Baku a due facce per la Force India

Il Gran Premio di Baku ci ha fatto rivedere sul podio la Force India, che mancava questo appuntamento proprio dal Gran Premio di Baku del 2016.

Nella passata stagione, il miglior piazzamento stagionale della Force India è stato il quarto posto conquistato in Spagna da Checo Perez, che anche in questa stagione sembra essere l’uomo che più sa ‘soffrire’ il fatto che la ‘pantera rosa’ non sia competitiva come nella passata stagione.

Dopo tre appuntamenti da dimenticare quindi, la Force India sembra aver trovato un pò di competitività per poter battagliare per l’obiettivo annunciato ad inizio anno: il quarto posto in classifica costruttori.

Perez: fortuna ma non tanto

Iniziamo con Sergio ‘Checo’ Perez, l’uomo che c’è sempre e che sa sfruttare al meglio le situazioni difficili. Il messicano, scattato dall’ottava posizione, è stato molto bravo a rimanere lontano dai guai della prima curva nonostante abbia perso alcune posizioni in partenza. Dopo il suo pit stop, è rientrato in pista in quindicesima posizione e la sua risalita non è stata facile.

Perez, infatti, ha patito l’impossibilità di utilizzare al meglio il suo DRS e, di conseguenza, non ha potuto sfruttare al massimo le alte velocità che caratterizzano il tracciato cittadino di Baku. Tuttavia, grazie ad alcuni ottimi sorpassi ed al caos della gara, è riuscito ad arrampicarsi fino alla terza posizione. Sicuramente hanno giocato a suo favore sia lo strike degli alfieri della Red Bull, sia la foratura di Bottas, ma non si può negare il merito del pilota messicano, che riesce sempre a sfruttare al meglio le occasioni che gli si presentano.

Indagine

Il pilota della Force India, dopo aver riscontrato un problema nel rilevamento del gap con il pilota che lo precedeva, è dovuto passare all’attivazione manuale del sistema. Purtroppo per lui, però, l’attivazione non è sempre avvenuta in modo corretto ma, con il supporto tempestivo del muretto, ha sempre rimediato all’errore.

La Federazione ha quindi deciso di convocare Perez al termine del Gran Premio per chiarire quanto accaduto in pista e, dopo aver accertato la buona fede del pilota e della scuderia, ha confermato il primo podio stagionale della Force India, interrompendo così un digiuno troppo lungo per questa squadra.

Piccola nota a margine: grazie al podio di Baku, Perez diventa il pilota messicano che ha conquistato più podi nella storia della Formula 1.

Ocon: che errore!

Totalmente diversa la gara del giovane Esteban Ocon, che non va oltre le prime tre curve. Il francese si era portato davanti a Raikkonen alla seconda accelerazione, ma un attacco molto aggressivo del finlandese ha messo fuori gioco la Force India numero 31.
Gran parte del demerito, però, va data al francese, che non ha lasciato strada a Kimi stringendo comunque la traiettoria.

A fine gara, infatti, Ocon è stato chiamato in direzione di gara assieme a Raikkonen e quanto è emerso dall’incontro fra i due è stato chiaramente riportato dalla FIA: “Il pilota della vettura #7 [Raikkonen] e il suo rappresentante della squadra hanno ammesso che la collisione era tipica di un incidente di gara del primo giro. Il pilota della macchina #31 [Ocon] ha dichiarato che l’ultima visione che ha avuto della macchina #7 era sul rettilineo dopo la curva 2, che le due auto avevano imboccato con successo, e che non ha visto l’auto #7 all’interno della curva 3. Il pilota ha accettato la reprimenda dei commissari secondo cui un pilota non dovrebbe mai supporre che un’altra vettura non sia nelle sue vicinanze solo perchè non riesce a vederla, poichè è ben noto a tutti che esistono angoli ciechi in cui non è possibile vedere gli avversari”

Per Ocon, il GP dell’Azerbaigian è durato poco e gli è anche costato una reprimenda, che probabilmente non avrà effetti futuri vista la condotta quasi sempre encomiabile del pilota.

Per la Force India invece il Gran Premio è stato a due facce, totalmente opposte, della stessa moneta. Starà ai vertici del team decidere se guardare il bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto.