FIA: l’halo ha impedito che la McLaren di Alonso colpisse Leclerc a SPA

La FIA ha concluso la sua indagine sull’incidente di SPA, indagine voluta per capire se e quanto l’halo avesse inciso sull’incolumità del pilota

Dopo il passaggio all’ibrido, l’elemento più controverso della moderna Formula 1 è stato certamente l’halo. Definito “brutto” da alcuni, “insignificante ed inutile” da altri, ha avuto anche molti apprezzamenti. Anche i piloti sono stati divisi sul fronte halo, con due ‘fazioni’ totalmente opposte. La FIA ha anche aumentato il tempo minimo di uscita dalla monoposto proprio per l’elemento che non permette una totale mobilità del pilota una volta che ha messo le braccia fuori dall’abitacolo, alimentando ulteriori polemiche.

E anche durante la stagione, questo nuovo elemento di sicurezza è stato al centro di critiche e di elogi. Proprio durante l’ultima gara, si è visto Hulkenberg intrappolato nella sua monoposto a causa dell’halo mentre era con le ruote all’aria.
I replay hanno evidenziato come l’halo sia stato il primo elemento a toccare contro l’asfalto durante il ribaltamento del tedesco, ma lo stesso halo ha impedito al pilota di uscire dalla monoposto.

Tuttavia, nonostante la ‘bruttezza’ dell’elemento, la sua utilità è risultata evidente a SPA quando, al via, Alonso è letteralmente volato dopo un contatto con Hulkenberg, ricadendo sulla monoposto dell’incolpevole Leclerc. Proprio durante la caduta, il pneumatico anteriore della monoposto di Alonso ha colpito violentemente l’halo della Sauber di Chrles Leclerc. Il colpo è stato talmente forte da spezzare letteralmente in due la sospensione anteriore della McLaren dello spagnolo, comunque incolpevole di quanto accaduto.

Quello che però da realmente l’idea della durezza dell’halo è il risultato dell’indagine congiunta tra FIA e Sauber, da cui è emerso che l’halo è rimasto “strutturalmente integro e in condizioni utilizzabili”.

Senza il dispositivo di protezione, l’esito sarebbe stato molto più grave per Leclerc, il cui casco sarebbe arrivato al contatto con la monoposto di Alonso, con esiti difficilmente ipotizzabili. Grazie all’halo, invece, Leclerc se l’è cavata con tanta paura e qualche piccolo detrito piovuto dentro l’abitacolo.

Il rapporto della FIA, realizzato dal FIA global Institute, su quanto accaduto a SPA, non lascia spazio a polemiche o dubbi sull’utilità dell’halo:
-il picco di forza stimata dell’impatto sull’halo è stato di 58 kN (poco più di 5.900 kg), questo è il 46% del carico massimo imposto dalla FIA (125 kN) per i punti di attacco dell’halo e del telaio. Inoltre, l’impatto è stato vicino al punto di applicazione del carico per i test di omologazione;
-l’energia e la forza di una ruota che colpisce l’Halo sono limitate dalla velocità e dalla massa del corpo ruota, ma anche dalla forza della sospensione collegata. Se l’intera massa della vettura avesse colpito l’Halo attraverso la struttura primaria, l’impatto sarebbe stato approssimativamente di 30 kJ. Questa energia avrebbe avuto conseguenze devastanti se fosse arrivata direttamente sul pilota. Nemmeno l’halo sarebbe stato in grado di assorbire totalmente questa energia senza deformazioni o cedimenti strutturali.

L’esito di questa indagine mette definitivamente la parola “fine” sulle varie diatribe sull’halo. Non sarà esteticamente ineccepibile, ma la sua funzione non è quella di abbellire le monoposto bensì di aumentarne la sicurezza. E ha svolto alla perfezione il suo compito.