F1 Rewind, Gp d’Italia 2006: Schumi vince e annuncia il ritiro!

Con quasi cento anni di storia (il Gran Premio d’Italia esisteva già prima della nascita della Formula 1), Monza potrebbe dare spunti per scrivere interi libri.
Per questo motivo è stato particolarmente difficile scegliere una singola gara, alla fine la scelta è ricaduta sul Gran Premio d’Italia 2006.
Quel giorno Michael Schumacher colse la sua quinta e ultima vittoria a Monza, si rilanciò nella corsa al titolo Mondiale ma soprattutto annunciò il ritiro dalle corse.

La corsa in sé non fu molto spettacolare ma a rendere quell’edizione unica è tutto ciò che successe subito dopo la bandiera a scacchi.
Nelle qualifiche del sabato Raikkonen (McLaren), successore di Schumacher alla guida della Ferrari, gli soffiò la pole, con il tempo di 1.21.484, per soli 2 millesimi di secondo, andando a rovinare la festa dei suoi futuri tifosi.
Dietro Kimi e Michael si qualificarono Heidfled (BMW), Massa (Ferrari), Button (Honda) e Kubica (BMW).
Le polemiche scoppiarono quando Alonso (Renault), che si era qualificato al quinto posto, venne penalizzato per aver ostacolato la Ferrari di Massa. Allo spagnolo venne tolto il tempo sul giro e fu costretto a partire decimo. Furioso Fernando fece dichiarazioni durissime dicendo di non considerare più la Formula 1 come uno sport ma, per rispetto dei tifosi e del team Renault, decise comunque di prendere parte alla corsa.

Alla partenza Raikkonen tenne la prima posizione mentre Schumacher dovette difendersi dall’attacco del connazionale Heidfeld. Alonso, partito in mezzo al gruppo, impiegò soltanto due giri per riportarsi in quella quinta posizione che avrebbe dovuto essere la sua posizione di partenza.
La gara si decise già al primo pit-stop quando Schumi, rimanendo in pista un giro in più rispetto al finlandese della McLaren riuscì a sopravanzarlo e ad aumentare il suo vantaggio.
Per Alonso invece la corsa si concluse al giro 43 quando dovette parcheggiare la sua Renault nella via di fuga della prima variante con il motore in fiamme.
Il tutto accompagnato dal boato del pubblico,con buona pace dei moralisti.
La bandiera a scacchi salutò così la novantesima vittoria in carriera di Michael Schumacher, con lui sul podio salirono Raikkonen (McLaren) e Kubica (BMW).

Il podio, come al solito sospeso sulla marea rossa, fu molto emozionante. Erano tutti commossi (Montezemolo, Jean Todt, Schumacher ecc.) perchè sapevano cosa avrebbe detto da lì a pochi minuti Michael in conferenza stampa.
“At the end of this year I decided, together with the team, that I’m gonna retire from racing”
Con queste parole Michael Schumacher annunciò al mondo la fine di una carriera lunga (prima del ritorno del 2010) 14 anni e costellata da 7 titoli mondiali e 91 vittorie.
Con queste parole Michael lasciò il mondo Ferrari in lacrime, non era una sorpresa perchè tutti sapevano quale sarebbe stata la sua decisione, ma sentirlo dire da lui, sapere che era tutto vero fu un colpo al cuore per milioni di tifosi.
Avrebbe voluto lasciare con l’ottavo titolo mondiale, da festeggiare nei leggendari “Ferrari Days” ma non ci riuscì per colpa di quel motore andato in fumo a Suzuka poche settimane più tardi.

Tutti sappiamo cosa è successo dopo: la Ferrari ha vinto 3 titoli mondiali nei due anni successivi ma è poi caduta in una lunga crisi tecnica, da cui soltanto con l’arrivo di Sergio Marchionne come presidente è riuscita finalmente a uscire, aldilà di come andrà quest’anno.
Schumacher, dopo 3 anni passati a guidare ancora la Ferrari in alcune sessioni di test e a correre in moto, sarebbe tornato a tempo pieno nel 2010 con la Mercedes, rientrante in Formula 1 dopo circa 60 anni.
I risultati non sono arrivati ma anche lì Schumi è riuscito a lasciare la sua impronta, con una splendida pole siglata a Monaco nel 2012 e toltagli per una penalità da scontare per la gara precedente, ma soprattutto con una cultura del lavoro e con preziosi consigli tecnici che hanno portato la Mercedes a dominare l’era turbo-ibrida della Formula 1.
Possiamo dire che da quel maledetto 29 Dicembre 2013 Schumi ci manca da morire, ci manca il suo sorriso, ci manca la sua competenza e tutti moriamo dalla voglia di sapere cosa penserebbe di questo entusiasmante duello fra il suo grande amore (la Ferrari) e la creatura che lui ha contribuito a plasmare (la Mercedes).

Ma ora bisogna chiudere questa pagina dei ricordi e concentrarci sulla gara di Domenica, rimanete con noi perchè la nostra “Monza Fever” è sempre più alta. Buon proseguimento sulle pagine di Tuttomotorsport!