Ferrari non ti lamentare se poi non vinci il Mondiale

Photo by Zak Mauger (c) LAT Images

Il Gp di Francia torna in calendario dopo 10 anni e dopo 28 torna al Paul Ricard, circuito nuovo per tutti ma che alla vigilia è stato etichettato come pro-Mercedes, vuoi per la presenza dei lunghi curvoni veloci, vuoi per gli ormai celeberrimi 0,4mm della discordia.

In Ferrari si attendevano quindi una corsa in difesa, nell’auspicio di limitare i danni e provare magari a tirar fuori qualcosa di buono magari sfruttando gli errori degli avversari. In realtà, a sbagliare e tanto, son stati proprio i due piloti della Rossa che si sono disarmati da soli per un risultato finale che può essere ritenuto positivo solo da Tonino Guerra quello che diceva: “Gianni, l’ottimismo è il profumo della vita” nel famoso spot della Unieuro.

Vettel senza freni, Raikkonen buca la Q3

Se in passato ho avuto modo di criticare le scelte del team, stavolta le colpe sono tutte dei piloti, che tra sabato e domenica hanno rovinato il risultato finale.

Partiamo dal sabato e da Kimi Raikkonen che quando c’è da mordere, puntualmente fallisce. Era fondamentale star davanti alle Red Bull ed insidiare le Mercedes, invece Kimi cosa fa? Riesce a sbagliare tre giri consecutivi in Q3 rimanendo 6°, insomma un disastro. “Sì ma domenica è andato sul podio con una rimonta clamorosa” l’obiezione di molti. Andiamola a rivedere questa clamorosa rimonta: Bottas e Vettel fuori in curva 1, e siamo al 4° posto. Red Bull che lo bastonano continuamente malgrado lui abbia la gomma migliore (Ultrasoft contro Supersoft), dopo il pit esce addirittura dietro a Vettel che lo fa passare per tentare una rimonta impossibile finché a Ricciardo non cede improvvisamente l’ala (o almeno questa è la versione ufficiale perché ricordiamo che corre da due gare con un motore vecchio, non evoluto e perdipiù rigenerato dopo essere andato arrosto a Monte-Carlo, quindi l’ipotesi di un altro problema alla Power Unit è più che plausibile) e riesce a passarlo. Per farla breve, anche tu che stai leggendo questo pezzo saresti arrivato 3° guidando la Ferrari n.7.

Ma se tutto sommato possiamo dire che Iceman ha rimediato trovando il podio, la posizione di Vettel è assolutamente indifendibile.

Un errore grave, gravissimo, da principiante. E non è la prima volta, basti pensare all’entrata alla bersagliera di Baku che gli è costata il podio.Non vorrete mica credere che sia un caso il fatto che, pur avendo vinto 3 gp come Hamilton, sia comunque dietro di 14 punti. Solo ieri ne ha buttati via 5 se non 8. Perché the Hammer probabilmente era imprendibile, ma Bottas era ampiamente alla portata. Lo si poteva passare sul rettilineo del Mistral, dove abbiamo visto duemila sorpassi, bastava aprire il DRS e passavi. Non dovevi nemmeno inventarti chissà quale manovra rischiosa. Invece Seb, pur avendo avuto un grande scatto (e grazie, Ultrasoft contro Supersoft), alza il piede per non tamponare Hamilton, ma sbaglia la staccata centrando l’altra Mercedes che ormai era completamente davanti. E ringraziasse la Safety Car (entrata per l’incidente tra Gasly e Ocon e non, come qualcuno erroneamente pensa, per il contatto della Ferrari, ndr) se ha limitato i danni. Altrimenti, con un minuto di ritardo sul groppone, altro che 5° posto… Detto questo, i fan si sono gustati una rimonta che per qualcuno ha dell’incredibile, ma in verità è frutto di una vettura troppo superiore alle altre e di un circuito che a DRS aperto permette di superare anche tre auto alla volta.

Alla luce di tutto questo, qualcuno ancora vuol far credere che il problema sia lo 0,4 delle gomme il motivo della sconfitta?