E se Bottas diventasse prima guida?

Sì, lo so, detta così sembra una bestemmia. Ma proviamo per un attimo a ragionare per assurdo…

Ripartiamo dall’immagine di copertina; il botto di Melbourne. Qui Valtteri Bottas perde non solo la sua monoposto in curva 2, ma anche tutta la credibilità di cui aveva goduto l’anno prima, tanto da essere considerato per buona parte della stagione, uno dei pretendenti al titolo.

L’Australia è stata tragica sotto questo profilo per il finlandese, però trasliamola ad oggi. Oggi abbiamo una Mercedes che ancora deve vincere il suo primo gran premio stagionale (non accadeva dal 2013) ed un Hamilton che, se non può fare il front runner, si trova in grande difficoltà. Bottas lo ha nettamente battuto in Bahrain ed in Cina. E’ stato ad un passo dalla vittoria in entrambi i casi, a Sakhir gli sarebbe bastato un solo giro in più per sorpassare Vettel, mentre la Safety Car improvvisa lo ha tradito a Shanghai. E’ vero che in classifica il 4 volte campione del Mondo è davanti (45 punti a 40), ma è altrettanto vero che nelle ultime due gare ha dimostrato (e non è la prima volta in carriera, ndr) che quando non sente la vettura perfetta, è battibile.

Bottas lo ha capito, ha colto la palla al balzo ed oggi, di fatto, sta guidando come fosse la prima guida Mercedes.

Altra prova opaca per Hamilton in Cina e Bottas alle spalle soffia forte

Hamilton in crisi

Rimanendo sulla stretta attualità, il gp di Cina è stato quanto di più anonimo possibile per il campione in carica. Battuto in qualifica, mai competitivo in gara, ancora all’asciutto di vittorie e persino giù dal podio in quest’ultima uscita. Sbaglia il muretto box a non farlo rientrare per cambiare gomme all’uscita della SC, ma non è detto che sarebbe cambiato qualcosa, secondo me poco. Avrebbe passato forse Raikkonen, ma poco altro. La crisi tecnica Mercedes si riflette perfettamente con i risultati del suo miglior pilota mentre, di riflesso, Bottas si trova meglio a guidare una vettura imperfetta. La spinge leggermente oltre il suo limite, fa quello che ad Hamilton non riesce e strappa risultati di prestigio, in una stagione sin qui avara di gloria.

A Shanghai è perfetto; azzecca il via, resiste al tentativo di fuga di Vettel, compie un undercut mostruoso e si mette in testa, dando l’impressione di riuscire ad arrivare al successo senza problemi, ed invece è l’unico che non ha materialmente il tempo di rientrare all’uscita della SC e, nonostante questo, riesce a resistere fino all’ultimo a Ricciardo e porta a casa la seconda piazza d’onore consecutiva e chissà che a Baku non possa trovare la vittoria… A quel punto, il paradosso di cui sopra, potrebbe diventare molto, ma molto reale…