Analisi Tecnica: Renault R.S.19 , è una rivoluzione nei deviatori di flusso e bargeboard!

© RenaultF1Team

Il team di Enstone ha svelato quest’oggi la sua nuova vettura, la R.S. 19: gialla e nera, come da tradizione, ma con uno spirito di rivincita e la voglia di affermarsi tra i top team. Molto si è lavorato nel comparto aerodinamico, come prescinde il regolamento d’altronde estremizzando qualche concetto.

Come di consueto, partiamo dall’ala anteriore, scuola di pensiero diversa da quella vista ieri in dotazione a Toro Rosso: questa presenta un’ aerodinamica più elaborata, con i flap curvati per consolidare leggermente la mancanza dei famosi “upper flap”, direzionando in maniera adeguata i flussi diretti verso il centro vettura e gli pneumatici.

Il muso è convenzionale, con le feritoie laterali in prossimità dei turning vanes e dove dovrebbero essere presenti i fori per l’S-duct, che nel rendering purtroppo è oscurato! La sospensione anteriore, è praticamente simile alla precedente: schema push-rod chiaramente a doppi bracci trasversali con ancoraggio del trapezio superiore di semplice concezione. L’assetto rake è estremamente picchiato, il che aiuta in termini di carico aerodinamico.

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Zona cruciale: pance, deviatori di flusso e bargeboard. Qui la rivoluzione: partendo dalle prime, notiamo subito che la parte frontale è più stretta in modo da garantire poca resistenza all’avanzamento, mentre la parte terminale ha più o meno la stessa geometria.  Il brake duct è chiaramente più semplice.

I deviatori di flusso sono una rivoluzione, dotati di geometria diversa nella zona delle prese di raffreddamento: sopra è addirittura posta una sorta di ala centrale con due generatori di vortici per lato, identica a quella progettata da Adrian Newey e montata sulla Red Bull di RB14.

Qui colpisce la presenza di questo deviatore verticale a 3 bandelle con l’elemento superiore montato a sbalzo e vincolato con un supporto in prossimità del cono antintrusione. Bargeboard: completamente rivisti, adesso dotati di più elementi verticali ed orizzontali, come i due coltelli della parte terminale.

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Il fondo presenta dei piccoli deviatori accanto ai bargeboard mentre nella parte vicina alle ruote posteriori è presente un profilo verticale che “taglia” letteralmente l’aria in prossimità della sospensione posteriore, a schema pull-rod la quale presenta un attacco superiore rivisto rispetto a quella montata dalla precedente RS.18.

L’ala posteriore, naturalmente  adattata alle specifiche regolamentari in atto, è vincolata da due piloni a collo di cigno sulla parte superiore del cambio. L’attuatore del DRS è montato direttamente sul mainplane dell’ala stessa. Presente inoltre un piccolo profilo in stile che potrebbe ricordare il monkey seat, ma svolge tutt’altra funzione ed è montato sopra lo scarico. La presa d’aria del motore è in pieno stile Renault, ovvero rettangolare.

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Complessivamente, possiamo affermare che è una giusta evoluzione della R.S.18; i tecnici hanno svolto molto lavoro in una delle zone più complesse della vettura, con la speranza di risalire le classifiche grazie inoltre al futuro contributo di  Daniel Ricciardo e Nico Hulkenberg. Non resta che aspettare i test invernali, a Barcellona.

 

 

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Luigi Gabriele Gueli
Classe 1996', studente di Ingegneria Aerospaziale che nutre sin da bambino la passione per le 4ruote e gli aerei.