F1, Promossi e Bocciati del Gran Premio della Cina.

Le pagelle del Gran Premio numero 1000 della Storia della F1.

GRAN PREMIO DELLA CINA Voto 8 Non è stata una gara dai fuochi d’artificio come in Bahrain ma comunque abbiamo visto alcuni bei sorpassi soprattutto grazie a Raikkonen e bei duelli come quello tra Vettel e Verstappen. Con una Mercedes che ha dominato qui come a Melbourne era difficile aspettarsi di più.

LEWIS HAMILTON Voto 9 Ancora una volta recupera da un venerdì non perfetto, quando si inizia a fare sul serio Lewis c’è sempre. In qualifica si fa soffiare la pole position da Bottas per pochi millesimi ma si riprende la testa della corsa con una partenza perfetta. Da quel momento in poi gestisce la gara alla perfezione e mantiene il compagno di squadra sempre a distanza di sicurezza. Entra ancora di più nella storia della Formula 1 vincendo il gran premio numero 1000 della Storia.

VALLTERI BOTTAS Voto 8.5 Perde la gara per un errore alla partenza, di solito il suo punto forte. Tuttavia il finlandese può sorridere perché dopo il giro a vuoto di Sakhir, in cui non aveva avuto il passo di Hamilton, è tornato a dargli filo da torcere. Il passo di gara era molto simile e questo gli ha impedito di provare un attacco ma Vallteri ha dimostrato che quest’anno vuole essere lui il primo avversario del #44.

SEBASTIAN VETTEL Voto 8 Dopo gli errori del Bahrain da lui ci si aspettava una vittoria per zittire tutti che però non era alla portata sua e della Ferrari. Stavolta però il weekend di Seb è stato ineccepibile, in qualifica fa il massimo che può fermandosi a tre decimi dalla pole. Alla partenza scatta bene ma rimane bloccato dietro a Bottas perdendo così la posizione su Leclerc, vedendo le Mercedes andare via il muretto dà l’ordine di far passare il tedesco ma Vettel non ha il passo per chiudere il gap. La gara si sposta così su Verstappen che prova l’undercut a cui la Ferrari risponde, gioco forza, con Sebastian. Al rientro in pista l’olandese prova l’attacco al tornantino dove lo scorso anno c’era stato il contatto fra i due ma stavolta Vettel mantiene la calma e si difende in maniera dura ma corretta, incrociando la traiettoria e spingendo Max sull’erba. Visto il rendimento della Mercedes, per Seb e per la Ferrari in Azerbaijian non ci potrà essere altro risultato che la vittoria se si vuole davvero lottare per il Mondiale.

MAX VERSTAPPEN Voto 7.5 Rispetto a due settimane fa la Red Bull si dimostra più vicina a Ferrari e Mercedes e infatti Max si rivela una spina nel fianco della Rossa. Riesce a terminare la gara fra le due Ferrari dopo aver corso una gara all’attacco e bravo anche per il duello duro ma corretto con Vettel. Peccato perchè se in qualifica fosse riuscito a completare l’ultimo giro e ottenere la seconda fila, probabilmente avrebbe potuto lottare più facilmente per il podio.

CHARLES LECLERC Voto 7.5 Il weekend non inizia bene per il monegasco, con un venerdì complicato sia per la difficoltà nel trovare il giusto set-up che per problemi di raffreddamento che gli fanno perdere l’ultima mezz’ora di libere. Charles però è bravo a resettare tutto e tornare lì davanti in qualifica, a soli 17 millesimi da Vettel. Alla partenza si prende la posizione sul compagno di squadra ma le Mercedes gli scappano via e gli viene detto di far passare il tedesco. La sua gara viene compromessa definitivamente con il pit stop di Verstappen che costringe la Ferrari a far rientrare Vettel per non perdere entrambe le posizioni. Leclerc si dimostra però ancora una volta straordinariamente maturo nel digerire la delusione e correre una grande seconda parte di gara che però non riesce a chiudere al quarto posto. Bravo anche nel non alimentare inutili polemiche sul team order in un momento in cui la Ferrari ha bisogno di compattarsi e non di dividersi.

PIERRE GASLY Voto 6.5 Primo arrivo a punti della stagione per il francese, che così si toglie un po’ di pressione di dosso. C’è da essere soddisfatti ma nemmeno troppo perché il distacco da Verstappen è ancora siderale e il giro più veloce è arrivato per un solo decimo rispetto a un Vettel che aveva realizzato quel tempo con una mescola di svantaggio e con molta più benzina nel serbatoio. Questo sesto posto rappresenta comunque un inizio.

DANIEL RICCIARDO Voto 7 Una bella boccata d’ossigeno per Daniel che alla terza gara con la Renault riesce a cogliere i primi punti della sua stagione. Questa volta batte Hulkenberg sia in qualifica (anche se per soli 4 millesimi) che in gara e mantiene la posizione di partenza senza particolari problemi. Certo, i presupposti di quest’avventura francese per Ricciardo erano ben altri.

SERGIO PEREZ Voto 8 Porta la Racing Point fino all’ottavo posto dopo una qualifica non brillante grazie a una super partenza in cui guadagna diverse posizioni. Riesce a tenere un buon passo per tutta la gara e una gestione delle gomme perfetta, questi punti sono oro colato per lui e per la squadra.

KIMI RAIKKONEN Voto 8 In Cina l’Alfa Romeo non va come ci si aspettava, anche per via di alcune noie con la PU Ferrari. Dopo una qualifica difficile in cui Kimi si qualifica tredicesimo, l’ Iceman si scatena in gara dove, grazie alla solita gestione perfetta delle gomme, riesce a correre sempre all’attacco. Ci regala diversi sorpassi bellissimi ma non riesce ad attaccare nel finale di gara per via di alcuni problemi con l’ultimo treno di gomme. Peccato perché avrebbe forse potuto impensierire Perez e Ricciardo. Libero dalla pressione della Ferrari Kimi si sta esprimendo al massimo, divertendosi e pensando solo a guidare.

ALEXANDER ALBON Voto 8.5 Il “Driver of the day” della gara cinese è meritatamente il rookie indonesiano. Il suo weekend inizia malissimo, con lo spettacolare incidente delle PL3 che distrugge la sua Toro Rosso. La sua gara inizia dalla Pit Lane e termina con un arrivo a punti grazie a una corsa consistente da vero veterano. Alex ha spinto quando c’era da spingere e gestito quando c’era da gestire, bellissima la difesa su Grosjean negli ultimi giri.

ROMAIN GROSJEAN Voto 5.5 Così com’era successo in Bahrein le Haas sprofondano in gara dopo essere arrivati nella Q3 in qualifica. La cosa preoccupante è che la squadra americana non ha ancora capito perchè la macchina non riesce a mantenere in gara la stessa velocità delle qualifiche.

LANCE STROLL Voto 5 Per la seconda gara consecutiva il giovane canadese non riesce ad arrivare in zona punti, a differenza del compagno di squadra. Fuori nella Q1 in qualifica, in gara non riesce a sfruttare i tanti treni di gomme nuove a disposizione e ad avvicinare la zona punti.

KEVIN MAGNUSSEN Voto 5 Anche per lui vale il discorso fatto per Grosjean, la sua Haas non ha passo e la sua gara si trasforma subito in un incubo. Arriva molto lontano dal compagno di squadra nonostante gli fosse partito davanti.

CARLOS SAINZ Voto SV Il pilota spagnolo rimane vittima, insieme al compagno di squadra, dell’incidente causato da Kyvat e la sua gara finisce praticamente lì.

ANTONIO GIOVINAZZI Voto 4.5 D’accordo, ha saltato praticamente tutte le prove libere per via di alcuni problemi tecnici ma una gara in cui arriva davanti solo alla Williams non è giustificata. Dopo una buona partenza il pilota di Martina Franca viene letteralmente risucchiato nel gruppo e sorpassato da tutti. Con i giovani arrembanti della FDA pronti ad accaparrarsi il suo sedile, ad Antonio servirà una gara convincente a Baku.

GEORGE RUSSELL Voto 6 Per la Williams primi timidi segnali di risalita in Cina, con un distacco rispetto al resto dal gruppo che ha iniziato a scendere. Certo, c’è ancora tanto da fare e per Russell la soddisfazione è ancora quella di arrivare davanti a Kubica.

ROBERT KUBICA Voto 5 Ancora una volta battuto dal compagno di squadra, sia in qualifica che in gara.

LANDO NORRIS Voto SV Come per il compagno di squadra, gara finita nell’incidente con Kyvat.

DANIIL KYVAT Voto 5 Peccato, rovina una buona qualifica con un eccesso di foga nelle prime fasi di gara.

NICO HULKENBERG Voto 7 Anche stavolta Nico fa il suo dovere in qualifica, seppur battuto di poco da Ricciardo, e in gara è nel gruppo a lottare finché la PU Renault accusa una perdita di potenza che lo costringe al ritiro.