ESCLUSIVA | INTERVISTA A DANIIL KVYAT: “Approcciamo Monza come una pista difficile”

BUDAPEST, HUNGARY - AUGUST 04: Daniil Kvyat of Russia and Scuderia Toro Rosso on the drivers parade before the F1 Grand Prix of Hungary at Hungaroring on August 04, 2019 in Budapest, Hungary. (Photo by Mark Thompson/Getty Images)

“Approcciamo Monza come una pista difficile per la macchina, nonostante la nuova PU”.

“Cadere sette volte, rialzarsi otto” non è soltanto un famoso proverbio giapponese, ma anche un perfetto sunto del percorso di Daniil Kvjat, pilota russo della Toro Rosso, ad oggi ottavo nella classifica mondiale. Più volte vi abbiamo raccontato la montagna russa (gioco di parole involontario) che è stata la sua carriera fin qui. Una carriera segnata da tre eventi principali: la retrocessione dalla Red Bull alla Toro Rosso nel 2016, l’esclusione dal programma piloti Red Bull nel 2017 e poi lo splendido ritorno quest’anno, sempre in Toro Rosso, dove tutto era cominciato; con tanto di podio ad Hockenheim, alla faccia dei detrattori.

Lo scorso giovedì la Toro Rosso, che ringraziamo, ci ha concesso 10 minuti di intervista esclusiva con Daniil, nello splendido motorhome del gruppo Red Bull.

Questa può essere considerata la tua seconda gara di casa (Daniil si è trasferito in Italia nel 2007 ed ha vissuto a Roma per 10 anni circa), dopo la gara a Sochi che arriverà più avanti, come pensi di affrontarla?

Si questo è un gran premio speciale, sia per me che per il team (la Toro Rosso ha sede a Faenza, ndr). Cercheremo di ottimizzare già da domani la macchina per questa pista che a vederla sembra semplice, ma in realtà ci sono tante cose da capire e non è mai facile da affrontare. Cercheremo di ottimizzare l’auto per questa pista che in passato per noi è stata molto difficile.

Le previsioni per domenica sono parecchio incerte, e la minaccia che la pioggia mischi le carte è reale. In passato abbiamo visto delle ottime prestazioni da parte tua sul bagnato, vedi podio ad Hockenheim. Pensi di avere un feeling migliore sul bagnato?

Io penso che il podio di Hockheneim lo abbiamo conquistato grazie ad un’ottima gestione della gara, sia da parte mia, senza errori, che da parte del team, a livello strategico. E’ stato più dovuto a questi fattori che alla velocità in sé e per sé. Abbiamo azzeccato il momento ideale per passare alle gomme slick e questo ci ha portato il podio. Poi sull’asciutto negli ultimi 10 giri la macchina è andata fortissimo e siamo riusciti a tenere tutti i nostri competitors dietro di noi. Ovviamente Seb non è un nostro competitor (ride, ndr) e ci ha passato facilmente. Ma non aveva senso lottare con lui.

Pensi che con la power unit Honda di quest’anno, che abbiamo visto essere molto competitiva, possiate raggiungere un risultato migliore rispetto alle delusioni degli anni precedenti su questa pista? (negli ultimi 3 anni, per esempio, sono soltanto 2 i punti ottenuti dalla squadra, ndr)

In teoria la approcciamo comunque come una pista che sarà difficile per noi. Poi se non si rivelerà così difficile come nel passato, meglio così, piuttosto che aspettarsi che tutto andrà bene e poi ritrovarsi delusi dal risultato. Quindi siamo pronti per un weekend difficile, se poi abbiamo qualcosa in più dal motore e dalla macchina, rispetto al passato, allora è un bonus.

MONZA, ITALY – SEPTEMBER 07: Daniil Kvyat driving the (26) Scuderia Toro Rosso STR14 Honda on track during final practice for the F1 Grand Prix of Italy at Autodromo di Monza on September 07, 2019 in Monza, Italy. (Photo by Lars Baron/Getty Images)

Abbiamo visto che è stata introdotta a Spa una nuova power unit sulla tua monoposto. Ci confermi che si tratti della nuova evo, quella che per esempio Verstappen monterà a partire da questo weekend?

Si, è lo stesso motore che monteranno gli altri. Ci ha portato un po’ di performance, non tantissima ma abbastanza da giustificare la penalità che riceveremo (sulla sua macchina sono state superati i limiti sul numero di componenti per stagione, ndr).

Una domanda legata alla situazione di Gasly (retrocesso dalla Red Bull alla Toro Rosso prima di Spa). Hai vissuto una situazione simile nel 2016. Dopo la tua retrocessione ci fu un calo nella tua performance. Hai perso anche il posto in Toro Rosso e sei passato a lavorare al simulatore Ferrari. Adesso sembri ritornato al massimo della tua forma. Cosa è scattato in quel periodo lontano dalla pista? Cosa ti ha permesso di ripartire e riscattarti?

E’ un po’ difficile confrontare le due situazioni, che comunque sono molto diverse. Per lui la Toro Rosso è ancora la sua macchina di riferimento. Alla fine l’ha guidata fino all’anno scorso ed ha fatto poco più di 10 gare con la Red Bull. Ho visto che si è adatto subito e non penso che avrà molti problemi con la vettura. Invece per me era completamente diverso, avevo già fatto un anno e mezzo con la Red Bull e mi ero dimenticato completamente come guidare una macchina del genere (da centro gruppo, ndr). Quindi è stato diverso. Poi mentalmente ognuno la vive a modo proprio. Io le mie cose le tengo per me. Se io dico che ho fatto qualcosa in particolare, non è detto che funzionerà anche con lui.

Nonostante Albon sia stato promosso al fianco di Verstappen, è stato confermato che nulla è deciso per il prossimo anno e che sia tu che Gasly siete ancora in lizza per quel sedile. Questa situazione ti mette più pressione rispetto al solito?

No, anzi, se è così mi motiva e basta. Non c’è niente deciso per il 2020. Il mio lavoro non cambia. Già da Spa, la prima gara dopo questa decisione, ho fatto uaa buona gara. Come sempre ragiono gara per gara e poi si vedrà cosa succede in futuro. Con la Red Bull è sempre tutto molto aperto!

Nel 2021 arriverà la prossima rivoluzione tecnica ed uno dei cambiamenti più significativi riguarda le gomme che passeranno da 13” a 18”. Pensi che questo possa cambiare notevolmente la dinamica della vettura e la guida della stessa?

Io guido quello che mi danno da guidare (ride, ndr). Se loro fanno un cambio così importante ci sarà un motivo. Spero che ci sia! Il problema più grande di questo sport è che per ora ci sono tre squadre che danno un giro alle altre. Non è bello da vedere, in Moto Gp per esempio non succede. Io spero che questa situazione cambi e che si lavori su questo.

A proposito di ciò, quest’anno le ali anteriori e posteriori sono state modificate per favorire lo spettacolo in pista. Qual è la tua sensazione rispetto al 2017, credi che sia più facile seguire adesso?

Da quello che sento io, magari è un po’ meglio rispetto al passato. Ma non è abbastanza, perciò c’è ancora da lavorare e credo che per il 2021 si stia lavorando su questo.

Qualche settimana fa abbiamo visto alcuni scatti del prototipo sul quale si sta lavorando per il 2021, ti piace la vettura dal punto di vista estetico?

Bisogna vederlo con le livree e con i colori, ma si, a prima vista sembra davvero molto bello!

Ringraziamo Daniil e la Toro Rosso per la disponibilità e per la loro cortesia!