Ayrton… per sempre nel cuore, la leggenda brasiliana raccontata da Carlo Ametrano

Ed è tempo di vacanze invernali, non solo per piloti e team che corrono nei maggiori campionati, ma anche per noi, per chi va a scuola e chi va al lavoro. Questo è un periodo ideale per ‘staccare la spina’, godersi l’affetto dei propri cari e, perchè no, leggere qualche libro al caldo. Per gli appassionati di Formula 1 quest’anno consiglio un libro speciale, che racconta di un pilota brasiliano vincitore di 3 titoli mondiali, tutti con la McLaren-Honda. Parliamo di Ayrton Senna e il libro si chiama Ayrton per sempre nel cuore. Esso è scritto dal nostro Carlo Ametrano, presidente dell’Ayrton Senna Fan Club.

Il suo libro ha riscosso un successo mondiale e lo scrittore ha riscosso tanti complimenti e riconoscimenti non solo dalle testate giornalistiche, ma anche dai piloti che lo hanno ricevuto. Io ho conosciuto Carlo Ametrano sui social due anni fa (per un gioco di FantaFormula1) e siamo diventati amici. Così ho potuto intervistarlo per parlare non solo del suo libro, ma anche del suo rapporto con Senna e di quello che sta succedendo nella Formula 1 moderna.

Io: Per cominciare, partiamo dal libro che lei ha scritto: come si chiama, cosa racconta e quale messaggio vuole lasciare?
Carlo: Ayrton per sempre nel cuore, racconta tutti i successi, tutti gli aneddoti di Ayrton, tutta la sua carriera.Lascia un messaggio di cuore perché Ayrton vivai sempre nei nostri cuori e in tutto il mondo. È stato un sogno da bambino
scrivere un libro su un grande campione come Ayrton.

Io: Si aspettava per il suo libro un successo così?
Carlo: Ma quando si parla di un mito di una leggenda che sta sempre nel cuore delle persone ti aspetti sempre qualcosa di buono. Io ho avuto un grande successo mondiale fra cui anche la famiglia di Ayrton mi ha dato tanta soddisfazione. E infatti il libro è arrivato e anche nelle mani del nipote Bruno Senna.

Io: Quando e come è nata la sua passione per Ayrton Senna?
Carlo: È nata fin da bambino perché lo seguivo dal 1983 All’età di 7 anni poi pian piano Ho avuto modo di conoscere anche Leonardo il fratello e sono stato anche vedere delle gare di Ayrton in Italia e così ho avuto questo legame anche con la famiglia Senna.

Io: Ha avuto modo di conoscere direttamente Ayrton? Se si, come le sembra ‘fuori dalla pista’?
Carlo: Sì ci ho parlato prima di un Gran Premio di Monza del 1990, mi cadevano le lacrime dagli occhi perché era un sogno. Fuori dalla pista è un Dio era uno che non si tirava mai indietro aiutava sempre tutti e come infatti lui per i bambini poveri in Brasile ha sempre dato tutto e infatti la sua fondazione adesso sta andando a gonfie vele.

Io: Secondo lei, cos’è che distingueva Senna dagli altri piloti di quell’epoca (Prost, Mansell, Piquet…)?
Carlo: Certamente il suo carisma perché come lui nessuno può mai essere lui dava anche forza in tutto e aveva molto carisma.

Io: Lewis Hamilton ha dichiarato non poco tempo fa che Ayrton Senna sarebbe più stressato nella Formula 1 d’oggi. Carlo Ametrano, qual’è la sua impressione sulle affermazioni del pilota inglese?
Carlo: Ma adesso è tutto cambiato però puoi anche essere che Hamilton ha ragione. Poteva essere stressato in questa Formula 1 perché è molto cambiata.

Io: A proposito del mondiale 2017, cos’è che ha fatto la differenza secondo lei nella lotta al titolo?
Carlo: Ma la Mercedes ha meritato è stata superiore e poi con un Hamilton così come si fa a fermarlo.

Io: E riguardo alla Ferrari? Con Sebastian Vettel è stata in testa al mondiale da Melbourne a Spa…
Carlo: Ma un po’ di delusione c’è sempre perché una scuderia come la Ferrari non può aspettare così tanti anni a Non vincere un mondiale adesso sono 11 anni e molto diciamo tardi.

Io: Prevede che la situazione possa rimanere la stessa per il 2018? Ossia che Mercedes possa essere la favorita e che Ferrari (e Red Bull) debbano inseguire?
Carlo: Mercedes sempre Favorita, poi Ferrari e Red Bull, sorpresa McLaren Renault.
Io: Nel prossimo anno verrà introdotto l’Halo, sistema di protezione cockpit che ha creato tanto scalpore tra piloti e appassionati. Un commento su questa ‘rivoluzione’ da parte della FIA?
Carlo: Onestamente non mi piace l’Halo perché la Formula 1 è tutta un’altra cosa.

Io: Di questi tempi la Formula 1 corre sempre di più nei paesi extra-europei, in piste sempre più all’avanguardia. Secondo lei è un bene o un male che la Formula 1 lasci la sua terra madre per andare verso nuovi orizzonti (e mercati)?
Carlo: Ma è giusto che corre in tutti questi circuiti, anche perché ci sono sempre cose nuove da vedere.
 
Io: Molte piste storiche sono state tagliate dalla Formula 1 in questo millennio, come Imola e Nurburgring. Se potesse, quale circuito rimetterebbe sul calendario odierno?
Carlo: Rimetterei Donington Park perché lì è stata forse la gara più bella della storia della Formula 1 con Ayrton nel 1993.

Io: Un parere su Liberty Media e sulla sua ‘nuova era’ della Formula 1:
Carlo: Ma diamoci fiducia e speriamo che inventano sempre cose interessanti per la Formula 1.
Io: Ultima domanda: cosa serve a questa Formula 1 sempre più ‘computerizzata’ per tornare allo spettacolo dei suoi anni d’oro?
Carlo: Ma servirebbe ritornare indietro però questo non si potrebbe fare e speriamo che qualcosa può nascere un domani pure.
Finita l’intervista, colgo l’occasione per fare gli auguri a Carlo Ametrano (e anche a voi, amici lettori) di buone feste. Chiudendo questo articolo con l’immagine emblematica di un Ayrton Senna che vince ad Interlagos il suo primo GP del Brasile nel 24 marzo del 1991.