Ferrari: problemi al turbo a Melbourne?

Sebastian Vettel, Ferrari SF90©Federico Basile

Una cosa che tutti ritenevano impossibile giovedì scorso, forse è proprio quella che si è vista domenica: una monoposto motorizzata Honda ha superato una Ferrari dopo un recupero incredibile in rettilineo. Ad esporre Vettel ad un attacco di questo tipo è stata la mancanza di velocità di punta, mancanza riconducibile non solo alla mappatura utilizzata.

E proprio lo stesso Vettel si è accorto di quanto la sua monoposto fosse lenta in rettilineo, tanto da aprire la radio per chiedere candidamente: “Perchè sono così lento?”.
La risposta precisa non è mai arrivata, ma la richiesta di rimanere su mappature molto conservative (mappature 5 e 6 per la precisione) conteneva implicitamente un avviso di problemi, problemi che chiaramente non potevano essere risolti dai box.

Sembra infatti che il problema della power unit sia da ricercarsi nel turbocompressore. Anche durante i test si era manifestato qualche piccolo problema al turbocompressore, ma sembrava riconducibile al cedimento dello scarico. Lo scarico, infatti, dopo aver ceduto, sembrava avesse provocato un piccolo malfunzionamento alla girante del turbocompressore, ma adesso è chiaro che non è così.

I problemi al turbo

Inoltre, non dobbiamo dimenticare che il turbocompressore è direttamente legato alla parte ibrida della power unit, precisamente alla MGU-H. Una bassa potenza dell’unità termica, avvia una reazione a catena: meno forza nei gas di scarico, quindi avvio più lento della turbina (aumento del turbo lag) e, infine meno energia elettrica disponibile in seguito all’attivazione ritardata della girante della turbina.
Minore energia fornita dalla parte ibrida, vuol dire maggior consumo di carburante. Insomma, se una power unit non è efficiente al 100%, la parte meno efficiente ‘mette in difficoltà’ le altre.
Avere poca potenza, causa irrimediabilmente mancanza di velocità in fondo al rettilineo. E questo si è visto più volte nel raffronto diretto con Hamilton.

Come è evidente, le velocità di Vettel sono sempre uguali, segno che, con la mappatura utilizzata, quelle erano le massime velocità raggiungibili.

Che qualcosa non andasse per il meglio, si era capito anche nel modo in cui abbiamo visto guidare Vettel nella parte centrale della gara. Il tedesco, infatti ha cercato molto spesso di tenere il motore termico ad alti regimi per cercare di recuperare più energia possibile.
Questo lo ha portato ad ottimizzare i consumi, facendo molto lift and coast per fare fuel saving. Questa necessità di ottimizzare i consumi è stata palese sul rettilineo principae, dove Vettel si è fermato più volte alla settima marcia e non ha inserito l’ottava.

La mancanza di potenza

Quindi non resta che capire perchè in Ferrari non siano riusciti a mantenere il vantaggio motoristico che avevano nella passata stagione. Sembra che, a differenza dell’anno passato, con si sia persa un pò di competitività con la diminuzione del carico. La Ferrari ha quindi dovuto caricare l’ala posteriore aumentando, di conseguenza, la resistenza all’avanzamento. Per battere questa resistenza servono cavalli, cavalli che adesso sembrano mancare.
Tuttavia, il circuito del Bahrain potrebbe già smentirci e dimostrare che Melbourne è solo un caso isolato.

Sembra comunque che tutti i motorizzati Ferrari siano in difficoltà e sembra che tutti abbiano utilizzato mappature abbastanza conservative. Inoltre, Grosjean e Raikkonen hanno avuto grossi problemi anche nella giornata di sabato, problemi prontamente risolti dai tecnici.

Daniele Zindato

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Daniele Zindato
Nato 23 anni fa, studente di Marketing e con passione smisurata per i motori e per il motorsport.