciati del Mondiale.

Delle 8 frenate dello Shanghai International Circuit 3 sono classificate come impegnative per i freni, mentre 1 è di media difficoltà e 4 sono light. La staccata più impegnativa è la curva 14 con i suoi 5 g di decelerazione: le monoposto vi arrivano a 327 km/h e frenano fino a scendere a 69 km/h in soli 114 metri. In questo punto i piloti esercitano un carico di 115 kg sul pedale del freno.

Notevole anche la frenata alla curva 6: la velocità crolla da 292 km/h a 85 km/h in 101 metri mentre la decelerazione tocca i 4,9 g. Identico spazio di frenata per la curva 11 ma decelerazione leggermente inferiore (4,8 g) e carico sul pedale superiore (115 kg invece di 113 kg).

Un caso a parte è la prima curva dopo il traguardo in cui le auto arrivano a 322 km/h perché la fase di inserimento dura molto e si protrae fino alla curva 2, praticamente attaccata alla precedente: in altre parole, i piloti non tolgono mai il pedale dal freno, se non per una frazione di secondo. Ciò spiega i 5,21 secondi complessivi della frenata

Nelle qualifiche del GP Cina, alla curva 14 l’energia dissipata in frenata da ciascuna monoposto è stata di ben 2.617 kW: un valore che ci fa riflettere soprattutto sulla geometria dei dischi con oltre 1000 fori di dissipazione e le geometrie dei cestelli utilizzati anche per mandare in temperatura gli pneumatici, trovando così il giusto grip per siglare un giro da paura, proprio come Seb.