Debacle Red Bull

Dopo il successo in Austria, la Red Bull sembrava essere diventata la terza incomoda nella lotta per il mondiale. O almeno questo era il tenore delle dichiarazioni giunte da Milton Keynes. Dopo una sola settimana, tutto l’ottimismo è andato a farsi benedire, in un GP Gran Bretagna che è stato il peggiore, in termini di rendimento, delle ultime due stagioni. Distacchi in qualifica che sono andati oltre il secondo, una costante sensazione di inferiorità, malgrado alla vigilia l’ormai famigerato telaio di Newey veniva considerato la chiave vincente nel destreggiarsi in mezzo alle velocissime curve di Silverstone.

In realtà i fatti sono andati in maniera diametralmente opposta, con Ricciardo ancora costretto a girare con il motore di una Renault 5 del 97 e Verstappen che malgrado la PU evoluta che gli ha permesso grandi risultati dal Canada in poi, appiedato nei giri finali.

Insomma un disastro che si può ripetere in Germania, dove finalmente cambieranno il motore a Big Smile che per tener fede al suo soprannome ha dichiarato “Partirò dalla foresta” alludendo alle penalità che gli saranno inflitte per la sostituzione e con Max che si è lasciato andare a dichiarazioni pesantissime “In rettilineo sembrava di essere di un’altra categoria” lasciando intendere che il motore Renault sia davvero troppo indietro per poter competere con gli altri, soprattutto Ferrari che sta facendo vedere con Haas e Sauber di avere una marcia in più.

Adesso arrivano Hockenheim e Hungaroring, due piste sulla carta più propense alla Red Bull che però non potrà mettersi il minimo errore, anzi…