Ferrari, e sono due!

Inutile girarci intorno; la Ferrari, quest’anno, è nettamente la monoposto più veloce del lotto. Proprio per questo, però, non è ammissibile gettare alle ortiche due occasioni come quelle capitate a Shanghai prima ed a Baku adesso.

Certo, il crash Red Bull non era previsto, ma Bottas con ogni probabilità sarebbe riuscito a spuntarla anche senza la sosta in regime di Safety Car. Quindi, se da un lato possiamo dire che Hamilton ha riscosso con gli interessi la sfortuna di Melbourne, dall’altra va però detto che la strategia di Maranello è stata sbagliata, ed è già la seconda volta che succede.

A questo poi aggiungiamo gli errori dei piloti e, incredibilmente, ci troviamo in testa al mondiale la Mercedes n.44.

Il grave errore di Vettel alla ripartenza dopo la Safety Car; una frenata che lo tira giù dal podio

Vettel alla bersagliera

Stava dominando in Cina, stava dominando a Baku ma, se a Shanghai è stato vittima del team e di Verstappen, stavolta Vettel ci ha messo tanto del suo. L’errore al restart è troppo grave per un quattro volte campione del Mondo. Non c’era bisogno di buttarsi alla ‘o la va o la spacca’ in curva 1; c’era il tempo per infilare Bottas eventualmente alla staccata di curva 3, o in alternativa al termine del giro successivo quando il DRS sarebbe stato nuovamente disponibile. La verità è che Seb era terrorizzato dall’idea di essere attaccato ed infilato da Hamilton e per questo si è lanciato alla bersagliera all’attacco dell’altra freccia d’argento. Il problema è che ha fatto la fine di Fantozzi, con il sellino che salta via e… va beh il resto lo sapete.

Non è da meno Kimi Raikkonen; anche se alla fine è stato premiato dal podio, i suoi errori restano e sono gravi. A cominciare dalla qualifica, dove getta al vento la possibilità di passare la Q2 con le gomme rosse come gli altri ed è obbligato a cambiare strategia. Stesso discorso in Q3 dove sbaglia all’uscita di curva 16 e butta via la pole, piazzandosi solo 6° e trovandosi nel traffico al via. E nel traffico cittadino, si sa, il rischio è dietro l’angolo e così arriva il crash con Ocon che rovina la gara di entrambi.

Per farla breve; in due GP, la Ferrari avrebbe potuto e dovuto fare 86 punti, invece ne ha raccolti solo 49. L’auspicio è che ad Abu Dhabi non si debba rimpiangere questo sperpero.