Cosa c’è dietro le ‘fumate’ della Ferrari?

L’enorme quantità di fumo emessa dalle monoposto motorizzate Ferrari ha sollevato molta curiosità all’interno del paddock, risultando uno tra gli elementi più insoliti dei test prestagionali del campionato 2018.

Addirittura si è arrivato ad ipotizzare che la Ferrari usasse questa tecnica per fare in modo che alcuni particolari della vettura restassero nascosti anche agli occhi più esperti, ma non è questo il motivo.

Questa notevole quantità di fumo, vista soprattutto in fase accensione del motore, ed il pennacchio di fumo che si nota distintamente quando la vettura procede a bassa velocità sono semplicemente scarichi vapori, gas e fumi convogliati in un unico canale.

La Ferrari, infatti, avrebbe scelto di convogliare i suoi vapori attraverso un canale integrato nella parte inferiore del suo involucro con struttura antiurto.
La Ferrari ha quindi interpretato diversamente da altri motoristi l’articolo 5.1.12 del regolamento tecnico della Formula 1 che afferma:“Tutti i fluidi di sfiato dell’unità di alimentazione possono solo sfogare nell’atmosfera e devono passare attraverso un orifizio posizionato dietro la linea centrale dell’asse posteriore e meno di 400 mm sopra il piano di riferimento.”
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Questo nuovo scarico sarebbe stato imposto dalla Federazione Internazionale in vista della nuova stagione proprio per evitare che le power unit potessero utilizzare i cosiddetti fluidi di riciclaggio. In precedenza era infatti possibile, tramite particolari valvole di controllo attive, il riutilizzo di fumi e fluidi per aumentare la potenza del motore termico. Inoltre, questo scarico non permetterà all’olio in eccesso di essere immesso in camera combustione, cosa successa nella passata stagione che ha causato parecchi dissapori tra Mercedes e Ferrari nonostante la mediazione della FIA, che impose nuovi limiti di combustione di olio.

Inoltre, quanto visto a Barcellona va valutato anche in ‘ottica meteo’: il freddo e le correnti di aria che passano tra la struttura antiurto ed il diffusore, hanno aumentato la visibilità di questa scia di vapore. Per dirlo in termini semplici, quando accaduto alla Ferrari a Barcellona è un pò quello che accade a tutti noi quando fa freddo: il nostro fiato è caldo e umido e quando entra a contatto con una superficie fredda o con un ambiente freddo, il vapore acqueo presente nel nostro fiato si trasforma in una sorta di ‘nebbia’ che dura giusto qualche secondo.

Altri team hanno optato per posizionare lo sfiato accanto allo scarico e la velocità del fumo in uscita dallo scarico stesso si ‘trascina’ anche lo sfiato dei vapori. Ancora non sappiamo se questa posizione di sfiato sarà quella definitiva o se la Ferrari opterà per qualcosa di diverso durante il campionato, ma la cosa certa è che è sembrata una soluzione abbastanza originale.

Inoltre, la Federazione si è espressa in modo favorevole nei confronti di questa soluzione, con Charlie Whiting che ha affermato: “Il fumo è sicuramente problematico, ma non disturba gli altri piloti quindi va bene. Inoltre sembra che nessuna particella arrivi in pista, quindi la sicurezza non ne risulta compromessa. Situazioni analoghe si sono verificate lo scorso anno con la Toro Rosso quando, in fase di accensione, emetteva un denso fumo dal retro”.