Road to F1 2018; what’s new

Mancano due mesi esatti al primo rombare dei motori nel consueto appuntamento inaugurale di Melbourne, e l’attesa degli appassionati continua a crescere. A 60 giorni dal via, dunque, andiamo a vedere quali saranno gli appuntamenti che ci accompagneranno fino all’inizio di questo mondiale F1 2018 e cerchiamo anche di scoprire qualcosa in più rispetto a quel che ci aspetta in vista di un’altra stagione che si preannuncia avvincente, forse anche più del 2017.

Welcome Halo

Ormai la notizia è ufficiale da diversi mesi per cui non è nemmeno più una novità in senso stretto. Però rimane la grandissima curiosità nel vedere le nuove monoposto con questa che è, senza dubbio alcuno, una rivoluzione epocale nel campo della Formula 1. Parliamo ovviamente dell’Halo, il nuovo sistema di sicurezza che dovrebbe garantire la sicurezza dell’unico punto scoperto del corpo dei piloti; la testa.

Nel corso dell’ultimo campionato abbiamo visto diversi test al venerdì con questo sistema montato sulle monoposto, ma un conto è il test, un altro è vedere la nascita di una monoposto concepita per avere l’Halo come parte integrante del progetto. La nostra curiosità dovrà ancora pazientare un mesetto circa, considerando che Ferrari Mercedes  scopriranno il telo solo il 22 febbraio (si marcano strette anche in questo le due massime potenze, presentando l’auto lo stesso giorno, ndr). La rinnovata McLaren Renault si mostrerà in tutto il suo splendore (si parla di una livrea arancione/bianco/nera) il 23, mentre la Toro Rosso il 25. Ancora non si sa nulla sulle altre vetture, in particolare la Red Bull che spera di riacquisire competitività e colmare il gap con le due capofila.

Bienvenue Paul Ricard

A proposito di novità, non può che farci piacere il ritorno del Circus in Francia. L’ultima volta fu nel 2008 a Magny-Cours con la vittoria della Ferrari di Felipe Massa. Dopo 10 anni esatti, si torna quindi in terra transalpina, ma non più in Borgogna, si fa un salto che ci riporta direttamente agli anni ’80, perché si corre a Le Castellet, sullo storico circuito Paul Ricard teatro di gran premi memorabili e dove, curiosamente, anche qui l’ultimo successo è di marca Ferrari.

Era il 1990 ed a vincere fu il Professore Alain Prost. Circuito totalmente rinnovato quello provenzale, che adesso misura 5861 metri ed è famoso soprattutto per la curva Signes, una destra velocissima che ricorda la 130R di Suzuka (anche se in quel caso la curva è a sinistra). Nella nuova versione, invece, non ci sarà il lunghissimo e celeberrimo rettilineo Mistral, che precede direttamente la Signes, ma è stato spezzato in due da una chicane. Appuntamento dunque il giorno di San Giovanni, il 24 giugno per rivedere i bolidi correre a Le Castellet. Sempre rimanendo in ambito di tracciati, ritorna Hockenheim, mentre saluta definitivamente Sepang come già annunciato nel corso dello scorso campionato. In totale saranno dunque 21 le gare, contro le 20 del 2017 e cambia un po’ anche l’ordine. Ad esempio Baku è stata inserita come 4a gara al posto di Sochi (che ritroviamo il 30 settembre al posto proprio di Sepang), mentre Bahrain e Cina sono state invertite rispetto all’anno passato, quindi si correrà prima a Sakhir e dopo a Shanghai.

Ferrari a passo lungo?

Quel che ci è rimasto del 2017, e soprattutto dell’infinito duello Ferrari-Mercedes, stava nella differenza di progetto, con la monoposto tedesca dotata di un passo lunghissimo che l’ha portata ad essere imbattibile sulle piste veloci (Silverstone su tutte) ed in grande difficoltà sui tracciati cittadini (Monaco e Singapore in particolar modo) dove invece la Ferrari si è dimostrata ben più competitiva. Eppure pare che a Maranello, per questa nuova Ferrari 669 vogliano “copiare” gli avversari tedeschi. Non crediamo si arriverà alla lunghezza del passo Mercedes (che lo scorso anno era almeno 15 cm più lungo di tutte le altre, ndr) ma sicuramente la distanza sarà minore, magari nell’ordine di 10 cm o giù di lì. Questo cosa cambierà? Sicuramente un vantaggio minore nei tracciati tipo Monte-Carlo, ma al tempo stesso una riduzione del gap nelle piste dove bisogna portare tanta velocità in curva, tra i quali si annovera anche il Paul Ricard.

F1 2018, Hamilton ancora campione?

In conclusione, rimane l’ultima domanda da porsi; Lewis Hamilton sarà ancora campione del Mondo, raggiungendo così Fangio a quota 5 titoli, oppure lo scalzerà dal trono Sebastian Vettel e la Ferrari? Direi che abbiamo un anno intero per scoprirlo, così come avremo un anno intero per capire se sarà una lotta a due, oppure si inseriranno nella bagarre le Red Bull di Ricciardo Verstappen che possono scombinare e non poco i piani e, soprattutto, attenzione ad un certo Fernando Alonso che se ben supportato dal nuovo motore Renault, potrà farci vedere qualche numero dei suoi…