F1 Rewind, GP di Monaco 1975: Lauda sfata il tabù Montecarlo e conquista la Ferrari!

Episodio speciale di F1 Rewind dedicato al tre volte Campione del Mondo Niki Lauda, scomparso nella giornata di ieri.

La storia della Formula 1 è costellata di campioni, di piloti che hanno lasciato un segno indelebile nella Storia di questo sport. Fra questi un posto di primissimo piano è riservato sicuramente a Niki Lauda. Questo tributo non vuole essere uno sdolcinato esercizio retorico, Lauda era così famoso e apprezzato non perché fosse gentile e simpatico ma perché era un cinico bastardo che diceva sempre quello che pensava senza guardare in faccia a nessuno. Certamente nel consacrarlo nell’olimpo della Formula 1 ha contribuito il suo spaventoso incidente del 1 Agosto 1976 al Nurburgring, ma ancora di più è stato l’incredibile recupero che ha avuto da quell’incidente a renderlo un eroe.

Lauda è stato l’unico pilota a tener testa al “grande vecchio” Enzo Ferrari, con il quale, come nelle più importanti storie d’amore, ci fu un rapporto continuo di amore e odio. Sin da quando Niki, dopo aver guidato per la prima volta una Ferrari a Fiorano, non ebbe problemi a dire che quella macchina era una “merda”. Il sodalizio Lauda – Ferrari nacque nel 1974, quando Enzo seguì il consiglio di Regazzoni e ingaggiò quel giovane fenomeno austriaco. In quell’anno Lauda vinse due gran premi ma fu il 1975 l’anno della consacrazione.

Arriviamo così al nostro Gran Premio di Monaco, anno 1975; una corsa che per la Ferrari era diventata una maledizione: era dal 1955 che il Cavallino Rampante non riusciva ad imporsi nel Principato, un’ eternità. Niki Lauda impose il suo ritmo già in qualifica siglando la pole position in 1.26.40, davanti alle due Shadow di Pryce e Jarier. Gli altri big invece erano tutti più staccati con Regazzoni (Ferrari) sesto, Fittipaldi (McLaren) nono e Ickx (Lotus) quattordicesimo.

La gara può essere considerata uno spot pubblicitario del pilota che era Niki Lauda: su una pista bagnata che andava via via asciugandosi, l’austriaco scatta bene e mantiene la prima posizione. Con un’aderenza molto precaria per i piloti è difficile decidere se tenere le gomme da bagnato oppure passare alle slick e infatti in pista si susseguono gli incidenti. Vanno a sbattere contro le barriere di Montecarlo Jochen Mass (McLaren), James Hunt (Hesketh), Patrick Depailler (Tyrell), Clay Regazzoni (Ferrari) e Tom Pryce (Shadow). L’unico a non sbagliare è Lauda, non a caso soprannominato “il computer”, e nemmeno una perdita d’olio negli ultimi giri riesce a fargli perdere la concentrazione. Fittipaldi (McLaren) si avvicina ma non riesce ad attaccare il Ferrarista che così porta a casa la sua prima vittoria stagionale, la terza in carriera e soprattutto rompe il digiuno ventennale della Ferrari nel Principato di Monaco.

Fu proprio in questa gara che i tifosi della Rossa si innamorarono definitivamente di Lauda e Niki, dal canto suo, vivrà pagine indimenticabili della sua vita al volante di una Ferrari: il titolo mondiale nel 1975; la rivalità con Hunt, l’incidente e il ritorno in pista, la rinuncia del Fuji nel 1976 e poi un altro titolo mondiale nel 1977. I rapporti ormai logori con Enzo Ferrari portarono poi Lauda a lasciare Maranello per la Brabham dove riuscirà comunque a vincere qualche gara. Poi il ritiro e il ritorno con la McLaren, dove riuscirà a battere il giovane e arrembante compagno di squadra Prost,scrivendo altre pagine di storia e conquistando il suo terzo titolo mondiale (1984). Niki è stato un uomo che ha sempre vissuto al massimo, un uomo che nemmeno l’Inferno delle fiamme è riuscito a piegare, un uomo dalla straordinaria forza di volontà. Certi suoi atteggiamenti possono aver dato fastidio ma non gli si può negare di essere stato una figura di riferimento per tutti coloro che amano la Formula 1. Ciao Niki, grazie di tutto!