F1, promossi e bocciati del Gran Premio del Bahrain.

GP DEL BAHRAIN Voto 10
Se dopo aver visto questa gara c’è ancora chi sostiene che la Formula 1 sia noiosa allora è bene che cambi sport senza importunare chi invece ieri ha rischiato di infartare davanti allo schermo. Gli ultimi dieci giri sono soltanto l’apice di una gara che ha vissuto di sorpassi spettacolari, manovre al limite e strategie incrociate che hanno reso incerto fino all’ultimo metro il risultato del Gran Premio. Il Bahrain non delude mai.

SEBASTIAN VETTEL Voto 10
10 come le vittorie ottenute per il Cavallino Rampante, 10 come gli ultimi giri in cui Seb pensava di non farcela e invece ha resistito alla grande all’assalto di Bottas grazie a una gestione perfetta delle gomme Soft.
Superlativa la pole di Sabato, non facile ritrovare la concentrazione dopo l’errore del primo tentativo, gara sontuosa la Domenica, probabilmente la miglior gara della carriera. Se la macchina continuerà ad assecondarlo come in queste due prime uscite sentiremo tante altre volte l’inno di Mameli risuonare sul podio.

VALTTERI BOTTAS Voto 8
Rispetto alla prova opaca di Melbourne questa gara rappresenta per il finnico un enorme sospiro di sollievo, per tutto il weekend Valtteri ha fatto registrare gli stessi tempi di Hamilton se non più veloci.
Dopo un’ottima partenza in cui, sfruttando il lato pulito della griglia, sopravanza il connazionale Raikkonen, non riesce a tenere il passo di Vettel nel primo stint. La “finta” del muretto Mercedes trae in inganno la Ferrari e permette a Bottas di rientrare dopo Vettel montando gomme medie e andando su una sola sosta, tuttavia nella parte centrale di gara il #77 gestisce forse troppo le gomme accumulando sette secondi di ritardo che, anche se azzerati a due giri dalla fine, peseranno sull’esito finale. Discutibile anche la strategia adottata all’ultimo giro, se non avesse tirato una staccata disperata in curva 1 avrebbe potuto probabilmente attaccare Vettel nella seconda zona DRS.

LEWIS HAMILTON Voto 7.5
Dopo la beffa di Melbourne era il grande favorito per la vittoria qui a Sakhir ma i piani si complicano già al venerdì, quando è costretto alla sostituzione del cambio e a cinque posizioni di penalità sulla griglia.
In qualifica, forse per colpa della penalità da scontare, non ha la solita cattiveria e si qualifica solamente quarto (nono sulla griglia), alla partenza è bravo a tenersi lontano dai guai ma al giro 2 l’uragano Verstappen si abbatte su di lui buttandolo fuori pista, Lewis però mantiene la sua traiettoria bucando involontariamente la posteriore sinistra dell’olandese.
Regala spettacolo nel triplo sorpasso dopo la ripartenza dalla Virtual Safety Car, dopo la sosta sembra avere in mano una concreta possibilità di vincere incredibilmente il Gran Premio ma nell’ultima fase non trova il passo per ricucire il gap sul compagno Bottas e tantomeno su Vettel.

PIERRE GASLY Voto 9.5
Un weekend da sogno per il francesino, nominato a furor di popolo “Driver of The Day”, che si candida prepotentemente a sostituire il probabile partente Ricciardo alla casa madre Red Bull.
Dopo un venerdì estremamente consistente, il #10 si inventa un sesto tempo straordinario in qualifica e in gara, dopo aver addirittura scavalcato Ricciardo alla partenza, si guadagna il titolo di “best of the rest” girando su tempi inavvicinabili per il gruppetto dietro di lui formato da gente come Alonso,Hulkenberg ecc.
A fine gara la piccola Toro Rosso coglie il suo secondo miglior risultato di sempre (dopo la vittoria di Vettel a Monza nel 2008) ma soprattutto dà più di 30 secondi di paga a case ufficiali come la Renault e, soprattutto,la McLaren che forse ha lasciato andare troppo presto i motoristi nipponici. Goduria pura per la Honda.

KEVIN MAGNUSSEN Voto 8
Kevin sperava di potersi riprendere ciò che gli era stato tolto a Melbourne ma ha trovato un’inaspettata Toro Rosso sulla sua strada.
La sua gara è comunque ottima, conferma la Haas come vera rivelazione di questo campionato e soprattutto arriva anni luce davanti al più blasonato compagno Grosjean con cui sfiora anche la collisione in uscita dai box.

NICO HULKENBERG Voto 7.5
Quest’anno per la Renault dovrebbe essere quello del ritorno per lo meno sul podio, ma finora la RS18 non ha risposto alle attese e Nico anche in questo weekend è stato l’unico a “portare il pane” a casa della Losanna.
Non può fare nulla contro Gasly e Magnussen ma è il primo del suo gruppetto e, soddisfazione non da poco vista la supremazia di Ferrari e Mercedes su tutte le altre, l’ultimo dei piloti a pieni giri.

FERNANDO ALONSO Voto 7
Forse la gara Australiana aveva un po’illuso anche la stessa McLaren ma la prima vera gara su un circuito permanente ha sentenziato che a Woking c’è ancora molto lavoro da compiere.
Per Fernando la qualifica è un mezzo disastro ma come al solito lo spagnolo ci mette una pezza la Domenica con una grande partenza, si ritrova addirittura davanti ad Hamilton, che gli consente di navigare in zona punti per il resto della gara anche se senza la possibilità di attaccare i piloti che lo precedevano. Chissà cosa avrà pensato nel vedere la grande festa di casa Toro Rosso.

STOFFEL VANDOORNE Voto 7
Qualifica sottotono così come quella del compagno di box, la partenza non è perfetta come quella di Nando ma Stoffel si guadagna lo stesso voto dello spagnolo grazie alla rimonta consistente effettuata durante la corsa e chiusa con il sorpasso su Ericsson a pochi giri dalla fine.

MARCUS ERICSSON Voto 8.5
La gara che non ti aspetti dal pilota che non ti aspetti: la Domenica di Marcus potrebbe essere racchiusa in queste poche parole.
Dopo una buona qualifica, in cui si tiene dietro il fenomeno (?) Leclerc e le due Williams, Ericsson mette in pista la gara della vita effettuando una grande partenza che gli permette di guadagnare 4-5 posizioni. Da lì è bravissimo a tenere il contatto con il gruppo dei punti e, sfruttando il ritiro delle Red Bull e lo stato di forma pessimo delle Force India, ottiene due punti che sono come una vittoria per un team (la Sauber) che era abituato ormai dal 2015 a navigare a vista nelle ultime posizioni.
La collaborazione con Alfa Romeo può finalmente proiettare il team di Hinwil verso un futuro roseo, anzi rosso Alfa.

ESTEBAN OCON Voto 6.5
Sembrano lontanissimi i tempi in cui Esteban e Checo Perez se le suonavano di santa ragione a ridosso dei top team. Con una macchina che è solo l’ombra della vettura dello scorso anno, Ocon è bravissimo ad entrare in Q3 al sabato e a condurre una gara pulita alla domenica che gli consente di ottenere un punticino che di questi tempi è il massimo che la Force India può ottenere.

CARLOS SAINZ Voto 5.5
Se a Melbourne Carlos era stato giustificato dai problemi intestinali patiti durante la gara, stavolta non ci sono scusanti per la prestazione sottotono offerta qui in Bahrain.
Dopo una qualifica accettabile, in cui entra in Q3 pur pagando quasi mezzo secondo rispetto ad Hulkenberg, è autore di una gara anonima in cui perde la zona punti mentre il vicino di box canta e porta la croce in settima posizione.

CHARLES LECLERC Voto 5.5
Senza la super prestazione del vicino di box il voto sarebbe stato probabilmente più alto, ma considerando dove Ericsson (con tutto il rispetto, non certo un fenomeno) è riuscito a portare l’Alfa-Sauber la prestazione del monegasco non può essere considerata positiva.
In qualifica commette un errore banale che gli brucia l’ultimo tentativo, in gara ha l’unico merito di non commettere errori ma il tempo dell’apprendistato è agli sgoccioli.

ROMAIN GROSJEAN Voto 5
Weekend sottotono per il francese, eliminato addirittura in Q1 in qualifica e autore di una gara ben lontana dai tempi del compagno di squadra Magnussen che non gli permette di entrare in zona punti.

LANCE STROLL e SERGEY SIROTKIN Voto 4
Voto in tandem per i due giovani piloti della Williams perché il disastro è collettivo, la squadra di Sir Frank è letteralmente colata a picco rispetto al 2017 e i piloti non fanno nulla, eccetto lamentarsi, per venir fuori da questo inferno. La promozione a titolare di Robert Kubica sembra sempre più necessaria per la sopravvivenza del team, considerata la situazione finanziaria.

SERGIO PEREZ Voto 5.5
In qualifica manca la qualificazione alla Q3 in favore del compagno di squadra, in gara le sue speranze di rivalsa vengono fiaccate dall’entrata di Hartley alla partenza. Tuttavia nel resto della gara si dimostra abbastanza fiacco e abbandonato al suo destino. Urge una ripresa fra 7 giorni a Shanghai.

BRENDON HARTLEY Voto 5
Peccato per quell’erroraccio allo start che gli è costato 10 secondi di penalità perché avrebbe potuto completare la giornata di gloria della Toro Rosso. In qualifica, pur mancando la Q3 centrata da Gasly, ottiene un ottimo undicesimo tempo che però viene vanificato allo start.
Si dimostra comunque combattivo e potrà farsi valere nelle prossime gare se la Toro Rosso si manterrà su questi livelli.

KIMI RAIKKONEN Voto 6
Accarezza il sogno della pole per tutto il weekend finché l’amico Seb si mette in modalità cannibale e gliela soffia all’ultimo tentativo.
Alla partenza non può fare molto nei confronti di Bottas, partito dal lato pulito che su una pista immersa nel deserto è un gran bel vantaggio, ma dopo la prima curva il Kimi combattivo visto in questa prima parte di stagione si addormenta e si limita a fare il compitino.
La sua gara finisce con il tragico pit-stop e con l’infortunio di Francesco Cigarini (auguri di pronta guarigione).

MAX VERSTAPPEN Voto 3
Max continua nel suo pessimo stato di forma in questo inizio di 2018 distruggendo la macchina al sabato, in una fase nemmeno troppo concitata come il Q1, e riproponendo l’entrata alla Verstappen, questa volta ai danni di Hamilton.
Esce con le ossa rotte dal Bahrain ma, a giudicare dalle solite dichiarazioni da delirio di onnipotenza del post gara, sembra continuare a non imparare la lezione.
Un vero peccato, perché con un po’ di concentrazione in più e un po’ di arroganza in meno, questo ragazzo potrebbe arrivare davvero lontano.

DANIEL RICCIARDO S.V.
Fa quel che può in qualifica, in gara è bravo a riprendersi subito la posizione persa allo start su Gasly, complice il lato sporco, ma la macchina si spegne improvvisamente in regime di Virtual Safety Car.
Daniel non può fare altro che parcheggiare e pensare alla prossima.