F1 Rewind, Gp di Gran Bretagna 1999: la grande paura per Michael Schumacher!

Si conclude questo fine settimana in Gran Bretagna il primo triple-header della storia della Formula 1, per la terza domenica consecutiva infatti vedremo i nostri beniamini impegnati a darsi battaglia e stavolta lo faranno in una cornice assolutamente speciale: il circuito di Silverstone.

Insieme a quello d’Italia e a quello di Monaco il Gran Premio di Gran Bretagna è l’unico sempre presente in calendario dal lontano 1950, anno della nascita del Campionato del Mondo di Formula 1.

Il circuito di Silverstone si è alternato negli anni con altre piste inglesi ma è sicuramente quello più legato alla massima serie, nel corso degli anni è stato teatro di battaglie epiche e di momenti ad altissima tensione come quello che rivivremo oggi.

Stiamo parlando del Gran Premio di Gran Bretagna 1999 quando, nel corso del primo giro, la Ferrari F399 di Michael Schumacher andò dritta contro le barriere della curva Stowe a circa 200 km/h.
Schumacher era partito in prima fila, accanto ad Hakkinen (McLaren Mercedes) ma a seguito di una pessima partenza era scivolato in quarta posizione dopo la prima curva.
Mentre le macchine stavano percorrendo il lungo rettilineo che conduce alla curva Stowe venne data bandiera rossa perché alcune vetture erano rimaste piantate sulla griglia di partenza.
Tutti iniziarono a rallentare tranne Schumacher che, con la radio che non funzionava, non sentì gli avvertimenti del muretto e attaccò il compagno Irvine all’ingresso della Stowe, fu qui che il tedesco rimase senza freni sulla sua macchina e non potè far altro che pregare negli interminabili secondi che lo condussero contro il muro di gomme posto a bordo pista.

Nei minuti successivi all’impatto i tifosi videro materializzarsi di nuovo i fantasmi degli incidenti mortali che solo qualche anno prima avevano portato via Ratzenberger e Senna, Schumi sembrava inerte all’interno dell’abitacolo ma dopo qualche minuto si capì che il pilota era cosciente e stava collaborando con i medici e con i commissari per essere estratto dalla sua vettura. Non poteva uscire da solo perché nell’impatto il tedesco si fratturò tibia e perone della gamba destra, nei mesi successivi ci furono infinite chiacchiere e dubbi addirittura sul fatto che potesse tornare a correre. Pettegolezzi che vennero smentiti in pista da Schumacher quando, al rientro nel Gran Premio della Malesia, firmò la pole e cedette la vittoria ad Irvine, in lotta per il mondiale, all’ultimo giro.

Dopo i soccorsi al tedesco la gara di Silverstone riprese e vide la vittoria di Coulthard (McLaren-Mercedes) davanti a Irvine (Ferrari) e Ralf Schumacher (Williams). Proprio il ritiro del Campione del Mondo Hakkinen galvanizzò Eddie Irvine che, non essendo troppo lontano in classifica, si caricò sulle spalle la squadra di Maranello e, aiutato dal finlandese Mika Salo e poi dal rientrante Schumacher, arrivò a giocarsi il titolo all’ultima gara in Giappone.
Come sappiamo il Mondiale andò al finlandese volante che approfittò di un’ultima gara ricca di errori del rivale irlandese che, forse schiacciato dalla pressione, non riuscì a portare a termine la missione che si era prefissato in quella calda domenica inglese.

La Ferrari ebbe così la conferma definitiva che l’unico pilota che poteva riuscire a rompere la maledizione che sembrava aleggiare su Maranello era Michael Schumacher, il tedesco infatti uscì fortificato da quell’incidente che aveva messo a serio rischio la sua carriera. Negli anni successivi non ci saranno più rivali e Schumacher scriverà il suo nome a caratteri d’oro nella leggenda della Formula 1 con il record di cinque titoli mondiali consecutivi.
Ora è tempo di pensare al presente e di vedere quali sorprese ci riserverà la gara di domenica, Silverstone è pronta ad incoronare una nuova leggenda!
A presto, sulle pagine di Tuttomotorsport.