Controsterzo: La paura fa (SF)90.

Se il buongiorno si vede dal mattino…
Beh, non proprio un grande inizio per gli uomini di Maranello.

Partendo dal presupposto che “i punti si assegnano la domenica” (Cit. Kaiser), la prestazione della Ferrari preoccupa, giustamente, i tifosi della rossa.
O forse è quella della Mercedes a preoccupare.

Beh, in ogni caso, il gap non è quello che un po’ tutti ci aspettavamo.

Come sempre, la Formula Uno si conferma uno degli sport più difficili da comprendere dall’esterno (e vi direi che molto spesso anche chi sta dentro ci capisce poco).
Diciamo che a volte, più che scienza, sembra magia.
E le dichiarazioni di Kubica sono un esempio perfetto di quanto sostengo.
“Di colpo la macchina ha iniziato a funzionare e non so perché”.

Datemi qualche secondo per indossare la famosa divisa dell’ingegnere del lunedì e vi spiego la mia personalissima (e quindi soggettiva e inaffidabile) lettura dei fatti.
In breve: mi sembra difficile che la causa sia una sola.

Di sicuro, la spec B che la Mercedes ha portato già nella seconda settimana dei test funziona, eccome se funziona.

Totroll Wolff (questa volta non mi scuso neanche per questo lapsus volontario) ha preso, ancora una volta, tutti in giro.
Altro che 0,5 sec di svantaggio. Questi si sono nascosti come si deve.

Perché 1,2 secondi (la somma di 0,5 sec che dicevano di avere in meno e i 0,7 sec che hanno Hamilton ha dato a Vettel oggi) non li trovi in due settimane.

E qui mi permetto di fare un appunto (A scanso di equivoci, ci tengo a precisare che sono un grande ammiratore di Wolff):

Va bene che vincere è l’unica cosa che conta (frase valida non solo nel calcio) ma che senso ha fare questi giochetti fastidiosi in ogni singolo inizio di stagione? Mettere pressione sugli altri team qualcuno direbbe.
Bwoah (Kimi mode: on), io con questa macchina non ne vedo il bisogno.

Infine, in Ferrari c’è qualcosa che non va.
Io la ipotizzo così:
Nei test ci sono stati problemi di affidabilità dovuti, probabilmente, ad eccessivi surriscaldamenti della PU.
Questo ha portato la Ferrari ad aprire parecchio le pance in maniera tale da migliorare l’evacuazione del calore.
Una soluzione che in teoria dovrebbe portare ad una perdita di parecchi decimi.
Basti pensare che Paddy Lowe disse lo scorso anno che questo era il più grande problema della Williams e che se fossero riusciti a chiudere gli sfoghi delle pance avrebbero guadagnato 8 decimi in un colpo solo!
Ovviamente quello era un caso particolare, la Ferrari ha perso molto meno di 8 decimi, perché non ha dovuto aprire gli sfoghi in misura eguale.

Continuando questa striscia di supposizioni, effettuata questa modifica alla macchina gli ingegneri della rossa potrebbero aver compreso che neanche nel migliore dei casi sarebbero riusciti a fare la pole.

E da qui forse la decisione di non spingere al massimo una PU potente ma fragile.

Aggiungete alla ricetta il fatto che la Ferrari tendenzialmente non sia mai andata forte in qualifica qui a Melbourne, mettete in forno per 20 minuti ed ecco che il pasticcio é pronto.

Non voglio provare a convincervi che le cose siano andate veramente così.
Come ho detto prima, la Formula Uno é impossibile da capire dall’esterno.

In realtà, voglio provare a convincere me stesso.
Perché le altre possibili spiegazioni mi piacciono molto meno.
La prima é che la Mercedes é imbattibile.
La seconda é che la SF-90 sia parente stretta della SF16h, veloce ma troppo sensibile alle temperature. Questo spiegherebbe un miglioramento che nel Q3 é stato decisamente inferiore al solito.

In ogni caso, dovremo aspettare i prossimi appuntamenti
per comprendere se, almeno quest’anno, potremo vedere un titolo assegnato all’ultima gara.

L’ultima volta che due piloti di due squadre diverse hanno lottato per il titolo in quel di Interlagos é stata nel 2012.
Altro che cambiamenti regolamentari, la Formula Uno ha bisogno di questo.