Cosa sta trattenendo Raikkonen in Formula 1?

© Ferrari

Probabilmente l’unica cosa davvero sorprendente, in questi ultimi giorni, del passaggio di Kimi Raikkonen alla Sauber è il fatto che l’Iceman della Formula 1 abbia dato la notizia su Instagram.

In tanti si aspettavano che la fine del secondo stint di Raikkonen alla Ferrari sarebbe stata sufficiente a spingerlo a lasciare completamente la F1. Secondo la maggior parte delle persone, uno come il finlandese, che sembra completamente fregarsene maggior parte delle formalità che derivano dall’essere un pilota di F1 (le apparizioni in TV, gli eventi degli sponsor, le interazioni con i tifosi, etc) difficilmente avrebbe desiderato continuare a sopportare tutto questo senza avere una macchina competitiva.

Il mito è stato ufficialmente sfatato ieri. Il suo passaggio alla Sauber dà seguito all’onda di questo pazzo e imprevedibile mercato 2018, ma ha anche rivelato un qualcosa che dovremmo sempre ricordarci relativamente al buon Kimi.  Raikkonen è un pilota “all’antica”, uno dei pochi nella Formula 1 moderna. Il finlandese avrebbe probabilmente preferito essere nato in un’epoca precedente di questo sport. Ricordiamo quella volta in cui, al Gran Premio di Montecarlo, sfoggiò un casco-tributo del suo idolo James Hunt, di cui ha ammesso sempre di essere stato affascinato dall’archetipo. La reazione di Bernie Ecclestone fu poi perentoria: “F1 Supremo” ordinò a Kimi di rimuovere il casco dedicato a Hunt.

Raikkonen indossa il casco-tributo dedicato a James Hunt nel GP di Montecarlo (PATRICE COPPEE/AFP/GettyImages)

Il paragone con Hunt è calzante: una volta che quest’ultimo vinse il suo unico titolo mondiale, lo stimolo di vincerne un altro non era un richiamo così forte. Hunt the Shunt decise comunque di continuare in Formula 1 per altri anni. Rispetto a Hunt, Raikkonen entrò più giovane in Formula 1: Peter Sauber gli diede una chance nel lontano 2011, nonostante l’allora 21enne proveniente dalla Formula Renault non avesse alcuna esperienza in Formula 1. Kimi ha avuto un’ottima carriera i primi anni, ma dopo il titolo conquistato nel 2007, non si è più replicato.

La sua popolarità in F1 è radicata nella percezione che a Raikkonen non importi nulla. Kimi è impassibile ai capricci di un pubblico sportivo moderno e costantemente sconcertato da quello che ci si aspetta da un pilota moderno di giorno in giorno. Ma chiaramente, nonostante tutti i suoi messaggi radio esilaranti e schietti, tutte le sue risposte borbottate o gli sguardi impassibili davanti a una telecamera, il desiderio di Raikkonen di entrare in una macchina da corsa non è mai diminuito, tantomeno svanito.

Anche se vi sono probabilmente molti altri milioni di motivi (milioni, soprattutto, di euro) per continuare la sua carriera, Raikkonen non era appunto obbligato a continuare. Ricordiamo che nel 2010 e nel 2011 decise di provare nuove esperienze a quattro ruote, scegliendo rally e NASCAR.

La Sauber sembra il posto perfetto per Raikkonen per trascorrere gli ultimi scampoli della sua carriera in Formula Uno. La sede della scuderia di Hinwil, nel canton Zurigo, si trova a due passi dalla sua residenza in Svizzera, dove Raikkonen è cresciuto nella sua carriera da pilota.

Kimi Raikkonen resterà in Formula 1 almeno fino al 2020 dopo aver siglato il contratto con Sauber (Marco Canoniero/LightRocket via Getty Images)

Sotto la sua nuova proprietà e grazie a una stretta collaborazione con Maranello, la Sauber sta godendo di una straordinaria rinascita, con l’ex uomo Ferrari Simone Resta che si è unito all’inizio di quest’anno per supervisionare il reparto tecnico del team sotto la guida generale di Frederic Vasseur.

Nel 2019, la Sauber disporrà di una macchina da corsa piuttosto competitiva, che potrà piazzarsi dietro le tre grandi Ferrari, Mercedes e Red Bull. Raikkonen ha la possibilità di guidare la Sauber, tornando alle origini, e potendo tornare ad essere primo pilota.

Raikkonen non avrebbe mai potuto vincere il titolo con in squadra un pilota come Sebastian Vettel. Il suo stato di forma (Kimi è terzo nel mondiale) è stato uno dei motivi che ha fatto pendere l’ago della bilancia su una permanenza nel circus. La Formula 1 stessa beneficerà della presenza dell’Uomo Ghiaccio, un personaggio anticonvenzionale, oseremmo dire “vecchio stampo”, che ha ancora tanto da dare a questo mondo.