Analisi Tecnica: Toro Rosso STR13 sulla cresta dell’Honda

Il team satellite di Red Bull con sede a Faenza adotta per questa edizione una vettura piuttosto convenzionale, senza eccessive novità tranne per il propulsore: il 1.6 V6Turbo Honda. E stupisce il fatto che durante i test la vettura abbia percorso più giri di tutti gli altri team, pare sia riuscita a fare in pochi mesi ciò che non la McLaren non è stata capace di realizzare in tre anni di rapporto esclusivo con la Honda nella fornitura della power unit.

Pare addirittura che Red Bull sia interessata a collaborare per la prossima fornitura di PU per la squadra di Milton Keynes, visti i buoni di risultati di affidabilità durante i test invernali. Ma adesso analizziamo la vettura, partendo dal retrotreno.

La sospensione posteriore Pull-Rod ha un tirante molto lungo, soluzione un pò utilizzata dalla McLaren con la MCL33 riguardo anche un soffiaggio nella parte inferiore del fondo in prossimità dei sidepod: è presente un’enorme feritoia longitudinale dove il flusso viene energizzato per poi finire verso il diffusore posteriore.

In evidenza i soffiaggi lungo il fondo e l’S-Duct

Il muso è abbastanza filante, segno di minor resistenza all’avanzamento evidenziato sopratutto con il triangolo della sospensione anteriore montato con un supporto in carbonio estruso dal telaio e presenta inoltre un puntone molto inclinato, simbolo di un piccolo allungamento del passo. Sotto al muso sono presenti i turning vanes ed il classico intake dell’S-Duct che sfoga dietro il vanity panel che ospita i meccanismi di regolazione delle sospensioni.

Il bargeboard abbastanza complesso si integra perfettamente al deviatore di flusso e a due elementi ai lati delle fiancate, dove in quest’ultime abbiamo le prese di raffreddamento del motore quasi triangolari. E’ chiaro che questa zona è stata ri-adattata al motore Honda, così come il fondo che ospita il motopropulsore.

In dettaglio il Bargeboard e il profilo deportante sotto l’Halo

L’halo monta nella parte superiore il classico profilo pulisci-flusso sperimentato da quasi tutte le altre vetture, mentre nella zona inferiore del diadema troviamo un profilo deportante, abbastanza unico nell’adozione. La presa d’aria dinamica del motore Honda è piuttosto ampia: quella centrale, all’interno del roll bar, alimenta il motore, mentre quelle laterali sono destinate al raffreddamento dell’ERS.

Brendon Hartley’s Scuderia Toro Rosso STR13 (#28)

Per il momento non c’è la gear-wing, ma durante i test è stata testa un ‘aletta rastremata  mentre l’alettone posteriore è sorretto da un mono-pilone che diventa un tutt’uno con il comando del DRS. La presa anteriore dei freni è completamente nuova cos’ come i flap superiori dell’ala anteriore.

Dettaglio dell’anteriore.

Chissà se Toro Rosso vorrà fare qualche dispetto all’inglese McLaren? Lo scopriremo il 25 Marzo, al GP di Australia.