F1, Promossi e Bocciati del Gran Premio dell’ Azerbaijian.

GP DELL’ AZERBAIJIAN Voto 9
La pista di Baku si conferma una delle meglio riuscite della nuova generazione e per il terzo anno consecutivo ci regala un Gran Premio ricco di sorpassi e colpi di scena. Il finale è un vero e proprio thriller in cui succede tutto e il contrario di tutto e ci lascia in eredità tre vincitori diversi nelle prime quattro gare di questo super Mondiale 2018.

DIREZIONE GARA Voto 2
Una menzione speciale va fatta questo weekend alla direzione gara che ha preso diverse decisioni quantomeno discutibili: in occasione del contatto tra le due Red Bull la Safety Car viene chiamata in pista e, nonostante le due macchine siano abbondantemente fuori dalla traiettoria, rimane in pista per diverso tempo. Giusto, colpa dei detriti! Ma sarebbe stato opportuno ripulire anche gli altri settori di pista nel frattempo, visto che sarà proprio colpa di un detrito se Bottas forerà in piena accelerazione qualche giro più tardi e perderà la gara. Inoltre in occasione dello stop di Grosjean abbiamo avuto per diversi giri un camion in pista con le macchine che passavano a pochi metri dal mezzo pesante: la lezione dell’incidente di Bianchi è già stata dimenticata? Bene ha fatto Lewis Hamilton a lamentarsi via radio e a chiedere la bandiera rossa. A Baku insomma la Race Direction è apparsa poco attenta,poco efficiente e poco tempestiva nelle decisioni compromettendo la sicurezza dei piloti e, nel caso di Bottas, anche il risultato finale.

LEWIS HAMILTON Voto 8
Questo doveva essere il weekend del riscatto per la Mercedes e lo è stato ma forse non nel modo in cui l’inglese sperava. In qualifica non riesce a battere Vettel, in gara rimane sempre a debita distanza e nel tentativo di chiudere il gap spiattella le gomme anteriori nella frenata di curva 1 costringendo il team a richiamarlo prima del tempo.
Nel finale si vede regalata la vittoria su un piatto d’argento dall’errore di Seb e dalla foratura del compagno Bottas ma ha comunque il merito di non commettere errori e di riportarsi in testa al Mondiale.

KIMI RAIKKONEN Voto 7
Il suo weekend viene compromesso già dalle qualifiche quando butta via la pole con un errore, che non è nemmeno l’unico, in uscita da curva 16.
Alla partenza come al solito non è abbastanza cattivo e si fa infilare da Ocon con cui entra in contatto, senza colpe, poche curve dopo.
Rientra ai box, monta gomme Soft e risale fino alla sesta posizione, poi l’harakiri delle Red Bull e del compagno Vettel gli consegnano, insieme alla foratura di Bottas, un secondo posto che per come si erano messe le cose vale oro ed è grazie ai suoi punti se la Ferrari può tornare in testa alla Classifica Costruttori.

SERGIO PEREZ Voto 8
Quando la Safety Car rientra dopo il caos iniziale Sergio è addirittura 17°: questo fa capire quanto valga il suo podio, il secondo in tre edizioni qui a Baku.
Il messicano si guadagna questo risultato con una gara solida e con un finale lucidissimo in cui riesce a passare Vettel e poi a tenerlo a bada negli ultimi due giri nonostante la differenza di prestazioni fra le macchine e lo svantaggio della mescola Super Soft rispetto alle Ultra del tedesco.

SEBASTIAN VETTEL Voto 6.5
Se a Shanghai aveva pochissime colpe per la vittoria sfumata, qui a Baku Seb ha le stesse responsabilità del muretto, che per l’ennesima volta non riesce a leggere la gara e sbaglia di nuovo strategia montando gomme Soft quando mancavano meno di 20 giri al termine della corsa.
Il tentativo di sorpasso su Bottas è eccessivo, inutile girarci intorno: ci sarebbe potuto stare se fosse stata l’ultima curva dell’ultima gara del Mondiale ma non in questa fase. Peccato perché per la seconda volta consecutiva viene vanificata non solo la Pole Position ma una prima parte di gara da assoluto padrone: in Ferrari bisogna metter mano immediatamente alla gestione delle strategie in gara perché è ormai chiaro che c’è qualcosa che non funziona.

CARLOS SAINZ Voto 7.5
Dopo un inizio di stagione opaco Carlos si ritrova e nei primi giri svernicia le due Red Bull, anche grazie alle mescole Ultra Soft, issandosi in quarta posizione. Deve però rientrare presto per il pit-stop e rimane un po’ imbottigliato nel traffico finchè la Safety car e il pazzo finale gli permettono di agguantare un ottimo quinto posto, il miglior biglietto da visita in vista della sua gara di casa a Barcellona.

CHARLES LECLERC Voto 8
Tutti chiedevano a Leclerc, dopo un inizio di stagione fatto più da ombre che da luci, di far vedere di che pasta è fatto e il monegasco ha risposto alla grande: ottima qualifica in cui centra l’accesso in Q2 e gara magistrale in cui non commette errori mentre intorno a lui succede il finimondo. Alla fine deve cedere all’attacco di Sainz ma si toglie la soddisfazione, e che soddisfazione, di chiudere davanti al mostro sacro Alonso.

FERNANDO ALONSO Voto 7.5
Gli andrebbero dati dei punti anche solo per aver percorso un intero giro di pista su due ruote vista la foratura dell’anteriore e della posteriore destra. Recupera al meglio che può con il fondo danneggiato e alla fine i punti arrivano grazie ai disastri che succedono davanti a lui. Quel che è certo è che la McLaren è ben lontana dagli obiettivi che si era prefissata e che ancora una volta è il pilota di Oviedo a tirare avanti la baracca.

LANCE STROLL Voto 6.5
Sulla pista in cui lo scorso anno aveva colto il primo podio in carriera il canadese trova un ottavo posto che sulla carta è un risultato positivo ma che, vista la posizione di partenza e i vari ritiri davanti a lui, sarebbe potuto essere sicuramente migliore. Anche se è mancata un po’ di cattiveria in più durante la corsa il suo rimane comunque un weekend positivo, speriamo che non rimanga solo un caso isolato.

STOFFEL VANDOORNE Voto 6
Il pilota belga salva con gli ultimi tre giri un weekend che era stato fino a quel momento disastroso: guadagna cinque posizioni in pochi chilometri e si prende due punti che sono una ricompensa inaspettata dopo un weekend passato a litigare con la sua McLaren.

BRENDON HARTLEY Voto 6
Vince la volata con Ericsson che vale l’ultimo punto disponibile, per lui è il primo punto in carriera in Formula 1 che arriva dopo un weekend in cui la Toro Rosso soffre soprattutto il lungo rettilineo della pista azera. Una piccola ammonizione per il pasticcio del sabato in cui rimane praticamente fermo in mezzo alla pista e viene quasi centrato, di nuovo, dal compagno di squadra Gasly.

MARCUS ERICSSON Voto 4
In qualifica chiude anni luce dietro al compagno di squadra Leclerc, in gara viene inquadrato soltanto una volta in occasione di un lungo. Dopo la buona prestazione del Bahrain il vuoto più assoluto.

PIERRE GASLY Voto 6
Anche a Baku la Toro Rosso non ha il passo degli altri team di centro gruppo ma, nonostante il 17° tempo in qualifica, il francese riesce,con una grande partenza e sfruttando il caos davanti a lui, ad entrare in Top 10. Tuttavia la sua PU Honda non regge il confronto con la concorrenza sul lungo rettilineo e viene superato praticamente da tutti, nel finale un incidente con Magnussen ne compromette definitivamente la gara.

KEVIN MAGNUSSEN Voto 5
La Haas sembra aver ripreso il passo del gambero degli ultimi anni e Kevin non riesce a replicare le buone prestazioni di inizio stagione. Soffre sia in qualifica, dove non riesce a trovare il tempo in Q2, che in gara dove non riesce mai a lottare per i punti e nel finale entra in collisione con Gasly.

VALLTERI BOTTAS Voto 9
L’avrebbe meritata questa vittoria, dopo una qualifica e una prima parte di gara all’ombra delle due superstar Vettel ed Hamilton esce alla distanza con un mostruoso stint su Super Soft. La collisione causata dalle due Red Bull sembra consegnargli la vittoria ma alla ripartenza suda freddo quando vede la Ferrari sfilare all’interno, un detrito lasciato colpevolmente in traiettoria dalla direzione gara provoca la foratura e il ritiro a tre giri dalla fine oltre a una valanga di rimpianti.

ROMAIN GROSJEAN Voto 4.5
Imperdonabile per un pilota della sua esperienza l’errore commesso in regime di Safety Car, ma questo è stato soltanto l’epilogo di un weekend, l’ennesimo, in cui Romain è apparso di nuovo l’ombra del pilota consistente e veloce che conoscevamo fino allo scorso anno.

MAX VERSTAPPEN e DANIEL RICCIARDO Voto 5
Difficile dire di chi sia la colpa dell’incidente che ha cambiato le sorti di questa gara, probabilmente ha ragione la Direzione Gara nel giudicare entrambi colpevoli: Max cambia direzione quando era già in Frenata ma Daniel cerca di infilarsi in uno spazio che non c’è. Peccato perché i due fino a quel momento ci avevano regalato un duello duro ma sostanzialmente corretto ma alla fine l’unica cosa che si portano a casa è una tirata d’orecchie da parte di Horner.

NICO HULKENBERG Voto 5.5
Per ciò che stava facendo fino al fatale tocco con il muro meriterebbe lo stesso voto del vicino di box, ma il sovrasterzo che stampa la sospensione posteriore sinistra contro il muro è un errore che Nico non doveva fare in una gara in cui le Renault erano in scioltezza in quarta e quinta posizione.

ESTEBAN OCON Voto SV
Bravo in qualifica e alla partenza quando guadagna una posizione su Raikkonen, un po’ meno in curva 3 quando chiude la porta in faccia al finlandese quando ormai è troppo tardi: il risultato è un volo sulle barriere che sancisce la fine della sua gara. Peccato perché, visto dov’è arrivato Checo Perez, ci avrebbe fatto sicuramente divertire.

SERGEY SIROTKIN Voto SV
Fino alla domenica il suo weekend è esattamente speculare a quello di Stroll, nelle prime concitate fasi di gara si trova nel posto sbagliato al momento sbagliato e la sua gara finisce lì. Il russo comunque sta dimostrando di non essere assolutamente inferiore al compagno di box, anzi.